Premi sulle stablecoin: la proposta dell’OCC probabilmente non li vieterà
- 1 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Office of the Comptroller of the Currency ha pubblicato una proposta di regolamentazione inerente alle stablecoin ai sensi del GENIUS Act, suscitando dubbi sull’eventualità che il testo intenda vietare i pagamenti di rendimento da parte di società crypto.
La notizia
Con una nota di proposta di norma il OCC, regolatore bancario federale, ha illustrato la propria prima visione su come potrebbe esercitare la supervisione delle stablecoin in base alla legge del 2025. Gran parte del documento appare tecnica e conforme alle pratiche regolamentari tradizionali, ma una sezione dedicata ai rendimenti (yield) è risultata ambigua e ha generato controversie nel settore.
Perché è importante
Si tratta del primo passo concreto per tradurre il GENIUS Act in regole effettive che le aziende crypto dovranno rispettare. La parte più dibattuta introduce potenziali limiti su come gli emittenti di stablecoin e i loro partner possano offrire rendimenti agli utenti finali, con possibili impatti operativi e commerciali significativi.
Analisi dettagliata della proposta
Il documento proposto, che supera le 300 pagine, contiene disposizioni tipiche di una regolamentazione finanziaria: requisiti di custodia, regole di capitale e altri obblighi di compliance. Questi aspetti saranno oggetto di esame in sedi successive, mentre il nodo centrale e più contestato è la disciplina relativa al rendimento associato alle detenzioni di stablecoin.
Secondo osservatori che seguono il processo regolamentare, alcuni passaggi sembrano porre limitazioni severe: in pratica la norma prevederebbe che gli emittenti di payment stablecoin non possano erogare alcuna forma di interesse o rendimento al detentore della moneta semplicemente in relazione alla detenzione, all’uso o alla conservazione della stessa.
Office of the Comptroller of the Currency said:
“The proposed section provides that permitted payment stablecoin issuers must not pay the holder of any payment stablecoin any form of interest or yield (whether in cash, tokens, or other consideration) solely in connection with holding, use, or retention of such payment stablecoin.”
Il testo segnala inoltre la preoccupazione che gli emittenti possano aggirare il divieto tramite accordi con terze parti incaricate di corrispondere tali rendimenti.
Office of the Comptroller of the Currency said:
“The OCC understands that issuers could attempt to make prohibited payments of interest or yield to payment stablecoins holders through arrangements with third parties.”
Il regolatore elenca alcune tipologie di rapporti terziari — per esempio programmi etichettati come loyalty o white-label — ma riconosce che non è possibile catalogare in dettaglio tutte le possibili strutture contrattuali.
Office of the Comptroller of the Currency said:
“It would not be possible to identify in detail all, or even most, of the potential arrangements.”
La proposta introduce una presunzione secondo la quale tali pagamenti da parte di terzi sarebbero considerati effettuati esclusivamente per scopi di rendimento se esiste un contratto che lo stabilisce; i terzi sarebbero definiti come entità che erogano rendimento come servizio. Tuttavia, le imprese avrebbero la possibilità di confutare questa presunzione presentando prove che il rapporto contrattuale non rientri in tali fattispecie.
Office of the Comptroller of the Currency said:
“Companies would be able to rebut the presumption if they have evidence their contractual relationship does not meet those terms.”
Possibili impatti per le aziende
La norma potrebbe richiedere alle piattaforme e agli emittenti di rivedere i termini contrattuali con i partner. Tra le aziende citate dagli osservatori figurano Coinbase, Circle, PayPal e Paxos, la cui relazione commerciale potrebbe dover essere riclassificata per evitare che i compensi ai clienti siano interpretati come interessi vietati. Alcuni commentatori suggeriscono che accordi strutturati come programmi di fidelizzazione potrebbero essere meno esposti rispetto a pagamenti esplicitamente formulati come interessi.
Matthew Sigal, responsabile della ricerca sulle attività digitali presso VanEck, ha osservato che molte piattaforme potrebbero dover far apparire i loro accordi più simili a programmi di loyalty che a pagamenti di interesse.
Punti ambigui e definizioni critiche
Alcuni elementi del testo appaiono poco chiari, in particolare la definizione di “affiliato”. La proposta prevede divieti per emittenti e affiliate di corrispondere rendimenti esclusivamente per la detenzione di depositi, ma introduce anche una soglia patrimoniale (per esempio una partecipazione pari o superiore al 25%) che creerebbe una terza categoria di soggetti soggetti a limitazioni. Questo schema potrebbe favorire strutture che adottano partner senza legami proprietari diretti.
Analogamente, le clausole relative alle relazioni in white-label dipendono in larga misura dalla formulazione contrattuale: in alcune configurazioni tali accordi potrebbero essere interpretati come pagamento di rendimento, in altre no.
Intersezione con la legislazione sul mercato
Il tema del rendimento sulle stablecoin è anche uno dei nodi che rallentano l’avanzamento della legislazione sulla struttura di mercato che il settore spera di vedere approvata. Secondo fonti vicine al processo, la proposta del OCC potrebbe rendere superfluo per il legislatore disciplinare il tema del rendimento nel testo della riforma di mercato, ma altri analisti ritengono improbabile che il Congresso ometta completamente una questione così rilevante.
Oltre al tema del rendimento, la legge di struttura di mercato dovrà affrontare disposizioni etiche relative a figure pubbliche e norme antiriciclaggio e di identificazione della clientela (know-your-customer). Se il disegno di legge dovesse diventare legge, esso ridefinirebbe ancora una volta la cornice normativa per le stablecoin negli Stati Uniti e potrebbe obbligare il OCC a rivedere o sospendere alcune parti della propria regolazione.
In caso di approvazione legislativa prima dell’adozione definitiva delle regole del OCC, il regolatore sarebbe probabilmente tenuto a pubblicare una proposta transitoria per allineare la propria disciplina alla nuova legge, oppure ad avviare un ulteriore processo regolamentare in seguito.
Stato dei negoziati e prossimi passi
Fonti coinvolte nel negoziato indicano che sono in circolazione versioni aggiornate della bozza legislativa tra i legislatori, ma non vi è ancora un accordo definitivo tra il settore bancario e quello crypto. Di conseguenza è probabile che la proposta del OCC subisca modifiche significative nel corso della consultazione pubblica e degli eventuali interventi legislativi.
Questa settimana
Al momento di questa pubblicazione non risultano udienze governative o incontri formali programmati specificamente dedicati a questi temi regolatori. Il processo rimane in una fase di commenti e valutazioni tecniche.
Osservazioni finali
La proposta del OCC rappresenta il primo tentativo operativo di applicare il GENIUS Act al settore delle stablecoin, ma le ambiguità sulle definizioni e le possibili interpretazioni delle relazioni contrattuali con terzi richiederanno chiarimenti. Le modifiche che nasceranno dal dibattito pubblico e dall’evoluzione legislativa determineranno l’effettivo impatto sulle pratiche commerciali delle piattaforme crypto.
Aggiornamenti e sviluppi sul tema saranno importanti per le istituzioni finanziarie, gli emittenti di stablecoin e i responsabili politici interessati a bilanciare innovazione e tutela degli utenti.