Cosa succede a Bitcoin ora che scende sotto i 71.000 dollari

Bitcoin ha raggiunto i $74.000 prima di perdere ulteriore slancio e riportarsi a $70.987, una flessione del 2,2% nelle ultime 24 ore dopo il picco registrato giovedì, il più alto da inizio febbraio.

Movimento dei prezzi e ritracciamento

La corsa dal minimo guidato dai timori di guerra di sabato, vicino a $64.000, fino al massimo di giovedì a $74.000 rappresenta un aumento di circa il 15% in cinque giorni. Tuttavia la correzione successiva ha restituito circa un terzo di quel guadagno, segnalando una fase di riequilibrio della domanda e dell’offerta.

Osservatori tecnici hanno notato che il rifiuto del prezzo è coinciso con il livello di ritracciamento 61,8% della serie di Fibonacci e poco sotto la 50-day moving average, due barriere tecniche che spesso attirano venditori durante i rimbalzi nei mercati ribassisti.

Spiegazione dei principali indicatori tecnici

I livelli di ritracciamento di Fibonacci derivano da una sequenza matematica impiegata dai trader per individuare dove un rimbalzo è più probabile che si arresti. L’idea di fondo è che, dopo una discesa consistente, i prezzi tendono a recuperare una percentuale prevedibile di quella perdita prima di riprendere la tendenza principale; il livello del 61,8% è osservato con particolare attenzione perché corrisponde a un recupero di circa due terzi della perdita, sufficiente a sembrare convincente ma spesso luogo in cui i rialzi dei mercati ribassisti si esauriscono.

La 50-day moving average è invece la media dei prezzi di chiusura degli ultimi 50 giorni. In fasi discendenti agisce come una resistenza dinamica: rappresenta il prezzo al quale l’acquirente medio recente è in pareggio, il che può indurlo a vendere invece di continuare a tenere la posizione.

Commento degli analisti

FxPro chief analyst Alex Kuptsikevich said:

“I rialzisti devono ancora convincere la comunità che il mercato ribassista sia finito.”

Alex Kuptsikevich said:

“L’entità della mossa è stata alimentata da uno short squeeze: i ribassisti hanno posizionato gli stop troppo vicini al prezzo di mercato.”

Anche gli analisti di Bitunix hanno evidenziato una microstruttura simile: la spinta verso $74.000 ha attivato liquidazioni concentrate di posizioni short, mentre cluster di liquidazione di posizioni long a leva si trovano intorno a $70.000. Pool di liquidità secondarie sono vicini a $64.000, definendo così un intervallo ben delineato per la prossima mossa, con pavimento e soffitto visibili nella mappa delle liquidazioni.

Performance settimanale delle principali criptovalute

I numeri su base settimanale restano solidi per i grandi asset digitali: Bitcoin è in progresso del 5,4% sui sette giorni; Ether ha guadagnato il 2,7% attestandosi a $2.080; BNB è salito del 3,1% a $648; Solana è aumentata del 2,1% a $88,39. In ritardo risultano dogecoin, in calo del 3,7% sul periodo, e XRP, praticamente invariato con una flessione dello 0,2%.

Contesto macroeconomico e geopolitico

Il quadro macro è tuttavia complesso: l’indice azionario di riferimento dell’Asia ha perso il 6,4% da quando è esploso il conflitto con l’Iran, mentre l’indicatore regionale MSCI si dirige verso la peggiore settimana dal marzo 2020. Il dollaro è in procinto di registrare la sua miglior settimana da novembre 2024 e il petrolio sta segnando il maggior rialzo settimanale dal 2022. Queste condizioni generalmente non favoriscono la tenuta di un rally delle criptovalute.

Venerdì è arrivato un sollievo temporaneo: le azioni asiatiche hanno recuperato parte delle perdite iniziali quando il dollaro si è indebolito e i prezzi del petrolio sono scesi su notizie che gli Stati Uniti valutavano opzioni per contenere l’aumento dei costi energetici, ma il conflitto rimane aperto.

Il Senato non è riuscito a bloccare le azioni militari proseguite da Donald Trump, lasciando i costi del conflitto e le interruzioni energetiche come variabili non risolte. Il segretario alla Difesa Hegseth ha indicato che le operazioni potrebbero durare da tre a otto settimane. Lo stretto di Hormuz resta di fatto perturbato, con potenziali impatti sulle forniture energetiche globali.

Prospettive e livelli chiave da monitorare

Il livello di $70.000, che ha agito da resistenza per circa un mese, è ora il primo banco di prova per verificare la tenuta del breakout. Se dovesse reggere come supporto, aumenterebbe la probabilità che il rialzo sia sostenibile; una perdita di questo livello rimetterebbe in gioco il pavimento a $64.000.

Nel breve termine gli operatori guarderanno alle mappe delle liquidazioni, ai livelli tecnici citati e all’evoluzione del contesto geopolitico ed energetico, poiché questi fattori combinati determineranno la direzionalità dei prossimi movimenti dei mercati delle criptovalute.