Dazn punta sul mondiale 2026: raccolta fondi interna e partnership allo studio
- 7 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Dazn ha deciso di gestire internamente la raccolta pubblicitaria per i Mondiali 2026, puntando su una strategia commerciale diretta che si affianca agli accordi già in corso per la Serie A, la cui audience ha mostrato segnali positivi nelle ultime stagioni.
La società, controllata da Access Industries del magnate Len Blavatnik, è al lavoro in vista del torneo estivo che prevede la trasmissione integrale delle 104 partite disputate tra USA, Messico e Canada, mentre la diffusione in chiaro includerà 35 incontri affidati a Rai.
Si tratta di uno schema differente rispetto a quanto sperimentato in occasione del Mondiale per Club 2025, quando erano state concesse sublicenze per alcune partite a un altro broadcaster. Per i Mondiali 2026, la presenza di un detentore esclusivo per la diffusione in chiaro ha reso superflue altre intese generaliste.
Nel frattempo la macchina organizzativa di Dazn è già in movimento: alcune agenzie media sono state informate dell’imminente roadshow commerciale, che presenterà nel dettaglio le soluzioni pubblicitarie dedicate all’evento.
Avendo acquisito diritti per tre mercati ritenuti strategici — Italia, Spagna e Giappone — il gruppo ha scelto di adottare una prospettiva multi-territorio per valorizzare sinergie internazionali e offrire ai brand una visibilità coordinata su più aree geografiche.
Per la struttura italiana guidata da Stefano Azzi il dossier mondiale assume così un carattere composito: da un lato la massimizzazione della monetizzazione pubblicitaria, dall’altro l’uso dell’evento come leva per la retention e l’acquisizione degli abbonati.
Valore strategico del torneo per la piattaforma
Inserire nei palinsesti estivi il principale evento calcistico al mondo permette a una piattaforma streaming di mantenere un filo conduttore di consumo tra la chiusura della Serie A, il Mondiale e la ripresa stagionale successiva, integrando anche altre competizioni sportive internazionali nel calendario. Questo favorisce la creazione di pacchetti commerciali più attrattivi per gli investitori pubblicitari.
In un mercato dove il business dello sport in streaming è sempre più condizionato dalla capacità di ridurre il churn, l’evento mondiale rappresenta insieme un prodotto editoriale di punta, uno strumento di posizionamento sul mercato e una leva commerciale per contenere le disdette e favorire nuove sottoscrizioni.
Implicazioni per il mercato pubblicitario e gli operatori
La scelta di trattenere in-house la vendita degli spazi può avere ripercussioni sugli equilibri della raccolta pubblicitaria nazionale: da un lato aumenta il controllo sui ricavi e sulle proposte commerciali, dall’altro può influenzare le dinamiche tra concessionarie e broadcaster tradizionali, con possibili ripercussioni sui prezzi e sulla disponibilità di pacchetti combinati.
Dal punto di vista operativo, la gestione diretta richiede una pianificazione accurata delle campagne, strumenti di misurazione dell’audience e pacchetti creativi adatti a valorizzare il reach internazionale dell’evento. Per gli investitori sarà importante valutare copertura geografica, formati disponibili e metriche di performance.
Infine, il contesto regolatorio e le norme sul mercato audiovisivo possono giocare un ruolo nel definire margini e modalità di commercializzazione: la possibilità o meno di sublicenziare contenuti, i vincoli di esclusiva in chiaro e le regole sulla concorrenza sono elementi che orientano le strategie degli operatori.