Da investitori senza broker a un’era di investimento per tutti

In questa newsletter Nick Ducoff, responsabile della crescita istituzionale presso la Solana Foundation, mette in relazione la capacità della tokenizzazione di democratizzare l’accesso agli investimenti con il ruolo che Internet ha avuto nel portare servizi bancari sui telefoni quindici anni fa.

Il CoinDesk Research ha inoltre risposto a domande chiave su stablecoin e prospettive della tokenizzazione nella sua analisi di febbraio 2026 sul tema Stablecoins & Tokenization Assets Report, offrendo dati e contesto sulle tendenze recenti.

Mercati di capitale Internet: dall’«unbrokeraged» all’investimento universale

Quindici anni fa oltre 60 milioni di americani erano privi di accesso a servizi bancari di base: il fenomeno degli “unbanked” era legato a barriere operative e costi che rendevano poco redditizio servire certe fasce di popolazione. L’arrivo di realtà fintech come Chime e Revolut ha dimostrato che la tecnologia può rimuovere vincoli storici, mettendo il conto corrente nello smartphone e abolendo saldi minimi e commissioni punitive.

Oggi il problema è ancora più vasto e riguarda i mercati dei capitali: miliardi di persone risultano di fatto esclusi, cioè “unbrokeraged”, senza accesso efficiente a mercati, strumenti e opportunità in grado di generare ricchezza intergenerazionale.

Questa esclusione è doppia: ci sono individui senza alcun conto di intermediazione e investitori internazionali che non possono accedere in modo efficace ad asset di qualità denominati in dollari USA. In alcuni Paesi l’infrastruttura digitale è presente ma i prodotti finanziari rimangono inaccessibili per costi, requisiti minimi e normative.

Un esempio significativo viene dal Pakistan: secondo Bilal Bin Saqib, presidente della Pakistan Virtual Assets Regulatory Authority (PVARA) e amministratore delegato del Pakistan Crypto Council, soltanto 300.000 persone detengono conti di intermediazione, mentre circa 40 milioni possiedono portafogli di criptovalute. L’infrastruttura esiste, ma molti prodotti tradizionali restano fuori portata.

La tokenizzazione amplia il campo di gioco

La tokenizzazione cambia queste dinamiche permettendo la proprietà frazionata, riducendo i costi degli intermediari e operando 24 ore su 24 con regolamenti di mercato più rapidi. Ne consegue una drastica riduzione delle soglie di ingresso e una distribuzione globale dell’accesso agli strumenti finanziari.

Si pensi a Hamilton Lane: attraverso piattaforme come Republic Crypto, esposizioni a mercati privati possono essere rese disponibili con soglie d’ingresso ridotte fino a 500 dollari, un abbattimento di ordini di grandezza rispetto ai requisiti tradizionali dei fondi privati.

L’ipo di BitGo ha mostrato un altro modello operativo: mentre la società sbarcava in Borsa a New York, rappresentazioni tokenizzate delle azioni sono state contemporaneamente negoziabili sulla Solana, consentendo a chiunque possedesse un wallet compatibile di acquistare immediatamente titoli di una società quotata.

I principali gestori patrimoniali mondiali stanno verificando il valore di questa transizione: nomi come BlackRock e Franklin Templeton hanno lanciato fondi monetari tokenizzati su blockchain pubbliche, offrendo liquidità e trasparenza 24/7 e validando il modello su scala istituzionale.

Perché questa infrastruttura è importante

La blockchain lavora ininterrottamente, permettendo a un investitore a Jakarta, São Paulo o Lagos di acquistare asset nel momento in cui diventano disponibili, senza attendere l’apertura dei mercati locali. I regolamenti dell’operazione possono essere eseguiti in tempo reale utilizzando stablecoin, superando processi di compensazione che richiedono giorni e commissioni di cambio che penalizzano gli investitori retail al di fuori degli USA.

Le prestazioni e i costi sono elementi decisivi: blockchain ad alte prestazioni come Solana e soluzioni di scaling di Layer 2 su Ethereum possono gestire migliaia di transazioni al secondo a costi frazionali, rendendo sostenibile la proprietà frazionata. Questo modello poggia le basi per la cosiddetta proprietà di base universale, in cui chiunque possieda uno smartphone può detenere quote della crescita economica globale anche in asset fino ad oggi riservati a istituzioni e super-ricchi.

Il vantaggio per i consulenti

Per i consulenti finanziari la transizione apre nuove opportunità strategiche: veicoli regolamentati come ETF spot su Solana (esempi di ticker: SOEZ, QSOL, BSOL) e ETPs europei, insieme a strumenti di custodia digitale intuitivi come i wallet Phantom o Ledger, semplificano l’accesso ai portafogli frazionati.

Costi di transazione estremamente bassi permettono ai consulenti di offrire portafogli sofisticati e diversificati anche a clienti della classe media, riducendo il cost to serve e democratizzando strumenti un tempo riservati a grandi patrimoni.

Dall’unbrokeraged all’investito universale

La rivoluzione fintech degli anni 2010 ha dimostrato che l’esclusione finanziaria è un problema di progettazione. La tokenizzazione è il passo successivo: sviluppatori, imprenditori e piccoli investitori non dovrebbero incontrare barriere per partecipare ai mercati globali o per ottenere rendimenti da credito privato.

Le infrastrutture tecnologiche sono in gran parte pronte e i percorsi regolamentari stanno diventando più chiari. Il lavoro ora consiste nello scalare queste soluzioni e nel garantire che servano l’obiettivo più ampio: estendere opportunità di accumulo di ricchezza a miliardi di persone oggi escluse.

Un esempio di quadro normativo rilevante a livello statunitense è il GENIUS Act (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act), entrato in vigore nel luglio 2025, che stabilisce una cornice federale per le stablecoin garantite in dollari e definisce standard operativi e di protezione per questi strumenti.

Chiedi all’Esperto

Domanda: cosa sono le stablecoin e perché sono importanti?

Risposta: le stablecoin sono valute digitali progettate per mantenere un valore stabile, solitamente ancorandosi a un’attività tradizionale come il dollaro USA. A differenza di criptovalute volatili come bitcoin o ether, le stablecoin consentono di detenere o scambiare asset digitali riducendo l’esposizione a oscillazioni di prezzo. I loro impieghi includono coppie di scambio principali, pagamenti transfrontalieri, prestiti e mutui in finanza decentralizzata (DeFi) e copertura dall’inflazione.

Il GENIUS Act ha introdotto una cornice normativa federale per le stablecoin garantite in dollari, mirando a definire requisiti di riserva, supervisione e protezione dei consumatori per l’uso generalizzato come mezzo di pagamento.

Domanda: qual è l’orientamento attuale del mercato delle stablecoin?

Risposta: dopo una crescita continua di venticinque mesi, la capitalizzazione totale delle stablecoin ha rallentato negli ultimi quattro mesi, pur rimanendo vicina al massimo storico di circa 310 miliardi di dollari. Con la discesa dei prezzi delle attività digitali, la quota di mercato delle stablecoin è aumentata, raggiungendo circa il 13,3% a febbraio rispetto all’11,2% di gennaio. Sul fronte della quota di mercato per emissione, Tether (USDT) mantiene la leadership con circa il 59,1%, seguito da Circle (USDC) con il 24,6%.

Domanda: quale diffusione ha la tokenizzazione degli asset reali e con quale velocità cresce il mercato?

Risposta: gli asset reali tokenizzati stanno guadagnando sempre maggiore rilevanza nei mercati finanziari globali: la capitalizzazione complessiva tokenizzata ha raggiunto un nuovo massimo di 23,4 miliardi di dollari alla fine di febbraio, con un aumento del 22,9% mese su mese rispetto ai 19 miliardi di gennaio. Gran parte della crescita è guidata dai titoli di Stato tokenizzati, che sono saliti del 15,1% a 10,5 miliardi e rappresentano circa il 45% del mercato tokenizzato. I prodotti legati a materie prime tokenizzate sono cresciuti del 27% a 6,6 miliardi, costituendo il 28,4% del mercato, mentre il settore Stocks & ETFs ha raggiunto circa 804,7 milioni, con una crescita mensile moderata.

Queste tendenze riflettono un’accelerazione nell’adozione della tokenizzazione in più classi di asset e indicano come infrastrutture digitali e quadri regolamentari stiano convergendo per rendere gli investimenti più accessibili a un pubblico globale.

Le analisi e le risposte qui riportate si basano sui dati e sulle valutazioni del team di ricerca di CoinDesk, che monitora asset digitali, stablecoin e iniziative di tokenizzazione a livello globale.