Trump ha incontrato il ceo di Coinbase Brian Armstrong prima di attaccare le banche sul disegno di legge sulle criptovalute
- 5 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un incontro a porte chiuse tra Donald Trump e il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, si è svolto poco prima che il presidente pubblicasse un post su Truth Social nel quale accusava i banchieri di voler ostacolare una normativa sulle criptovalute, secondo quanto riferito da più fonti.
Donald Trump ha dichiarato:
“Gli USA devono completare al più presto il Market Structure. Gli americani dovrebbero guadagnare di più sui loro soldi. Le banche stanno realizzando profitti record e non permetteremo che mettano in ombra la nostra potente agenda sulle criptovalute che potrebbe finire in Cina e in altri Paesi se non risolviamo la The Clarity Act.”
Fonti giornalistiche hanno riferito dell’incontro tra i due, ma non è stato chiarito il contenuto del colloquio. L’appuntamento è avvenuto poco prima del messaggio pubblico del presidente che sollecitava un accordo tra banche e settore cripto per far avanzare una normativa che attualmente è bloccata al Congresso.
Contesto legislativo e punti di frizione
La proposta di legge sul cosiddetto Market Structure, volta a disciplinare aspetti rilevanti del settore degli asset digitali, è ferma e non è stata approvata nonostante fosse prevista la discussione in commissione bancaria del Senato. Il nodo centrale riguarda il trattamento delle stablecoin e, in particolare, la possibilità che gli emittenti paghino interessi sui saldi dei clienti.
Le banche sostengono che tassi d’interesse su strumenti ancorati al dollaro possano alterare i depositi bancari e incidere sulla loro capacità di erogare prestiti, mentre gli exchange e gli operatori cripto sostengono che i cittadini debbano poter ottenere rendimenti sulle loro partecipazioni in stablecoin, una possibilità che metterebbe in luce la rilevanza del GENIUS Act nella disciplina proposta.
Posizioni dei principali attori finanziari
Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan, ha sostenuto che gli emittenti di stablecoin che pagano interessi sui saldi dei clienti dovrebbero essere regolamentati alla stregua delle banche.
“Gli emittenti di stablecoin che pagano interessi sui saldi dei clienti dovrebbero essere regolati come le banche.”
Patrick Witt, direttore esecutivo del President’s Council of Advisors for Digital Assets, ha risposto criticando la definizione proposta dalle banche e sottolineando la differenza tra pagare rendimento e il riutilizzo dei fondi sottostanti.
“L’inganno consiste nel pensare che sia il pagamento di rendimento sul saldo in sé a richiedere una regolamentazione bancaria, mentre il vero problema è la concessione in prestito o la rietichettatura dei dollari che compongono quel saldo.”
“Il GENIUS Act vieta esplicitamente agli emittenti di stablecoin di compiere quest’ultimo tipo di operazioni. Stablecoin ≠ Depositi.”
Implicazioni politiche e istituzionali
L’interferenza di figure politiche di alto profilo in questa fase legislativa può influire sull’agenda del Congresso e sulle priorità regolamentari. Il confronto mette in luce tensioni tra interessi bancari tradizionali, attori del settore cripto e regolatori federali, con possibili ripercussioni su relazioni commerciali internazionali e sulla competitività tecnologica degli Stati Uniti.
Gli organismi consulenziali e le commissioni competenti svolgono un ruolo chiave: chiarire la distinzione tra depositi bancari e strumenti cripto, definire requisiti di trasparenza e gestire il rischio sistemico sono passaggi necessari per una regolamentazione efficace che tuteli consumatori e stabilità finanziaria senza soffocare l’innovazione.
Reazione dei mercati
Le notizie sull’incontro e sui segnali politici a favore di un quadro normativo più chiaro hanno contribuito a un aumento dei prezzi delle criptovalute e delle azioni legate al settore. In particolare, il titolo COIN ha registrato un rialzo sopra la soglia dei 200 dollari, raggiungendo il livello più alto da fine gennaio.
Questa dinamica riflette la sensibilità degli investitori alle possibilità di chiarezza normativa: una legge percepita come favorevole agli strumenti digitali può accelerare l’adozione e l’ingresso di capitale, mentre l’incertezza normativa tende a frenare sviluppo e liquidità.
Prospettive e prossimi passi
Resta da vedere se il dialogo tra rappresentanti politici, istituzioni finanziarie e operatori cripto porterà a un compromesso che sblocchi la discussione in commissione. Il passaggio successivo sarà la definizione di regole tecniche e di supervisione che possano conciliare protezione dei risparmiatori, stabilità finanziaria e competitività del settore digitale.
Un ulteriore sviluppo legislativo richiederà negoziazioni formali tra Congresso, regolatori e stakeholder del mercato, incluse audizioni pubbliche e pareri tecnici, prima di poter tradurre eventuali accordi politici in norme operative.