Calo record, Istat: tasso di disoccupazione a gennaio scende al 5,1%
- 4 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
A gennaio 2026 il numero totale di occupati è risultato pari a 24.181.000, in aumento rispetto al mese precedente. L’incremento interessa sia i dipendenti — con 16.455.000 a tempo indeterminato e 2.449.000 a tempo determinato — sia gli autonomi, che raggiungono i 5.277.000.
Dati principali
Su base annua gli occupati aumentano di 70.000 unità rispetto a gennaio 2025, in particolare per effetto della crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+71.000) e degli autonomi (+195.000), mentre si osserva un calo dei dipendenti a termine (-196.000).
Il tasso di occupazione mensile sale al 62,6% e il tasso di inattività raggiunge il 33,9%. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1% (-0,4 punti percentuali), il valore più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004.
Variazioni per tipologia di lavoro
Nel confronto mensile l’aumento dell’occupazione coinvolge sia i lavoratori dipendenti sia i lavoratori autonomi. Il saldo positivo tra contratti permanenti e contratti a termine mostra una dinamica di stabilizzazione delle posizioni di lavoro più durature.
La differenziazione tra contratti evidenzia, a livello annuale, una sostituzione parziale di rapporti a termine con forme di lavoro stabili e una crescita degli autonomi, fenomeni che possono riflettere cambiamenti nella domanda di lavoro e nelle strategie contrattuali delle imprese.
Persone in cerca di lavoro
Le persone in cerca di occupazione diminuiscono del 7,1% rispetto al mese precedente, pari a -99.000 unità; la riduzione interessa entrambi i sessi e tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione scende quindi al 5,1% (-0,4 punti).
Il tasso di disoccupazione giovanile registra una contrazione significativa, posizionandosi al 18,9% (-1,9 punti), a indicare un miglioramento relativo dell’occupazione tra i più giovani, sebbene il livello resti ancora superiore alla media generale.
Inattività e trend trimestrale
Gli inattivi nella fascia 15-64 anni aumentano dello 0,3% (+35.000 unità). L’incremento è concentrato tra le donne, mentre si registra una diminuzione tra gli uomini. Per fasce d’età, il numero di inattivi cresce tra i 15-24enni, diminuisce tra i 25-49enni e rimane sostanzialmente stabile tra gli over 50.
Rispetto al trimestre precedente, le persone in cerca di lavoro diminuiscono dell’8,4% (-125.000 unità), mentre gli inattivi 15-64 anni aumentano dello 0,9% (+116.000 unità), evidenziando movimenti divergenti tra chi esce dalla forza lavoro e chi invece rientra o resta disoccupato.
Contesto e implicazioni
I dati provvisori sono stati diffusi dall’Istat, l’istituto nazionale di statistica responsabile delle rilevazioni ufficiali sul mercato del lavoro. Le serie mensili e trimestrali forniscono indicatori utili per valutare lo stato dell’economia e orientare decisioni di politica del lavoro e sociale.
La riduzione del tasso di disoccupazione e l’aumento degli occupati permanenti possono indicare un rafforzamento della domanda di lavoro e una maggiore stabilità contrattuale, ma è importante monitorare la qualità degli impieghi, la composizione settoriale e la partecipazione alla forza lavoro per comprendere appieno le dinamiche sottostanti.
Per le istituzioni pubbliche e i decisori politici questi segnali possono orientare interventi su formazione, politiche attive del lavoro e misure di sostegno alla transizione verso contratti più stabili, con l’obiettivo di consolidare il miglioramento osservato e ridurre le disuguaglianze nel mercato del lavoro.