Bitcoin supera i 72.000$ mentre gli etf attirano 155 milioni, prolungando la serie di afflussi a due settimane
- 5 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Bitcoin è rimasto richiesto nella sessione di giovedì, sostenuto da segnali di domanda continuativa per gli ETF spot. La criptovaluta principale si è trattata vicino ai 72.500 dollari, secondo dati di mercato raccolti da CoinDesk.
Gli ETF spot quotati negli Stati Uniti hanno registrato altri 155 milioni di dollari di afflussi netti nella giornata di mercoledì, proseguendo una serie recente di acquisti istituzionali che hanno contribuito a sostenere i corsi dopo settimane di attività fiacca.
Questi nuovi afflussi portano le allocazioni complessive a circa 1,47 miliardi di dollari nelle ultime due settimane, secondo dati curati da SoSoValue, segnando un netto cambio di tendenza dopo diverse settimane di deflussi registrate in precedenza nel corso dell’anno.
Flussi degli ETF e ruolo degli investitori istituzionali
La domanda istituzionale tramite ETF sembra essersi stabilizzata dopo un avvio di anno difficile: secondo Bloomberg Intelligence, gli investitori avrebbero riversato circa 1,7 miliardi di dollari in ETF spot su Bitcoin a partire dal 24 febbraio. Questo fenomeno suggerisce che una parte degli operatori sta gradualmente acquisendo maggiore fiducia nell’ipotesi che il mercato abbia trovato almeno un supporto di breve periodo.
Tuttavia alcuni operatori avvertono di non considerare gli afflussi agli ETF come un’immediata pressione d’acquisto sul mercato spot. Analisti di Bitfinex hanno sottolineato che gli authorized participants possono creare e prendere posizioni short sulle quote dell’ETF prima di procurarsi il Bitcoin sottostante, ritardando così l’effetto diretto di tali flussi sui prezzi.
Dati on-chain e segnali di cautela
Nonostante il rimbalzo nei flussi, i segnali fondamentali on-chain restano deboli, secondo Glassnode. In un report recente la società ha evidenziato un significativo indebolimento del momentum lato acquisto: la media mobile a 30 giorni del profitto realizzato è diminuita di circa il 63% dall’inizio di febbraio.
La quota dell’offerta di Bitcoin detenuta in profitto è scesa a circa il 57%, un livello che storicamente è stato associato alle fasi iniziali di periodi ribassisti più profondi. Questi indicatori suggeriscono che, malgrado i flussi degli ETF, la base di domanda reale sul mercato spot può rimanere fragile.
Glassnode ha aggiunto che il costo medio di carico dei detentori a breve termine, situato vicino ai 70.000 dollari, potrebbe funzionare come un tetto comportamentale: in pratica, rialzi oltre quella soglia rischiano di trasformarsi in zone di distribuzione, con operatori che liquidano posizioni quasi in pareggio.
Implicazioni macro e considerazioni operative
La resilienza recente del Bitcoin in fasi di tensione geopolitica ha portato alcuni partecipanti di mercato a riconsiderarne il ruolo nell’allocazione del rischio. La natura del Bitcoin, che negozia 24 ore su 24 e oltre i confini nazionali, lo rende attraente come potenziale strumento di spostamento rapido di capitali durante shock internazionali, sebbene presenti profili di rischio e volatilità differenti rispetto a beni tradizionali come l’oro.
Livio Weng said:
“Il Bitcoin viene sempre più prezzato dal mercato come una copertura geopolitica piuttosto che solo come un asset rischioso. A differenza dell’oro, il Bitcoin è scambiato 24 ore su 24 e può muoversi istantaneamente oltre confine, diventando una valvola di sfogo naturale per il capitale durante periodi di tensione geopolitica.”
Per gli investitori e le autorità di vigilanza, i fattori da monitorare restano molteplici: la sostenibilità degli afflussi negli ETF, l’effettiva pressione d’acquisto sul mercato spot una volta che le posizioni vengono coperte, e gli indicatori on-chain che evidenziano la salute della domanda reale. Un attento monitoraggio di questi elementi aiuterà a comprendere se i rialzi attuali rappresentano una base più solida o soltanto oscillazioni temporanee in un mercato ancora vulnerabile.