Cosa succede ora al token legato a Ripple dopo il mancato superamento di $1,45
- 6 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il prezzo di XRP ha registrato una flessione dopo un nuovo rifiuto nella fascia di resistenza, con un aumento dei volumi che conferma la pressione dei venditori e il controllo del trend nel breve periodo.
Contesto di mercato
Dalla fase di massimo raggiunta a luglio 2025, XRP non è riuscito a riacquisire slancio e continua a muoversi all’interno di una struttura correttiva più ampia. Il prezzo rimane indicativamente intorno al 60% sotto quel picco, mentre gli operatori discutono se l’attuale consolidamento rappresenti una fase di accumulo o la prosecuzione di un trend ribassista.
Il posizionamento degli investitori istituzionali fornisce segnali contrastanti. I spot XRP ETF hanno registrato afflussi complessivi per circa 1,24 miliardi di dollari negli ultimi quattro mesi, segnalando interesse istituzionale diretto sul sottostante. Parallelamente, i dati on-chain mostrano portafogli di grandi dimensioni che hanno incrementato le posizioni durante i recenti ribassi.
Sul fronte dei derivati, l’attività si è raffreddata: l’open interest è diminuito in modo significativo dalla fine del 2025, indicazione di deleveraging e riduzione delle posizioni speculative nel complesso mercato crypto. Inoltre, la gestione dell’offerta da parte di Ripple resta un fattore di contesto: l’azienda ha nuovamente vincolato in escrow 700 milioni di XRP il 1° marzo, parte della routine di controllo dell’offerta.
Sintesi dell’azione di prezzo
Nella sessione più recente XRP ha perso il 3,3%, scendendo da 1,4588 a 1,4108 dollari.
Il prezzo ha ripetutamente fallito a mantenersi sopra la zona di resistenza compresa tra 1,43 e 1,45 dollari.
I volumi sono aumentati sensibilmente durante la fase di vendita principale, risultando circa il 74% superiori alla media, e una rottura nella parte finale della sessione sotto 1,411 dollari ha confermato il momentum ribassista.
Analisi tecnica
Evento tecnico chiave è stato il rifiuto nella banda di resistenza 1,43–1,45 dollari, che ha innescato una sequenza di massimi decrescenti e rafforzato la struttura a canale discendente presente sul grafico.
La ceduta del supporto a 1,411 dollari su volumi elevati ha accelerato la componente ribassista, spingendo XRP verso l’area di supporto a 1,40 dollari. A breve termine la struttura favorisce i venditori finché il prezzo resta sotto la precedente zona di supporto trasformata in resistenza.
Sul quadro più ampio si osserva tuttavia una compressione tra una resistenza discendente e un supporto leggermente crescente: si sta delineando un possibile triangolo che si avvicina all’apice. Questo indica che il mercato potrebbe essere prossimo a una mossa direzionale più ampia una volta risolta la fase di consolidamento.
I livelli chiave ora si concentrano sul supporto a 1,40 dollari e sulla resistenza nella fascia 1,43–1,45 dollari.
Cosa osservano i trader
Gli operatori monitorano con attenzione la tenuta del livello di 1,40 dollari. Una stabilizzazione e il mantenimento di tale area potrebbe permettere a XRP di consolidare prima di tentare un nuovo attacco verso 1,45 dollari e, in un secondo step, 1,55 dollari, valore che gli analisti considerano come primo elemento capace di indebolire la struttura ribassista più ampia.
Al contrario, una rottura sotto 1,40 dollari sposterebbe l’attenzione su supporti più profondi intorno a 1,33 dollari; alcuni scenari prospettano anche l’area di 1,00 dollaro come possibile punto di riassetto nel medio-lungo periodo se la pressione di vendita dovesse intensificarsi.
Dal punto di vista operativo, il quadro rimane bifronte: i flussi netti verso i ETF e gli acquisti da parte di grandi wallet possono dare sostegno alla domanda, mentre il calo dell’open interest e le dinamiche di escrow di Ripple possono limitare la volatilità di ripresa o accelerare le fasi di discesa. Gli investitori sono invitati a gestire il rischio con stop-loss coerenti e dimensionamento adeguato delle posizioni, data la possibilità di movimenti esplosivi all’uscita dal triangolo di compressione.