Uomo della Florida arrestato per presunto schema Ponzi di criptovalute da 328 milioni di dollari
- 27 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Un uomo della Florida è stato arrestato con l’accusa di aver gestito quello che gli inquirenti definiscono uno dei più grandi schemi Ponzi collegati alle criptovalute, per un ammontare stimato in circa 328 milioni di dollari.
Dettagli dell’accusa
Secondo l’accusa federale, Christopher Alexander Delgado, 34 anni, residente a Apopka (in Florida), è stato arrestato su un atto d’accusa che gli contesta reati di frode telematica e riciclaggio di denaro. La denuncia penale descrive le imputazioni e, come previsto dal principio di presunzione di innocenza, le accuse restano tali fino a prova contraria.
Se condannato per tutti i capi di imputazione, l’imputato rischia una pena detentiva federale fino a 30 anni. L’atto d’accusa espone le ipotesi investigative ma non costituisce una sentenza.
Allegazioni e funzionamento del presunto schema
Gli inquirenti sostengono che Delgado abbia ricoperto le cariche di presidente e amministratore delegato di Goliath Ventures — precedentemente nota come Gen‑Z Venture Firm — dal gennaio 2023 al gennaio 2026. In quel periodo, l’accusa afferma che la società abbia raccolto almeno 328 milioni di dollari da investitori offrendo rendimenti mensili derivanti da liquidity pools in criptovalute, con contratti che promettevano ritorni medi mensili tra il 3% e l’8%.
Secondo l’atto d’accusa, invece di impiegare i capitali come rappresentato, la società sarebbe stata gestita come uno schema Ponzi, pagando i rendimenti dichiarati agli investitori iniziali con i fondi provenienti da sottoscrizioni successive e destinando parte delle somme a prelievi e spese non riconducibili alle attività promesse.
Prove tecniche e analisi blockchain
I documenti giudiziari riportano che, a fronte delle dichiarazioni sulla piena allocazione dei capitali in liquidity pools, l’analisi delle transazioni blockchain avrebbe rilevato un flusso effettivo molto limitato verso mercati decentralizzati. In particolare, sarebbe risultata una somma di circa 1,5 milioni di dollari inviata a Uniswap, mentre la gran parte dei fondi degli investitori non sarebbe stata immessa nelle pool come promesso.
Per accrescere la credibilità e attrarre nuovi clienti, l’accusa descrive l’uso di referenze personali, materiali promozionali curati, eventi di lusso, sponsorizzazioni caritatevoli e pagamenti periodici presentati come rendimenti. Agli investitori sarebbero inoltre state fornite schermate e aggiornamenti di conto tramite un portale online che mostravano guadagni costanti; gli investigatori ritengono che tali rendimenti fossero in gran parte creati o ritarati per corrispondere alle promesse contrattuali.
Contesto e precedenti
Un rapporto globale di TRM Labs indica che gli schemi piramidali e Ponzi collegati alle criptovalute hanno raccolto cifre significative dai risparmiatori, con una stima di circa 6,1 miliardi di dollari di fondi vittima nel 2025, segnando un aumento rilevante rispetto all’anno precedente. Tali dati delineano un trend di crescita delle frodi in ambito cripto che attira l’attenzione degli organi di controllo finanziario e penale.
Tra i casi citati come precedente, figura la condanna di Ramil Ventura Palafox, ex amministratore delegato di Praetorian Group International (PGI), che è stato condannato a 20 anni di carcere dopo che i giudici hanno ritenuto dimostrato l’inganno nei confronti di oltre 90.000 investitori e la sottrazione di decine di milioni di dollari.
Indagine e azioni delle autorità
Le indagini sul caso sono state condotte da forze federali specializzate, tra cui IRS Criminal Investigation e Homeland Security Investigations, mentre l’azione penale è seguita dall’U.S. Attorney’s Office for the Middle District of Florida, con sede a Orlando. Le autorità competenti hanno dichiarato di proseguire le attività investigative e stanno cercando possibili vittime che possano fornire informazioni o documentazione utile.
In ambito processuale, la strategia investigativa comprende l’analisi on‑chain per ricostruire i flussi di capitale, la verifica delle comunicazioni commerciali e la ricostruzione degli spostamenti patrimoniali per eventuali misure cautelari e richieste di sequestro e restituzione.
Cosa devono considerare gli investitori
Il caso mette in evidenza alcune regole prudenziali per gli investimenti, in particolare nell’ambito cripto: diffidare di rendimenti garantiti o sistematicamente elevati, verificare le evidenze on‑chain quando possibile, controllare la reputazione degli operatori e chiedere consulenza finanziaria e legale qualificata prima di impegnare somme rilevanti.
Sul piano istituzionale, eventi di questo tipo alimentano il dibattito sulla necessità di rafforzare gli strumenti di tutela degli investitori, la supervisione delle attività connesse alle criptovalute e la cooperazione internazionale per contrastare frodi transfrontaliere.
Invito alle potenziali vittime
Le autorità coinvolte hanno invitato chi ritenga di essere stato danneggiato a farsi avanti e a collaborare con gli inquirenti fornendo documentazione e segnalazioni utili alle indagini. La collaborazione dei risparmiatori può risultare determinante per ricostruire i fatti e per l’eventuale recupero di fondi.