Il mondo delle criptovalute sotto crescente pressione: cedere sulle ricompense delle stablecoin per puntare a un premio più grande

Il punto centrale che sta bloccando l’avanzamento della normativa più ambita per il settore crypto a Washington è relativamente limitato e sotto il controllo diretto dell’industria: le ricompense sui stablecoin.

Il nodo delle ricompense sui stablecoin

Le piattaforme di criptovalute, tra cui Coinbase, spingono per mantenere la possibilità di offrire incentivi ai clienti che utilizzano o detengono stablecoin sulle loro piattaforme. L’obiettivo è preservare un business model che incentivi l’adozione e l’uso degli asset digitali.

Dall’altra parte, le lobby del settore bancario di Wall Street sostengono che i rendimenti sui conti in stablecoin siano assimilabili agli interessi sui conti di risparmio tradizionali e che la diffusione di questi incentivi rischierebbe di erodere i depositi bancari, con impatti negativi sul credito bancario. Questo argomento ha convinto numerosi legislatori di entrambi gli schieramenti, bloccando di fatto l’avanzamento del disegno di legge noto come Digital Asset Market Clarity Act (spesso citato come Clarity Act).

Il ruolo del GENIUS Act e della regolamentazione dell’OCC

Il quadro è ulteriormente complicato dal fatto che una legge già approvata, il GENIUS Act (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins), sembrava consentire a terze parti come le piattaforme di offrire ricompense legate a token emessi da altri soggetti, ad esempio quelli di Circle.

Tuttavia, una normativa proposta dall’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) volta a dare attuazione al GENIUS Act ha suggerito che tali relazioni potrebbero violare l’intento della legge. Questa interpretazione ha incrinato la fiducia del mondo crypto e reso più incerta la strada avanti.

La posizione della Casa Bianca e il negoziato politico

Quando i negoziatori del settore crypto e quelli bancari si sono confrontati con funzionari della Casa Bianca, i consulenti crypto dell’amministrazione del Presidente Donald Trump sembravano favorevoli a un compromesso che autorizzasse alcune ricompense, non per la semplice detenzione di stablecoin, ma per il loro utilizzo nelle transazioni e nel sostegno all’infrastruttura crypto.

Tuttavia, la Casa Bianca non vota in Senato: i banchieri non sembrano convinti di poter andare oltre la loro richiesta iniziale di vietare pressoché tutte le categorie di ricompense, nonostante la scadenza informale fissata a fine febbraio per trovare un compromesso non sia stata rispettata.

Dichiarazioni dei leader del settore

Brian Armstrong ha detto:

“Raggiungeremo un risultato vantaggioso per tutte le parti.”

Brian Garlinghouse ha detto:

“Do il 80% di probabilità che il provvedimento venga approvato.”

Conseguenze in assenza del Clarity Act

Anche se il Clarity Act non dovesse passare, è improbabile che il settore resti completamente privo di regole negli Stati Uniti: le autorità di mercato, come la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), stanno elaborando regole per definire le rispettive competenze in ambito crypto.

Il limite di questo percorso è che sarebbero regolamenti emanati senza una nuova legge quadro: potrebbero quindi essere più facilmente modificati o annullati da cambi di leadership nelle agenzie, rendendo l’ambiente normativo più incerto per imprese e investitori.

Richieste politiche e punti ancora da risolvere

I senatori democratici hanno avanzato ulteriori richieste rilevanti che non sono ancora state soddisfatte: rafforzare le difese contro i flussi illeciti che coinvolgono le crypto, con particolare attenzione alla finanza decentralizzata (DeFi); introdurre limiti sui rapporti finanziari personali dei membri di alto livello del governo, in primis del Presidente Donald Trump; e procedere con le nomine per le cariche vacanti nella SEC e nella CFTC.

Questi punti non sono insormontabili, ma richiedono tempo e volontà politica: alcune soluzioni, come le nomine alle commissioni, dipendono direttamente dalla cooperazione della Casa Bianca.

Fattori temporali: calendario del Senato e campagne elettorali

Il tempo per raggiungere un accordo è limitato: essendo un anno di elezioni di medio termine, il lavoro in Senato rallenterà significativamente dopo la fine di luglio e, nel frattempo, l’intensificarsi delle campagne elettorali riduce le probabilità che i partiti trovino compromessi difficili e impopolari.

Se il confronto dovesse protrarsi, il rischio concreto è che la questione venga rimandata al 2027, con tutte le incertezze che questo comporterebbe per imprese e mercati.

Scelte strategiche per industria crypto e banche

Le banche possono continuare a resistere, presentando le ricompense sui stablecoin come una minaccia esistenziale al sistema finanziario tradizionale e alla capacità di erogare credito a famiglie e imprese. Se mantenessero questa linea, potrebbero convincere i legislatori a bocciare il Clarity Act, ottenendo però il rischio che il trattamento dei stablecoin previsto dal GENIUS Act rimanga comunque vigente.

Il settore crypto può a sua volta rifiutare compromessi sulle ricompense; se riuscisse a bloccare la regola proposta dall’OCC, potrebbe preservare programmi di ricompense che ritiene compatibili con il GENIUS Act. Ma tale strategia potrebbe costare l’approvazione del Clarity Act, il provvedimento che rappresenta la principale priorità normativa per il settore.

Al momento entrambe le parti sembrano ferme sulle loro posizioni, con una crescente tensione che rende sempre più difficile trovare una soluzione negoziata prima della chiusura della sessione legislativa utile.

Indicatori di mercato e percezioni diffuse

La fiducia del mercato rimane variabile: scommesse e mercati predittivi hanno mostrato un favore moderato all’approvazione del provvedimento entro l’anno, con operatori come Polymarket che al momento attribuiscono una probabilità superiore al 50% ma inferiore alla certezza.

Se nei prossimi giorni l’industria deciderà di cedere su alcuni punti relativi alle ricompense, potrebbe rimuovere uno degli ostacoli principali e facilitare il passaggio del disegno di legge. D’altro canto, se le banche accetteranno il linguaggio del GENIUS Act così com’è, potrebbero costringere il regolatore ad adottare un’interpretazione più permissiva, con impatti permanenti sul mercato.

Conclusione: una scelta critica per il futuro normativo

La decisione che si profila è strategica e potrebbe definire il quadro regolatorio americano per gli anni a venire: le parti devono valutare se la rinuncia temporanea a certe fonti di rendimento sui stablecoin valga il prezzo dell’assenza di una legge ombrello, o se insistere significhi lasciare la regolamentazione ai singoli regolatori amministrativi con maggiori rischi di incertezza futura.

Nel breve termine la tensione resta elevata e il risultato dipenderà dall’evoluzione delle trattative politiche, dall’azione delle agenzie federali e dalla pressione dei player di mercato. Le prossime settimane saranno decisive per capire se sarà possibile trovare un compromesso che bilanci innovazione, stabilità finanziaria e tutela degli utenti.



Author: Tony
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