Spagna, Tunisia, Romania e Albania: l’eldorado fiscale per i pensionati italiani
- 4 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Negli ultimi anni è aumentato il numero dei pensionati italiani che scelgono di trasferirsi all’estero dopo aver maturato i requisiti contributivi in Italia: è quanto emerge dalla memoria depositata dall’INPS in occasione dell’audizione in commissione Finanze del Senato sul Ddl che propone incentivi fiscali per favorire il rientro in patria.
Il documento dell’INPS indica che, nel periodo compreso tra il 2018 e il 2025, si è registrata una crescita del numero di pensionati che, dopo l’ultima contribuzione in Italia, hanno scelto di vivere e percepire la pensione all’estero. Il fenomeno interessa soprattutto i trasferimenti verso i Paesi del UE, e compensa una lieve diminuzione dello stock di pensionati che ricevono il pagamento in Paesi extra-UE.
I Paesi preferiti
L’INPS traccia una mappa delle destinazioni scelte dai pensionati, evidenziando un significativo rimescolamento negli ultimi otto anni. Questa variazione risulta collegata principalmente alle mutate condizioni di convenienza economica: oscillazioni dei tassi di cambio, variazioni del costo della vita nei Paesi ospitanti e, in alcuni casi, politiche fiscali locali particolarmente vantaggiose per i pensionati o per chi decide di trasferirsi.
A fronte di una contrazione del 40% dei pensionati che ricevevano il pagamento negli Stati Uniti d’America, e di oltre il 50% in Australia e Canada, si è osservata una crescita rilevante in altre destinazioni: la Spagna registra un aumento del 75% ed è ormai la meta preferita, il Portogallo segna un +144% e la Tunisia un +255%.
Il caso Portogallo
Il Portogallo ha mostrato un incremento particolarmente marcato nel triennio 2018–2021 (+172%), in larga parte attribuibile a misure fiscali e condizioni favorevoli nel periodo. Tuttavia, con la progressiva riduzione degli incentivi offerti da quel Paese, l’attrattività si è ridimensionata e il numero di pensionati italiani è calato del 11% nel quadriennio successivo.
Al contrario, la Spagna e la Tunisia continuano a registrare una crescita sostenuta. Emergono inoltre destinazioni meno numerose ma in espansione sulla sponda orientale dell’Adriatico, come la Romania e l’Albania, che stanno attirando piccoli flussi di pensionati italiani.
Incentivi per il rientro
Per contrastare la perdita di residenti anziani e favorire il ripopolamento delle aree interne, l’INPS valuta positivamente un intervento normativo mirato, con particolare attenzione ai piccoli comuni. L’Istituto sostiene che la normativa proposta non dovrebbe avere effetti negativi rilevanti sui conti pubblici complessivi.
L’INPS ha osservato:
“Gli effetti positivi sul gettito determinati dalla tassazione agevolata dei redditi dei soggetti che decidono il rientro in Italia, in conseguenza della norma e che non sarebbero rientrati in assenza di questa disposizione normativa, appaiono più che adeguati a compensare gli eventuali modesti effetti negativi riscontrabili sul tendenziale.”
In termini pratici, secondo l’analisi dell’Istituto, le entrate aggiuntive generate da chi rientra e viene sottoposto a una tassazione agevolata potrebbero compensare le minori entrate che si manifesterebbero sul trend senza la nuova norma. Questa valutazione include considerazioni sui flussi fiscali diretti ma richiede ulteriori approfondimenti su impatti locali e servizi.
Per tradurre l’incentivo fiscale in un effetto duraturo sul territorio è però necessario un approccio integrato: interventi sugli alloggi, sui servizi sanitari locali, sulle infrastrutture e sulle opportunità di integrazione sociale ed economica per i rientranti. Sul piano istituzionale, la misura richiederà coordinamento tra amministrazioni centrali, enti locali e l’INPS per monitorare gli effetti demografici e finanziari nel medio-lungo periodo.