E ora i giganti volano del 10% per recuperare le perdite legate alla guerra
- 1 Marzo 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
I mercati delle criptovalute hanno registrato una forte ripresa domenica, dopo che il giorno precedente avevano scontato uno scenario di possibile conflitto regionale prolungato.
Bitcoin è salito fino a 66.843 dollari, segnando un rialzo del 5,2% nelle ultime 24 ore e recuperando gran parte delle perdite subite nel sell-off di sabato, quando era sceso sotto i 64.000 dollari in seguito a raid attribuiti agli Stati Uniti e a Israele contro obiettivi in Iran.
La ripresa si è accelerata dopo che la televisione di stato iraniana ha confermato la morte del leader supremo Khamenei, evento che i mercati hanno interpretato come un fattore potenzialmente riduttivo sull’orizzonte temporale del conflitto.
Tra le principali criptovalute, Solana ha guidato il rimbalzo con un +10,8% fino a 86,42 dollari. Ether è aumentato del 7,5% riportandosi a 1.994 dollari, tornando così vicino alla soglia dei 2.000 dollari per la prima volta da giovedì. Anche Cardano ha messo a segno un +6,7%, dogecoin +6,5%, XRP +5,6% e BNB +4,8%.
Il quadro settimanale è tuttavia più complesso: su sette giorni Bitcoin resta in calo dell’1,6%, XRP ha perso il 2% e dogecoin il 2,5%. Solo Solana e Ether risultano in territorio positivo sulla settimana, rispettivamente con +1,7% e +1,1%.
Analisi della volatilità e della liquidità
La volatilità del weekend è stata molto elevata, ma il movimento netto è rimasto contenuto: questo sintetizza la dinamica di un mercato che viene scosso dalle notizie geopolitiche senza però costruire una direzionalità sostenuta.
Va considerato che la svendita di sabato e il successivo rimbalzo domenicale si sono verificati con liquidità ridotta tipica del fine settimana. Movimenti importanti su mercati poco liquidi tendono a produrre oscillazioni ampie ma spesso temporanee, perché mancano gli ordini istituzionali che consolidano i trend.
Cosa determina la tenuta del rimbalzo
Il reale banco di prova per la sostenibilità di questo recupero arriverà nelle ore successive, quando riapriranno i future azionari, il mercato del petrolio e quello delle obbligazioni, e gli investitori istituzionali avranno la prima opportunità per reagire in modo sistematico agli eventi del weekend.
Un mercato petrolifero in forte rialzo o un’apertura con gap ribassisti delle borse avrebbero il potenziale per smorzare rapidamente l’ottimismo di domenica, lo stesso meccanismo che aveva annullato la spinta verso i 70.000 dollari osservata mercoledì.
Un contratto di previsione sul cessate il fuoco sulla piattaforma Polymarket indicava domenica una probabilità del 78% di un accordo entro il 30 aprile e del 61% entro il 31 marzo; se tali valutazioni dovessero confermarsi dopo la riapertura dei mercati tradizionali, il rimbalzo delle criptovalute potrebbe trovare supporto.
Se invece i mercati finanziari tradizionali reagissero con forti vendite o se il prezzo del petrolio registrasse un’impennata prolungata, la ripresa vista su crypto domenica rischierebbe di essere solo temporanea.
Implicazioni politiche e finanziarie
Dal punto di vista politico, la morte di un leader nazionale di primo piano apre scenari di incertezza sulla successione e sulle priorità di politica estera, elementi che i mercati valutano in termini di rischio geopolitico e impatto sui flussi commerciali e sulle materie prime.
Dal lato finanziario, gli operatori istituzionali tengono conto non solo delle notizie immediate ma anche della profondità del mercato e della capacità delle controparti di assorbire grandi posizioni. In un ambiente di bassa liquidità, la gestione del rischio si traduce spesso in prudenza e in posizionamenti più conservativi, con possibili ricadute sui prezzi delle attività più volatili come le criptovalute.
In sintesi, il rimbalzo di domenica mostra che il mercato è reattivo alle notizie ma rimane vulnerabile alla liquidità e all’interazione con i mercati tradizionali: nelle prossime ore sarà chiarito se si tratta di un recupero sostenibile o di un aggiustamento temporaneo.