I Verdi trionfano alle suppletive di Manchester: per Starmer una sconfitta clamorosa
- 27 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Per Keir Starmer la recente sconfitta nel collegio di Gorton and Denton rappresenta una doppia battuta d’arresto: politica e personale, che mette nuovamente in discussione la sua capacità di lettura del consenso elettorale.
Negli ultimi anni Starmer ha progressivamente allontanato il Partito Laburista dall’area più a sinistra, orientandolo verso una posizione di centro per aggregare i voti necessari alla vittoria generale del 2024. Questa strategia è stata accompagnata da un forte accento sulla lotta all’immigrazione irregolare, utilizzata come argomento per contrastare la crescita del movimento Reform.
Gli errori strategici
Il risultato nel collegio mostra però i limiti di quella linea: inseguendo elettori di centro-destra, il Partito Laburista ha perso consensi tradizionalmente di sinistra, con vantaggi immediati per i Verdi. Questi ultimi hanno capitalizzato malumori sull’economia — legati al costo della vita dopo anni di crisi — e su prese di posizione di politica estera, in particolare rispetto a Gaza e alla Cisgiordania.
In alcuni quartieri del collegio, dove risiedono comunità con forte presenza musulmana, le critiche alle politiche del governo in Medio Oriente hanno giocato un ruolo nel lasciare vacanti i consensi tradizionalmente attribuiti alla sinistra laburista, favorendo una migrazione di voti verso i Verdi.
La polemica sul candidato
Altri motivi della sconfitta riguardano la scelta del candidato. Molti osservatori ritengono che il partito abbia commesso un errore nel negare la candidatura al popolarissimo sindaco di Manchester, Andy Burnham, che si era proposto dopo le dimissioni per motivi di salute del deputato Andrew Gwynne.
Secondo i sondaggi dell’epoca Burnham avrebbe ottenuto risultati molto superiori a quelli conseguiti dal candidato ufficiale. Alla base della decisione che lo ha escluso dalla competizione ci sarebbe stata la valutazione, da parte della dirigenza, del ruolo strategico che Burnham svolge come sindaco e del rischio che un suo ritorno in Parlamento potesse trasformarsi in una sfida alla leadership nazionale.
Molti deputati laburisti lamentano oggi che la scelta di scartare una figura così popolare sia stata motivata più dalla tutela delle ambizioni personali del leader che da un calcolo collegiale dell’interesse del partito.
Ripercussioni interne e contesto istituzionale
La battuta d’arresto in un collegio storicamente “rosso” obbliga il Partito Laburista a riflettere sulle conseguenze politiche e istituzionali. Nei sistemi parlamentari come quello britannico, risultati locali possono rapidamente trasformarsi in terreno di confronto interno e in motivo di richiesta di chiarimenti sulla strategia della leadership.
Una leadership che sposta il partito al centro rischia di alienare la base tradizionale, con ricadute sia sui risultati elettorali sia sulla coesione interna: maggiore spazio ai movimenti ambientalisti o ai partiti più radicali può indebolire la narrativa di governo che aveva portato Starmer al successo nazionale.
In questo contesto aumentano le pressioni perché il partito riconsideri le sue priorità programmatiche, ricostruisca legami con gli elettori della sinistra e affronti con trasparenza i nodi interni legati a selezione dei candidati e gestione della leadership.
Questioni di immagine e controversie recenti
La posizione politica del leader era già stata messa sotto pressione da una controversia relativa alla nomina di Peter Mandelson come possibile ambasciatore a Washington. La scelta aveva suscitato critiche per la percezione di scarsa attenzione ai rapporti personali e alle relazioni della figura scelta.
Tali polemiche hanno contribuito ad accrescere il senso di precarietà attorno alla guida del partito, alimentando interrogativi sulla trasparenza delle decisioni e sulla priorità data agli equilibri di potere interni rispetto all’interesse collettivo.
Cosa può accadere adesso
Le conseguenze pratiche di questa sconfitta locale possono andare dalla necessità di un riorientamento strategico fino a pressioni formali per una verifica della leadership. È probabile che nei prossimi giorni i vertici del Partito Laburista valutino cambiamenti nelle modalità di selezione dei candidati e una maggiore attenzione alle istanze della base.
Sul piano politico più ampio, un recupero dei consensi a sinistra passa per proposte concrete sul miglioramento del tenore di vita, politiche economiche percepite come efficaci e una linea chiara su temi internazionali sensibili per diverse comunità presenti nei collegi elettorali.
In assenza di correzioni rapide, la vicenda potrebbe avere ripercussioni sia sulla solidità del consenso locale sia sulla credibilità nazionale della leadership, aprendo spazi di confronto interno che potranno influire sui prossimi appuntamenti politici.