Organizzazione dell’ufficio del processo: come snellire i fascicoli
- 1 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nel maggio 2025 Angelina‑Maria Perrino ha assunto la presidenza della sezione tributaria della Corte di cassazione con un compito chiaro: smaltire l’arretrato pezzo per pezzo. L’azione non è partita da zero; Perrino ha raccolto e sviluppato un’impostazione organizzativa costruita nei mandati precedenti, sotto la guida di Ettore Cirillo e Biagio Virgilio, concentrandosi su ordine, scansione delle pratiche, priorità e disciplina del calendario.
Più che rivoluzionare la sezione, ha preso una macchina giudiziaria già riallineata e l’ha portata a pieno regime, beneficiando di un fattore determinante: l’organico è tornato a quota 50 giudici, dopo anni di carenze.
I dati più recenti e i rapporti depositati nel corso dell’anno giudiziario 2026 attestano un’accelerazione misurabile. Il primo presidente della Cassazione, Pasquale D’Ascola, ha richiamato l’attenzione sui progressi registrati nel 2025.
Pasquale D’Ascola ha detto:
“L’arretrato tributario è stato sfidato nel corso dell’anno 2025 con la definizione di duemila ricorsi in più rispetto all’anno precedente.”
Guardando la serie storica a partire dal 2021, anno di avvio degli interventi collegati al PNRR, la traiettoria della pendenza diventa più evidente: il cosiddetto magazzino delle cause più datate (fino al 2020) è progressivamente diminuito, passando da circa 50mila a oltre 47mila nel 2021, fino a 36.786 nel 2025. Si tratta di una riduzione graduale ma costante, ottenuta con interventi organizzativi e processuali continui.
Questa riduzione contribuisce al rispetto degli impegni assunti con l’Unione Europea sulla diminuzione del contenzioso di legittimità, ma il quadro resta complesso: i livelli complessivi di pendenza rimangono elevati e, soprattutto, il flusso di nuovi ricorsi non accenna a diminuire.
Da oltre un decennio il numero annuo di nuovi ricorsi alla sezione tributaria si mantiene intorno alle 10mila unità, una costante che ha resistito alle misure deflattive adottate in passato e che continua a condizionare la capacità di smaltimento.
Le leve organizzative adottate
Due strumenti principali hanno guidato la performance migliorativa. Il primo è un’accurata riorganizzazione interna che ha segmentato il lavoro in tre nuclei stabili di giudici, ciascuno con competenze specialistiche: imposte dirette; tributi armonizzati (tra cui Iva, accise, dazi doganali); tributi locali. Questa suddivisione limita dispersioni e discrasie interpretative, favorendo coerenza e uniformità.
Accanto alla ripartizione per filoni sono state intensificate le riunioni di coordinamento e gli approfondimenti normativi interni, con l’obiettivo di anticipare i problemi interpretativi e formulare orientamenti applicativi più stabili.
Il filtro procedurale e il potenziamento dell’ufficio
La seconda leva, risultata particolarmente efficace, è il cosiddetto “filtro”: una funzione di scrematura delle controversie volta a espellere i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati prima che consumino risorse giudiziarie. Questa attività è svolta dalla squadra di dipendenti del Ufficio del processo dedicata alla Proposta di definizione anticipata (Pda).
La crescita dell’ufficio è stata significativa: le proposte formulate sono passate da 987 nel 2024 a 1.835 nel 2025, un incremento di quasi l’86%. Il risultato pratico è una minore energia impiegata su pratiche improduttive e un maggior margine operativo per i giudici.
Grazie a questo margine operativo, i magistrati della sezione possono concentrare attenzione e tempo sulle controversie giuridicamente più complesse, contribuendo a chiarire questioni di principio e a costruire orientamenti giurisprudenziali coerenti, invece di limitarsi a definizioni meramente quantitative.
Implicazioni istituzionali e prospettive
Il contenimento dell’arretrato ha rilevanza non solo interna alla giustizia tributaria, ma anche istituzionale ed economica: una magistratura civile e tributaria efficiente riduce incertezza per contribuenti e operatori economici, abbassa i costi della contesa e influisce positivamente sulla credibilità delle policy fiscali a livello nazionale ed europeo.
Tuttavia, la persistenza di un flusso costante di nuovi ricorsi indica che le soluzioni interne alla Corte non bastano da sole. Occorrono interventi coordinati su più livelli: semplificazione normativa per ridurre le controversie prevedibili, strumenti di composizione stragiudiziale delle liti, rafforzamento degli uffici giudiziari e investimenti in digitalizzazione dei processi.
La funzione nomofilattica della Corte di cassazione resta centrale: orientamenti chiari e uniformi possono abbassare il numero di contenziosi ripetuti e guidare magistratura e amministrazioni fiscali verso soluzioni più omogenee. Per consolidare i risultati raggiunti sarà necessario mantenere l’organizzazione del lavoro, sostenere il filtro procedurale e monitorare costantemente i flussi di ingresso.
In sintesi, la rimessa in efficienza della sezione tributaria è frutto di misure gestionali e di processo che hanno migliorato la produttività. Per tradurre questi progressi in risultati strutturali e duraturi servirà però un’azione integrata che coniughi riforme normative, potenziamento delle risorse e innovazione procedurale.