Crypto sotto la lente: +300% di richieste di dati all’Oam da forze dell’ordine e autorità
- 4 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È un numero che fotografa un cambiamento operativo e strategico: 202 sono le richieste di informazioni sulle criptovalute arrivate all’Oam tra il 2023 e i primi sei mesi del 2026, provenienti da forze dell’ordine, organi di vigilanza e altre istituzioni. Questa dinamica segnala che l’Italia ha sviluppato un punto di appoggio concreto per seguire i flussi monetari che transitano sulla blockchain.
Il dato è tratto dal volume Criptovalute: domanda, offerta e regolamentazione, pubblicato dall’Oam, l’ente pubblico che dal 2022, a seguito del Decreto Mef, gestisce il Registro dei prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale (Vasp). Di fatto il registro si è rivelato molto più di un semplice elenco formale: è diventato un’infrastruttura informativa a supporto delle istituzioni.
Registro Oam e vigilanza sulle crypto in Italia
Prima dell’entrata in vigore del Decreto Mef del 2022, il mercato delle criptovalute in Italia era scarsamente tracciabile dal punto di vista informativo: mancavano obblighi strutturati di trasmissione dati, censimenti sistematici degli operatori e canali istituzionali per intercettare anomalie finanziarie. L’istituzione del Registro Vasp ha cambiato questa situazione.
L’Oam ha progressivamente costruito un sistema informativo che raccoglie, con cadenza trimestrale, dati dettagliati sull’attività dei clienti degli operatori registrati: numero di utenti, residenza dichiarata, ammontare delle posizioni in valuta virtuale e frequenza delle operazioni di conversione tra valuta legale e criptovalute. Questo insieme di informazioni è divenuto una risorsa per l’analisi e la prevenzione dei rischi finanziari.
Tra il 2023 e il 2025 l’Oam ha ricevuto 257 segnalazioni riguardanti operatori Vasp: 75 provengono da autorità di vigilanza come Consob, Banca d’Italia e Ivass, mentre 182 sono arrivate da cittadini privati. Le richieste di informazioni indirizzate all’ente, invece, sono state 202 nel periodo 2023–primi sei mesi 2026, a dimostrazione di un flusso informativo in crescita.
Le segnalazioni generate dai privati non sono semplici reclami generici: nel dettaglio riguardano casi di esercizio abusivo dell’attività legata alle crypto (16 segnalazioni), ipotesi di rilevanza penale (57) e criticità di trasparenza e compliance (107). In pratica il Registro Vasp funziona come un filtro che smista informazioni qualificate verso le autorità competenti, ampliando l’utilizzo previsto originariamente dalla norma.
Impatto sulle indagini e sul quadro normativo
La disponibilità di dati strutturati ha migliorato la capacità investigativa degli organi di controllo, in particolare per attività antiriciclaggio e contrasto delle frodi. La condivisione informativa ha agevolato l’attività della Guardia di finanza e delle autorità di vigilanza, fornendo elementi utili a ricostruire movimenti sospetti e a identificare percorsi di trasferimento di valore tra conti e servizi.
Dal punto di vista regolatorio, il Registro Vasp si colloca in un contesto che sta evolvendo anche a livello europeo: iniziative come il regolamento MiCA e le raccomandazioni internazionali promuovono standard più stringenti su obblighi di identificazione, trasparenza e responsabilità degli operatori crypto, con impatti diretti sull’operatività degli intermediari e sulla tutela degli utenti.
Va inoltre considerato il ruolo dell’analisi on‑chain e degli strumenti di tracciamento forense: questi metodi, integrati con i dati raccolti dal registro, aumentano l’efficacia delle indagini, ma sollevano anche questioni procedurali e tecniche che richiedono competenze specialistiche nelle forze dell’ordine e negli enti di vigilanza.
Privacy, protezione dei dati e governance
L’utilizzo di informazioni sensibili su utenti e operazioni implica la necessità di garanzie forti in materia di protezione dei dati. I protocolli di accesso e condivisione devono bilanciare la priorità della sicurezza finanziaria con il rispetto dei diritti individuali; in questo ambito il confronto con il Garante per la protezione dei dati personali e l’adozione di misure tecniche adeguate risultano essenziali.
È importante che vengano definiti criteri chiari su chi può accedere ai dati, per quali finalità e con quali garanzie procedurali, così da evitare utilizzi impropri e assicurare tracciabilità e responsabilità nell’impiego delle informazioni raccolte dal Registro Vasp.
Sfide tecnologiche e prospettive operative
Nonostante i progressi, permangono sfide significative: la diffusione di scambi decentralizzati, strumenti di privacy avanzati e infrastrutture off‑chain rende più complesso tracciare tutti i movimenti di valore. Inoltre, la rapidità con cui evolvono prodotti come le stablecoin o i servizi di custodia richiede aggiornamenti normativi e operativi continui.
Per migliorare l’efficacia complessiva serve una combinazione di strumenti: maggiore cooperazione internazionale, rafforzamento delle capacità analitiche degli organismi nazionali, obblighi più stringenti di Know Your Customer (KYC) e standard operativi condivisi per gli operatori che offrono servizi in ambito crypto.
Conclusioni: un registro che diventa infrastruttura di intelligence
I numeri segnalati dall’Oam mettono in evidenza come il Registro Vasp abbia trasformato la gestione delle informazioni sulle criptovalute in Italia, evolvendo da strumento amministrativo a risorsa di intelligence finanziaria. Questo processo ha già influenzato l’azione di vigilanza e investigativa e indica la direzione verso una regolazione più integrata e operativa del settore.
Per consolidare questi risultati sarà fondamentale proseguire nell’adeguamento normativo, potenziare le capacità tecniche degli attori coinvolti e rafforzare il coordinamento tra autorità nazionali e partner internazionali, in modo da preservare la sicurezza del sistema finanziario salvaguardando al contempo i diritti dei cittadini.