Eventi globali: Filmmaster punta sull’estero e accelera l’innovazione
- 5 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Per qualche minuto il mondo concentra lo sguardo su uno stesso palcoscenico: una fiamma che si accende, una coreografia che attraversa lo stadio, un racconto collettivo che prende forma tra luci, musica e corpi in movimento. È l’istante in cui un Paese o un brand decide come presentarsi al pianeta, ma dietro quella perfezione scenica non c’è soltanto magia: c’è un’industria strutturata.
Antonio Abete ha detto:
“Non è intrattenimento soft. È un settore industriale complesso, che richiede competenze, tecnologia e capacità finanziarie.”
Le grandi cerimonie — dalle Olimpiadi agli Expo, passando per le finali sportive di livello internazionale — non sono spettacoli improvvisati: sono progetti titanici in cui centinaia di professionisti lavorano per mesi, talvolta anni, per condensare in un solo evento una narrazione rivolta al pubblico globale.
Filmmaster è un’azienda italiana che si è affermata come protagonista nel settore dei grandi eventi, trasformando un linguaggio creativo in una competenza industriale riconosciuta. L’impresa combina rigore progettuale e sensibilità estetica, qualità che le hanno permesso di operare su scala internazionale.
Oggi il gruppo ha sette sedi nel mondo e circa 180 dipendenti stabili, con un organico che può superare le 500 persone nei periodi di massima attività, come durante le Olimpiadi. Nel corso del 2025 il fatturato del gruppo ha raggiunto i 106 milioni di euro, con un Ebitda di 8,5 milioni, livelli sostanzialmente in linea con i circa 100 milioni di ricavi e gli 8,2 milioni di Ebitda registrati nel 2024.
L’evoluzione della società è passata dall’advertising tradizionale a una piattaforma integrata di live entertainment e cerimonie, un segmento che oggi rappresenta circa il 95% del fatturato. La compagine proprietaria è interamente riconducibile a Ien, Italian Entertainment Network, con la famiglia Abete come azionista di riferimento.
La presenza operativa è distribuita tra Milano, Roma, Londra e aree del Medio Oriente, con uffici in città come Dubai, Riyadh e Dammam. In questo quadro, circa l’80% del lavoro viene svolto al di fuori della Italia, a testimonianza del carattere intrinsecamente internazionale di questo mercato.
Un’industria complessa
La realizzazione di grandi cerimonie richiede la convergenza di molteplici professionalità: registi, scenografi, ingegneri audio e luci, programmatori, tecnici di sicurezza, specialisti in logistica e finanziamenti. Accanto alle competenze creative occorrono capacità di gestione dei fornitori, pianificazione finanziaria e soluzioni tecnologiche avanzate per il broadcasting e la produzione in tempo reale.
I committenti possono essere enti pubblici, comitati organizzatori, governi locali o brand internazionali: ciascuno di essi pone vincoli diversi in termini di budget, timeline e requisiti di rappresentanza. Di conseguenza, le imprese del settore devono saper negoziare appalti complessi, partecipare a gare internazionali e spesso attivare partenariati pubblico-privati per la copertura finanziaria degli eventi.
Internazionalizzazione e impatto economico
L’apertura a mercati come il Medio Oriente, l’Asia e l’India amplia le opportunità operative ma richiede anche adattamenti culturali e gestionali: standard di sicurezza differenti, normative locali e aspettative comunicative specifiche. Per le aziende italiane che esportano servizi di entertainment, questa presenza internazionale rappresenta sia una fonte di ricavi sia un vettore di soft power per i committenti nazionali.
Dal punto di vista economico, il settore genera impatti occupazionali significativi, con picchi di assunzioni temporanee nei periodi di produzione e ricadute sull’indotto — fornitori tecnici, società di allestimento, imprese audiovisive e hospitality. La capacità di programmare e finanziare eventi su larga scala condiziona inoltre la competitività delle imprese nazionali sui tender internazionali.
La professionalizzazione del comparto favorisce la creazione di competenze trasferibili anche ad altri ambiti culturali e tecnologici, contribuendo a sviluppare un ecosistema produttivo in grado di sostenere progetti complessi e di lunga durata.
In sintesi, la produzione di grandi cerimonie è il risultato dell’incontro tra creatività e capacità industriale: aziende come Filmmaster illustrano come il mestiere dello spettacolo, su scala internazionale, richieda oggi approcci manageriali, risorse finanziarie e una rete globale di competenze.