Giudice Usa congela i beni di BlockFills nella battaglia per 70 bitcoin con il creditore Dominion Capital
- 6 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un giudice federale degli Stati Uniti ha emesso un’ordinanza restrittiva temporanea contro BlockFills in relazione a una causa promossa da Dominion Capital, congelando temporaneamente alcuni asset collegati alla controversia, secondo quanto emerge dagli atti depositati in tribunale.
Nel reclamo presentato il 27 febbraio, Dominion Capital ha sostenuto che BlockFills abbia sottratto e trattenuto illecitamente asset crypto dei clienti per milioni di dollari, abbia commisto fondi di clienti diversi e abbia nascosto perdite ingenti.
Secondo l’atto, la società avrebbe celato l’uso improprio dei fondi dei clienti e avrebbe rifiutato di restituire gli asset della società dopo la sospensione dei prelievi avvenuta a febbraio; per tutelare le proprie criptovalute bloccate sulla piattaforma, Dominion Capital aveva chiesto il congelamento degli asset, richiesta accolta dal tribunale.
In un’ordinanza depositata il 3 marzo presso il U.S. District Court for the Southern District of New York, la giudice federale Mary Kay Vyskocil ha vietato alla società di trasferire o disporre di 70,6 bitcoin che sono indicati come proprietà di Dominion Capital, nonché di spostare asset al di fuori degli Stati Uniti durante il procedimento.
Il tribunale ha inoltre ordinato a BlockFills, che riceve supporto finanziario dal gruppo Susquehanna, di rendicontare e segregare i fondi dei clienti, inclusi i bitcoin attribuiti a Dominion Capital, in attesa dell’udienza per una possibile misura cautelare più ampia.
Dai documenti depositati risultano perdite aggregate dell’azienda dell’ordine di decine di milioni di dollari durante il recente ribasso di mercato, circostanza che avrebbe indotto la società a cercare un acquirente o finanziamenti urgenti per ricostituire liquidità.
BlockFills said:
“Per policy la società non rilascia commenti sui contenziosi in corso.”
Dominion Capital non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito alla decisione del tribunale.
Un’ordinanza restrittiva temporanea (TRO, dall’inglese Temporary Restraining Order) è un provvedimento urgente emesso da un giudice che impedisce temporaneamente a una parte di compiere determinate azioni fino a quando il tribunale non tenga un’udienza completa. Si utilizza frequentemente per evitare danni immediati e irreparabili, ad esempio la dispersione di beni o fondi.
Nel caso in esame, il giudice ha motivato l’adozione della misura senza preavviso alla controparte con il rischio di un “danno immediato e irreparabile”, richiamando la sospensione dei prelievi da parte della piattaforma e la possibile prossimità di uno stato di insolvenza.
La società deve presentare una risposta formale al tribunale entro il termine fissato dall’ordinanza, che sarà riesaminato in udienza salvo proroga disposta dal magistrato.
Dominion Capital è un’azienda di investimento privata con sede a New York operante come family office e asset manager in settori quali private equity, finanza strutturata e asset digitali; tra i suoi investimenti risultano anche partecipazioni in società di mining di bitcoin come Bitfarms.
Situazione finanziaria e governance di BlockFills
La piattaforma di trading e lending con sede a Chicago fornisce liquidità, finanziamenti e servizi di gestione del rischio a clienti istituzionali, facilitando prestiti e prestiti in criptovalute, trading di derivati e esecuzioni over-the-counter per hedge fund, gestori patrimoniali, market maker e società di mining.
Il 11 febbraio la società ha sospeso i prelievi e i depositi per i clienti, motivando la decisione con condizioni di mercato e di liquidità avverse; nello stesso periodo ha avviato contatti con investitori e clienti per trovare una soluzione rapida e ripristinare la liquidità della piattaforma.
Contestualmente ai problemi di liquidità, è stato comunicato un avvicendamento ai vertici: il cofondatore e amministratore delegato Nicholas Hammer ha lasciato la carica e il sig. Joseph Perry è indicato come amministratore delegato ad interim.
La società ha dichiarato di aver processato volumi di trading rilevanti negli ultimi anni e di servire circa 2.000 clienti istituzionali, indicazioni che sottolineano il suo ruolo attivo nei mercati istituzionali del settore crypto.
Thomas Braziel said:
“Dopo un evento del genere, nessuna istituzione seria vorrà avere a che fare con la piattaforma. Sarà inevitabile dover ricorrere alla procedura fallimentare.”
Implicazioni legali e possibili sviluppi
Il congelamento degli asset è una misura cautelare che tutela i crediti e impedisce la dispersione di risorse in attesa delle determinazioni di merito. La fase successiva prevede l’udienza per l’eventuale concessione di un’ingiunzione preliminare, che potrebbe estendere o rafforzare le misure provvisorie.
Se la società non riuscisse a ristabilire liquidità o a trovare un acquirente, è possibile l’apertura di una procedura concorsuale negli Stati Uniti, che avrebbe implicazioni complesse per i clienti, i creditori e gli investitori istituzionali, oltre a determinare l’intervento di curatori o trustee incaricati della gestione della liquidazione o della ristrutturazione.
Per i clienti e gli operatori di mercato, la priorità sarà verificare lo stato dei propri asset, le comunicazioni ufficiali della piattaforma e gli sviluppi processuali; le autorità di vigilanza e altri stakeholder potrebbero avviare indagini parallele per accertare eventuali responsabilità civilistiche o penali.
Nei prossimi giorni e settimane il fascicolo giudiziario fornirà ulteriori dettagli sui flussi di denaro, sulla contabilità dei clienti e sulle richieste di risarcimento; chi ha esposizione verso la piattaforma dovrà seguire gli aggiornamenti ufficiali e, se necessario, attivare consulenze legali specializzate per tutelare i propri interessi.