Bitcoin rimbalza verso $70.000 mentre gli etf attirano 1,45 miliardi di dollari in cinque giorni
- 4 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è rimbalzato verso i 70.000 dollari, scambiando intorno ai 68.000 dollari durante la sessione a mezzogiorno a Hong Kong, ma secondo il market maker Enflux il movimento sembra essere stato guidato più dal posizionamento degli operatori che da una convinzione strutturale del mercato.
Secondo la relazione, la recente risalita è in gran parte il risultato di una copertura delle posizioni corte dopo che molti trader si erano posizionati in modo ribassista in risposta a headline geopolitiche.
Movimento dei prezzi e copertura delle posizioni corte
Enflux ha osservato che il mercato non stava prezzando né una catastrofe né una rapida soluzione della crisi, e che la compressione delle posizioni corte è stata determinante nel rimbalzo.
“Il mercato non sta prezzando una catastrofe, ma neppure una risoluzione.”
“I venditori allo scoperto si sono posizionati sulle notizie relative all’Iran durante il fine settimana: il prezzo di BTC è sceso verso i 63.000 dollari e, quando l’escalation non si è immediatamente trasformata in un conflitto regionale più ampio che avrebbe coinvolto i corridoi commerciali del Golfo e di Dubai, è iniziata la compressione.”
“Quando cadono bombe o le sanzioni si inaspriscono, il capitale cerca vie d’uscita. In tempi di incertezza, BTC diventa una valvola di scarico.”
Domanda istituzionale e flussi dagli ETF
Un fattore importante di supporto rimane la domanda istituzionale: nelle ultime cinque giornate di negoziazione i ETF legati a Bitcoin hanno registrato afflussi netti significativi, pari a circa 1,45 miliardi di dollari.
Questi flussi indicano interesse anche da parte di investitori tradizionali e suggeriscono una maggiore ampiezza e profondità del mercato spot, con molte delle prime piattaforme di ETF sul mercato che stanno ancora registrando attività. Il contributo degli ETF è rilevante perché offre esposizione su capitale istituzionale che può sostenere i prezzi durante periodi di volatilità.
Indicatori on‑chain e dinamiche dei derivati
I segnali on‑chain e quelli dei derivati mostrano un mercato in fase di stabilizzazione, ma non ancora caratterizzato da una forte convinzione rialzista. Secondo Glassnode, gli indicatori di momentum iniziano a risalire dopo una fase di debolezza.
Glassnode ha rilevato che l’indice di forza relativa (RSI) di Bitcoin è salito a circa 41 rispetto ai 36 della settimana precedente, pur rimanendo al di sotto del livello neutro di 50 che indicherebbe un controllo più deciso dei compratori.
Le condizioni del mercato spot sono migliorate: i volumi di scambio sono aumentati a circa 9,6 miliardi di dollari rispetto ai 6,6 miliardi della settimana precedente, e i flussi di acquisto e vendita sui mercati spot sono diventati più bilanciati, segnalando un calo dell’ondata iniziale di vendite aggressive.
Il mercato dei derivati resta però cauto. Glassnode segnala che il costo per mantenere posizioni long con leva è diminuito nettamente, mentre il trading sui futures mostra ancora una prevalenza di venditori rispetto ai compratori: questo indica prudenza tra gli operatori che usano leva finanziaria.
Queste dinamiche sono importanti perché i derivati amplificano i movimenti di prezzo e la riduzione del costo delle posizioni long può preparare il terreno a una nuova ondata di acquisti se la fiducia tornasse in modo più deciso.
Mercati predittivi e prospettive a breve termine
I mercati predittivi riflettono un raffreddamento della convinzione circa mosse estreme nel breve periodo: la probabilità che Bitcoin scenda a 65.000 dollari a marzo è diminuita di 11 punti percentuali, attestandosi al 73%, mentre le probabilità associate a 60.000 dollari sono calate di 10 punti fino al 41%.
Un contratto separato sulla piattaforma Polymarket, che scommette sull’eventualità che Bitcoin tocchi 60.000 dollari prima di 80.000, ha mostrato un indebolimento analogo, scendendo di 12 punti fino al 61%.
Nel complesso, i dati indicano che Bitcoin ha trovato un supporto momentaneo, ma gli operatori restano riluttanti a prezzare sia un rally deciso sia una nuova fase di ribasso profondo. Fattori che potrebbero imprimere direzionalità al mercato nelle prossime settimane includono l’evoluzione del contesto geopolitico, l’entità dei flussi dagli ETF e i segnali macroeconomici che influenzano la liquidità globale.