Vitalik Buterin svela un piano per smantellare la centralizzazione dei block builder

Vitalik Buterin concentra la sua attenzione su un aspetto di Ethereum che molti utenti tendono a trascurare, ma che è diventato uno dei punti di maggiore pressione: chi decide quali transazioni vengono inserite in un blocco.

In un recente post sul blog, il cofondatore traccia una serie di proposte volte a evitare che la fase di assemblaggio delle transazioni — nota come block building — si concentri nelle mani di pochi operatori, con conseguenze negative per la censura e per l’equità del mercato.

Con l’aggiornamento chiamato Glamsterdam è prevista la formalizzazione della proposer-builder separation, che permetterà ai validator di delegare la costruzione dei blocchi a un mercato competitivo di builder. Tuttavia, secondo Buterin, la semplice esistenza di un mercato non elimina del tutto i rischi: se pochi builder dominano, possono ancora censurare transazioni o ricavare profitti eccessivi a spese degli utenti.

Il problema della costruzione dei blocchi

La costruzione dei blocchi consiste nel selezionare e ordinare le transazioni prima che vengano finalizzate on‑chain. Con l’aumento dell’uso della rete, questo compito è diventato cruciale: chi controlla la selezione può privilegiare certi partecipanti, introdurre ritardi o impedire la pubblicazione di specifiche operazioni.

La concentrazione può nascere per ragioni economiche (alcuni builder offrono servizi più efficienti o costosi) o tecniche (capacità superiori di gestione dell’infrastruttura). In entrambi i casi, il risultato è una riduzione della resilienza e della neutralità della rete.

FOCIL: un meccanismo di backstop contro la censura

Una delle proposte illustrate è nota come FOCIL, concepita come un meccanismo anti‑censura di emergenza. L’idea principale prevede un piccolo gruppo di partecipanti scelti in modo casuale che indicano transazioni che devono essere incluse nel blocco successivo.

Se le transazioni selezionate non compaiono nel blocco proposto, il blocco verrebbe rifiutato. In questo modo, anche se un singolo builder ostile controllasse la quasi totalità del mercato, non potrebbe escludere in modo permanente utenti specifici dalla validazione delle loro transazioni.

Mitigare il problema del MEV tossico

Un altro tema centrale riguarda il cosiddetto MEV (“miner/maximum extractable value”), e in particolare le pratiche predatorie che sfruttano la visibilità delle transazioni in attesa per front‑running o per eseguire attacchi di tipo “sandwich”.

Una possibile contromisura proposta è la cifratura delle transazioni fino al momento della loro inclusione definitiva in un blocco, rendendo impossibile per attori opportunistici osservare e sfruttare le operazioni prima della finalizzazione.

Rischi a livello di rete e routing anonimo

Buterin sottolinea anche i pericoli al livello di rete: le transazioni possono essere intercettate o osservate da intermediari molto prima di arrivare al costruttore di blocchi. Questo punto debole può vanificare misure efficaci solo a livello di mercato dei builder.

Per limitare tali rischi, sistemi di instradamento che preservano l’anonimato delle sorgenti e che nascondono il contenuto delle transazioni in transito potrebbero costituire una linea di difesa importante, riducendo la superficie di attacco offerta da osservatori di rete.

Verso una costruzione dei blocchi più distribuita

Nel medio e lungo termine, Buterin descrive una visione in cui la costruzione dei blocchi sia meno dipendente da una singola catena globale strettamente ordinata. Molte attività sulla rete potrebbero non richiedere un’ordinazione globale completa e potrebbero essere processate con livelli di coordinazione più locali o paralleli.

Incidenti progettuali che riducono i punti di strozzatura centralizzati favorirebbero la resilienza: soluzioni di progettazione architetturale potrebbero permettere una maggiore scalabilità senza sacrificare la decentralizzazione.

Implicazioni per governance e regolamentazione

Lo spostamento della sfida dalla decentralizzazione dei validator all’infrastruttura che decide quali transazioni passano in catena ha implicazioni pratiche e politiche. Una concentrazione dei poteri di selezione può attirare l’attenzione di autorità di vigilanza preoccupate per la neutralità del mercato e la tutela degli utenti.

Dal punto di vista della governance della rete, ciò richiede strumenti e regole che incoraggino la competizione tra fornitori di servizi di costruzione dei blocchi, insieme a meccanismi tecnici che limitino la capacità di abuso e favoriscano la trasparenza.

Conclusioni e passi successivi

Le proposte di Vitalik Buterin mirano a preservare la neutralità e la resilienza di Ethereum man mano che la rete cresce. Soluzioni come FOCIL, la cifratura delle transazioni in attesa e il routing anonimo forniscono un ventaglio di strumenti complementari per affrontare rischi diversi.

Per tradurre queste idee in pratiche operative sarà necessario un lavoro congiunto tra sviluppatori, operatori di rete, validatori e la comunità più ampia, oltre a sperimentazioni tecniche e valutazioni d’impatto che bilancino sicurezza, efficienza e decentralizzazione.