Scommettitori di Polymarket avrebbero usato informazioni privilegiate in un mercato pensato per smascherarli

La domanda se si possa commettere insider trading su un’indagine che riguarda proprio l’insider trading è passata dalla teoria alla pratica in pochi giorni, dopo che il ricercatore blockchain ZachXBT ha pubblicato i risultati di una verifica che indica Axiom come la società i cui dipendenti avrebbero sfruttato informazioni non pubbliche per effettuare operazioni profittevoli.

Svolgimento dell’indagine

La piattaforma di mercati predittivi Polymarket aveva creato un contratto che permette agli utenti di scommettere su quale società sarebbe stata indicata dall’inchiesta, attirando un volume di transazioni stimato intorno ai 40 milioni di dollari nel corso della settimana.

Il problema è che, prima della pubblicazione, alcune entità sembrano già conoscere l’esito.

Analisi della catena pubblica hanno individuato una dozzina di portafogli che hanno puntato massicciamente su Axiom prima dell’annuncio, realizzando complessivamente oltre 1 milione di dollari di profitto. Un’ulteriore verifica ha segnalato cinque altri portafogli che, partendo da una scommessa cumulata di circa 50.000 dollari, hanno incassato approssimativamente 266.000 dollari.

Dettagli delle posizioni e concentrazione

Un’analisi più approfondita della contabilità on-chain mostra che il maggiore detentore di posizioni “Sì” nel mercato relativo ad Axiom, un account identificato come predictorxyz, aveva accumulato 477.415 azioni a un prezzo medio di 0,14 dollari, realizzando un profitto stimato in 411.000 dollari: un rendimento di circa sette volte sulla puntata effettuata prima della divulgazione.

Il secondo portafoglio più consistente ha acquistato 109.450 azioni a 0,33 dollari. La dinamica non appare come una miriade di scommesse informate ma come una concentrazione significativa del libro su poche entità.

Per buona parte della settimana un’altra piattaforma, Meteora, era data come favorita con probabilità superiori al 50%; le quote si sono poi spostate a favore di Axiom nella tarda serata di mercoledì, fino a toccare il 46,2%. Chi ha comprato azioni a favore di Axiom nella finestra temporale intermedia, tra una smentita formale e la pubblicazione mattutina di ZachXBT, o ha interpretato il quadro in modo straordinariamente efficace o già sapeva cosa sarebbe successo.

ZachXBT ha dichiarato:

“la fuga di notizie era probabilmente inevitabile.”

Lo stesso ricercatore ha riconosciuto di aver contattato Axiom per ottenere chiarimenti e di aver condotto diverse interviste prima della pubblicazione, circostanza che rendeva verosimilmente probabile una dispersione delle informazioni.

Axiom ha risposto in merito ai risultati definendoli:

“scioccanti e deludenti.”

La società ha anche annunciato l’intenzione di proseguire le indagini interne; non è stata però fornita conferma pubblica riguardo a eventuali dipendenti che abbiano preso parte a operazioni sulla scommessa in questione.

Questioni legali, operative e di trasparenza

Il caso solleva una serie di questioni normative e procedurali. I mercati predittivi decentralizzati consentono di tradare eventi pubblici sulla base di informazioni visibili in catena, ma quando le informazioni provengono da fonti non pubbliche o da contatti interni a una società, si genera una zona grigia complessa da regolamentare.

Inoltre, la piattaforma in questione opera offshore e non richiede controlli d’identità agli indirizzi che partecipano alle scommesse: ciò complica l’attribuzione delle operazioni e rende necessario il coinvolgimento volontario della piattaforma o delle autorità competenti per risalire ai soggetti reali dietro i portafogli.

Dal punto di vista pratico, la situazione mette in luce il rischio reputazionale per le società coinvolte e l’urgenza, per i fornitori di mercati predittivi, di adottare regole di governance più rigorose e meccanismi di monitoraggio che limitino lo sfruttamento di informazioni privilegiate.

La vicenda rappresenta un esempio concreto di come strumenti progettati per aggregare informazioni e scommettere su eventi possano, in assenza di adeguate tutele, ricompensare non chi indaga ma chi è al centro dell’indagine stessa, sollevando interrogativi su controlli interni, obblighi di trasparenza e responsabilità legale.