L’interesse istituzionale per le criptovalute risale mentre Bitcoin perde il 25%
- 1 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il sentimento nei confronti degli asset digitali è cambiato di nuovo tra i maggiori allocatori globali, secondo Ron Biscardi, amministratore delegato di iConnections, organizzatore di una delle più grandi conferenze mondiali per l’introduzione al capitale.
Ron Biscardi ha detto:
“Dopo qualche anno difficile a seguito del crollo del mercato crypto dopo il caso FTX nel 2022, abbiamo visto una stabilizzazione già alla conferenza dell’anno scorso.”
La società di Biscardi monitora migliaia di incontri all’anno tra gestori di fondi e investitori istituzionali, avendo così una visione diretta dell’evoluzione delle preferenze d’investimento. I dati mostrano come l’umore possa mutare rapidamente in questo settore.
Ron Biscardi ha detto:
“Nel 2025 abbiamo iniziato a notare che i fondi volevano tornare a partecipare, volevano destinare risorse.”
Un clima regolamentare più favorevole percepito a Washington ha contribuito a questo riavvicinamento, sebbene i progressi siano stati lenti. All’evento più recente, secondo iConnections, l’atmosfera è apparsa più “normale”, né eccessivamente entusiasta né completamente diffidente.
Ron Biscardi ha detto:
“Quello che vediamo ora è un’esperienza più normale: non è estremamente frenetica, ma neppure del tipo ‘non voglio averci nulla a che fare’.”
Cambio di tono
All’ultima edizione hanno partecipato oltre 75 fondi focalizzati sugli asset digitali, generando circa 750 incontri tra gestori e allocatori — un livello paragonabile al 2022, quando l’interesse per le criptovalute aveva raggiunto un picco prima del crollo di FTX.
Quasi un quarto dei limited partners presenti sulla piattaforma di iConnections dichiara oggi interesse per strategie legate agli asset digitali, segnalando che la crypto si è consolidata come una sottocategoria all’interno dell’universo degli alternativi invece che come un’allocazione di nicchia.
Tra gli investitori più interessati emergono le family offices, coerentemente con la loro propensione storica a sostenere classi d’attivo emergenti e guidate dall’innovazione. Inoltre, molti gestori patrimoniali tradizionali subiscono pressioni crescenti per offrire esposizione digitale ai clienti più facoltosi, specialmente in hub come Dubai, Svizzera e Singapore.
Percezione istituzionale e rischio
Nonostante il cosiddetto “crypto winter” — con il prezzo del Bitcoin diminuito di circa il 25% dall’inizio dell’anno e una capitalizzazione complessiva inferiore rispetto ai massimi dello scorso ottobre — l’interesse non è venuto meno. Tuttavia, gli allocatori continuano a considerare il Bitcoin più un asset di rischio che una riserva di valore stabile.
Ron Biscardi ha detto:
“I problemi regolamentari sono il primo ostacolo. Torna sempre tutto lì: finché non si potrà dire al consiglio che si agisce in modo responsabile e sicuro, gli fiduciari non investiranno.”
La questione normativa è centrale perché i grandi allocatori operano come fiduciari: non stanno investendo soldi propri ma risorse di terzi, pertanto richiedono garanzie di compliance, governance e gestione del rischio prima di introdurre esposizioni significative.
Ron Biscardi ha detto:
“Non sento più le tesi estreme di qualche anno fa che paragonavano la crypto a schemi Ponzi; quel tipo di argomentazione è molto meno presente.”
Anche capitali tradizionalmente più prudenti hanno iniziato a intervenire: alcune endowments e fondazioni con obiettivi di lungo periodo hanno inserito esposizioni a Bitcoin e a Ether tramite ETF, non certo per rivoluzionare i portafogli ma per aggiungere una quota misurata che possa contribuire ai rendimenti in anni favorevoli per le criptovalute.
Strutture di investimento e sponsorizzazioni
Tra le istituzioni, l’acquisto diretto di token resta relativamente raro: la preferenza va a veicoli regolamentati come ETF o a strutture di fondi gestite da professionisti. In questo contesto i limited partners si affidano ai general partners per le scelte operative e la selezione delle criptovalute specifiche.
Parallelamente, le società del settore continuano a investire in visibilità e divulgazione: all’ultima conferenza si è registrato un aumento significativo delle sponsorizzazioni, con nomi di primo piano del settore presenti come BitGo, Galaxy Digital, Ripple e Blockstream.
Prospettive e impatto regolamentare
Il passo decisivo per una più ampia integrazione degli asset digitali nei portafogli istituzionali rimane la definizione di un quadro regolamentare chiaro e coerente. Una regolamentazione che consenta operare in sicurezza e con adeguati standard di custodia, trasparenza e responsabilità potrebbe sbloccare flussi maggiori verso il settore.
Per gli allocatori il bilanciamento tra potenziale di rendimento e gestione del rischio sarà determinante: l’evoluzione normativa, l’adozione di infrastrutture di custodia professionali e la maturazione delle pratiche di governance saranno elementi che definiranno la velocità e l’entità delle future allocazioni.
In conclusione, il settore degli asset digitali appare in una fase di normalizzazione: l’interesse esiste e si sta istituzionalizzando, ma la diffusione su larga scala dipenderà dalla capacità degli attori regolatori, dei fornitori di servizi e dei gestori di fondi di fornire soluzioni sicure e conformi alle necessità dei fiduciari.