Il ritorno di Block ai livelli del 2019 suggerisce svolte profonde nell’economia dei pagamenti
- 27 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Block sta ridimensionando la propria struttura verso livelli vicini a quelli pre-pandemia: il personale è stato portato a circa 6.000 dipendenti rispetto al picco oltre i 10.000 registrato durante l’emergenza sanitaria, mentre nel 2019 la forza lavoro era intorno a 3.800 unità.
Secondo il CEO Jack Dorsey, l’impiego dell’AI permette a team più piccoli di muoversi con maggiore rapidità. Tuttavia, oltre alla razionalizzazione dei costi, esiste una realtà strutturale che potrebbe aver spinto il taglio: le infrastrutture basate su stablecoin stanno iniziando a comprimere le commissioni legate alle carte che hanno alimentato l’espansione dell’azienda.
Il modello di business di Block si è sviluppato su un sistema di pagamenti che applica ai commercianti una percentuale su ogni transazione card-present. Le stablecoin, rendendo possibili liquidazioni quasi istantanee a costi molto bassi, rischiano di trasformare quella percentuale in pochi centesimi, riducendo la torta economica che oggi viene spartita tra acquirer e fintech legate alle carte.
Il ruolo delle stablecoin e dell’AI
Un’analisi recente di Citrini Research, intitolata “When Friction Went to Zero”, sostiene che l’emergere dello shopping agentico — dove assistenti basati su AI confrontano autonomamente i prezzi, ottimizzano i percorsi di pagamento e eseguono le transazioni per conto degli utenti — potrebbe accelerare lo spostamento dalle reti basate su carte verso le infrastrutture delle stablecoin.
In questo scenario la liquidazione avviene in secondi e a costi prossimi allo zero, e i sistemi automatizzati privilegiano prezzo e velocità rispetto alla fedeltà al marchio o all’esperienza di checkout. La commissione commerciale del 2–3% che sostiene l’attuale stack dei pagamenti diventa difficile da giustificare quando un agente AI può instradare la stessa transazione per pochi centesimi.
Per aziende come Block, la minaccia principale rischia quindi di essere una compressione strutturale dei margini piuttosto che una semplice pressione competitiva temporanea.
Adattamenti aziendali e impatto sul mercato
Questa non è la prima operazione di ridimensionamento da parte di Block. All’inizio del 2024 l’azienda aveva avviato tagli per ridurre l’organico fino al 10%, dopo essere salita a circa 13.000 dipendenti nel 2023 e aver fissato un tetto di 12.000 in seguito a tale revisione.
Jack Dorsey said:
“La crescita della nostra azienda ha superato di gran lunga la crescita del nostro business e dei nostri ricavi.”
La riduzione più recente, molto più profonda — quasi il 40% dell’organico — indica che la correzione non riguarda solo l’allineamento dei costi ai ricavi, ma anche l’adattamento a un settore dei pagamenti in cui la compressione delle commissioni potrebbe essere duratura.
Gli investitori hanno accolto favorevolmente la manovra: le azioni di Block sono salite di oltre il 23% nelle contrattazioni after-hours, segnalando che il mercato ha premiato il taglio aggressivo dei costi. Nonostante il recupero, il titolo resta tuttavia circa l’80% sotto il massimo raggiunto durante la pandemia, a testimonianza della profonda ricalibrazione delle aspettative dal periodo di espansione delle assunzioni.
Le stablecoin erano già presenti durante la fase di espansione, ma venivano soprattutto percepite come strumenti per il trading crypto più che come una minaccia concreta per i pagamenti. Solo di recente, con passi avanti sul fronte regolatorio e con eventi che hanno rafforzato la loro integrazione nel sistema finanziario tradizionale, queste valute digitali in dollari hanno iniziato ad essere viste come alternative plausibili alle infrastrutture basate sulle carte.
Tra i fattori che hanno contribuito a questo cambiamento vi sono una maggiore chiarezza normativa proposta da iniziative come il GENIUS Act e la quotazione in borsa di enti operanti nel settore, come Circle, che hanno avvicinato le stablecoin al circuito finanziario mainstream.
Commenti degli analisti
Ben Carlson of Ritholtz Wealth Management wrote on X:
“Forse il fatto che Block stia licenziando molti dipendenti è il segnale che l’AI distruggerà tutto. Oppure il titolo è sceso dell’80% dai massimi, si sono assunte troppe persone e l’AI è una scusa comoda.”
Il commento sintetizza due letture possibili: da un lato l’idea che l’innovazione tecnologica possa ristrutturare profondamente i modelli di business; dall’altro che la correzione sia una risposta alla sopravvalutazione precedente. In entrambi i casi, la sfida per Block resta quella di trovare nuove fonti di ricavo e modelli operativi in grado di mitigare la compressione dei margini.
Per affrontare la transizione, l’azienda potrebbe perseguire strategie come la diversificazione dei servizi, lo sviluppo di prodotti a valore aggiunto non correlati alle commissioni di transazione, partnership con fornitori di infrastrutture in ambito stablecoin o l’introduzione di offerte premium rivolte a commercianti e consumatori. Tuttavia, la direzione definitiva dipenderà sia dall’evoluzione regolatoria sia dall’adozione su larga scala di percorsi di pagamento alternativi.