Caos nei cieli: fuga di massa dal golfo verso Oman e Arabia
- 5 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il caos nei cieli del Golfo non mostra segnali di attenuazione: lo spazio aereo nella regione resta per lo più chiuso, con eccezioni limitate riservate ai voli di rimpatrio. Alcune compagnie cercano comunque di mantenere corridoi sicuri: Emirates, basata a Dubai, e Etihad, con sede a Abu Dhabi, stanno operando un numero fortemente ridotto di rotte attraverso corridoi aerei selezionati, con circa 87 partenze da Dubai — rispetto a un’attività usuale di circa mille voli quotidiani — e circa 15 partenze da Abu Dhabi, verso destinazioni come Sydney, Parigi, Amsterdam, Toronto e Mumbai.
Dall’avvio del conflitto 25mila voli cancellati
Non risultano invece operativi collegamenti programmati in partenza da Bahrain e da Doha nel Qatar. La compagnia qatariota ha annunciato interventi limitati per assistere passeggeri bloccati, organizzando voli di soccorso in partenza da Muscat verso alcune capitali europee, tra cui Londra, Berlino e Roma, oltre a collegamenti mirati in partenza da Riyadh verso Francoforte. Dall’inizio delle ostilità, entrate in vigore il 28 febbraio, le cancellazioni si sono accumulate fino a raggiungere cifre dell’ordine di decine di migliaia di voli, secondo stime di analisti del settore, e al momento non è possibile prevedere una rapida normalizzazione del traffico.
A rischio anche lo spazio aereo del Caucaso
La gestione del traffico aereo è stata ulteriormente complicata da un attacco che ha colpito l’aeroporto di Nakhchivan International Airport, in Azerbaigian, con l’utilizzo di un drone originario dell’area iraniana e con danni segnalati nelle vicinanze di una scuola. Episodi di questo tipo aumentano la preoccupazione per la sicurezza dei corridoi alternativi: con vasti spazi aerei del Medio Oriente e parti della Federazione russa temporaneamente inaccessibili, l’Azerbaigian è diventato un passaggio cruciale per i collegamenti tra Europa e Asia.
Il corridoio del Caucaso è oggi considerato da molte compagnie una delle poche rotte affidabili per attraversare l’area compresa tra Russia/Ucraina e le regioni dell’Iran e del Golfo. Non è la prima volta che tensioni regionali coinvolgono gli spazi aerei dell’Azerbaigian: in passato la presenza di conflitti ai confini ha provocato incidenti con conseguenze politiche e diplomatiche, richiedendo interventi a livello governativo e scuse formali tra leader internazionali.
Spazi aerei aperti in Oman e Arabia Saudita
Lasciare la regione del Golfo è diventato complicato e le operazioni di rimpatrio non coprono tutte le esigenze. Alcuni cittadini e organizzazioni si sono rivolti al settore dei voli privati: l’operatore svizzero LunaJet ha ricevuto centinaia di richieste di evacuazione e, in tempi rapidi, è riuscito a organizzare solo poche rotte speciali in partenza da Muscat verso città come Istanbul e Atene, con voli capienti ma a costi elevati per passeggero.
La chiusura generalizzata degli spazi aerei e il riallocamento dei corridoi disponibili generano impatti operativi significativi: i vettori devono allungare le rotte, aumentano i tempi di volo e i consumi, e cresce la pressione sugli scali che restano operativi. Questi fattori producono effetti a catena sui costi per le compagnie, sulle tariffe per i passeggeri e sulla puntualità dei collegamenti cargo, con potenziali ripercussioni sulle catene di approvvigionamento internazionali.
Per gestire la crisi, le autorità dell’aviazione civile, le compagnie e gli operatori aeroportuali stanno coordinando misure di emergenza: valutazioni continue dei rischi, aperture temporanee di corridoi sicuri, e procedure speciali per i voli umanitari e di rimpatrio. Sul piano politico, la riapertura stabile degli spazi aerei dipenderà dall’evoluzione delle tensioni e da accordi diplomatici che possano ristabilire condizioni di sicurezza accettabili per il traffico internazionale.
La situazione rimane fluida e soggetta a rapide variazioni; passeggeri e operatori sono invitati a monitorare le comunicazioni ufficiali delle compagnie e degli enti di controllo del traffico aereo per aggiornamenti sulle rotte disponibili e sulle condizioni di sicurezza.