L’elusione delle sanzioni crypto è esplosa nel 2025: gli stati hanno mosso 104 miliardi di dollari secondo Chainalysis

Russia, Iran e Corea del Nord che hanno alimentato un aumento consistente delle attività, secondo lo studio di Chainalysis.

Secondo il rapporto, entità sottoposte a sanzioni hanno ricevuto almeno 104 miliardi di dollari in criptovalute, quasi otto volte la cifra registrata l’anno precedente, portando il volume totale illecito on-chain a un record di 154 miliardi di dollari.

Panoramica e cifre chiave

Il documento indica come stati pesantemente sanzionati stiano integrando le criptovalute nelle loro strategie finanziarie nazionali per aggirare i tradizionali canali bancari. Questa tendenza si riflette anche in altri studi indipendenti: TRM Labs ha rilevato in precedenza che entità illecite hanno ricevuto 141 miliardi di dollari in stablecoin, con attività legate alle sanzioni che rappresentavano circa l’86% dei flussi osservati.

Gran parte del valore è concentrato in token specifici: circa metà del totale segnalato da TRM Labs — 72 miliardi di dollari — è stata associata al token registrato in Kyrgyzstan noto come A7A5, una stablecoin ancorata al rublo.

Il ruolo di A7A5 e delle stablecoin

Nel rapporto di 88 pagine, Chainalysis individua A7A5 come un attore centrale, affermando che il token ha elaborato 93,3 miliardi di dollari in transazioni in meno di un anno, fungendo da infrastruttura di regolamento per imprese russe soggette a sanzioni nel commercio internazionale.

Il token è collegato a scambi conosciuti come Grinex e Meer, che hanno gestito miliardi di transazioni prima di essere sanzionati dalle autorità di paesi come i Stati Uniti e la Unione Europea. Chainalysis segnala inoltre l’esistenza di un servizio chiamato A7A5 Instant Swapper che converte il token in stablecoin ancorate al dollaro con controlli di conoscenza del cliente (KYC) limitati o assenti.

Questo servizio ha processato oltre 2,2 miliardi di dollari, permettendo di fatto a entità soggette a sanzioni di inserirsi nel più ampio ecosistema delle criptovalute e di trasferire valore in forme più liquide e accettate globalmente.

Oleg Ogienko said:

“Queste dichiarazioni di Chainalysis non sono nuove per noi. Sono motivate politicamente dai paesi occidentali. Forniamo principalmente infrastrutture di pagamento per le operazioni di importazione ed esportazione russe; ciò è assolutamente legale e conforme alle normative della Russia, del Kyrgyzstan e di altri paesi partner commerciali della Russia. A7A5 dispone di procedure avanzate di KYC e controllo anti-riciclaggio e rispetta i requisiti normativi. Inoltre, la stablecoin ancorata al rublo non è menzionata nei rapporti del FATF.”

Attori statali e dinamiche regionali

Il rapporto evidenzia anche l’espansione dell’uso delle criptovalute da parte dell’Iran. Indirizzi associati all’Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC), designato come organizzazione terroristica da diverse giurisdizioni, hanno rappresentato oltre il 50% del valore ricevuto dai servizi iraniani entro la fine del 2025, movimentando più di 3 miliardi di dollari legati al finanziamento di proxy regionali, al commercio petrolifero e a reti di approvvigionamento.

Corea del Nord rimane protagonista nei furti informatici su larga scala: secondo Chainalysis, nel 2025 ha sottratto più di 2 miliardi di dollari in criptovalute, incluso un furto di 1,5 miliardi di dollari da Bybit, la più grande sottrazione di asset digitali mai registrata fino a quel momento.

Trasformazione strutturale del crimine crittografico

Una tendenza chiave descritta nel rapporto è lo spostamento strutturale verso stablecoin: oggi queste rappresentano circa l’84% del volume di transazioni illecite on-chain. Questo riflette la preferenza crescente di attori sanzionati per asset liquidi, ancorati al dollaro, che facilitano il trasferimento transfrontaliero di fondi.

L’uso massiccio di stablecoin rende più efficace l’integrazione delle transazioni crittografiche nei cicli commerciali internazionali, ma solleva al contempo questioni complesse per le autorità regolatorie e di contrasto al riciclaggio, sia in termini di sorveglianza che di cooperazione internazionale.

Implicazioni normative e possibili risposte

Il rapporto sottolinea la necessità di rafforzare l’armonizzazione delle normative AML/KYC a livello internazionale, migliorare la trasparenza delle piattaforme di scambio e delle infrastrutture di pagamento in ambito crypto e potenziare la cooperazione tra autorità finanziarie per impedire che sistemi decentralizzati diventino canali ricorrenti per l’elusione delle sanzioni.

Le istituzioni come il FATF, le autorità di vigilanza nazionali e le piattaforme private dovranno valutare approcci mirati che bilancino l’innovazione finanziaria con misure efficaci di controllo, per ridurre il rischio che strumenti digitali vengano sfruttati per scopi illeciti senza pregiudicare l’uso legittimo delle criptovalute.

In sintesi, il rapporto evidenzia come l’interazione tra attori statali soggetti a sanzioni, infrastrutture tokenizzate e stablecoin liquide stia ridefinendo il panorama del finanziamento illecito, imponendo una risposta coordinata e aggiornata da parte delle autorità regolatorie e delle istituzioni finanziarie internazionali.