Comunicazioni: Celeste di Bologna si allea con Qualcomm per portare il 5G dallo spazio

Il 5G “dallo spazio”, la connettività fornita direttamente tramite i satelliti in orbita, assume un rilevante profilo italiano. Celeste Technologies, giovane realtà con sede a Castel San Pietro, nell’area di Bologna, ha concluso con successo una campagna di test di interoperabilità 5G presso laboratori francesi di Qualcomm, segnando una tappa significativa nella collaborazione con il produttore statunitense di chipset e con l’operatore satellitare Sateliot.

L’azione si inserisce nello sviluppo di una costellazione europea di satelliti in orbita bassa (LEO) progettata per fornire servizi 5G direttamente ai dispositivi utente, superando la necessità di infrastrutture terrestri tradizionali. I test hanno dimostrato che la tecnologia ideata da Celeste — in particolare le stazioni radio base completamente softwarizzate ospitate a bordo dei satelliti — è in grado di comunicare efficacemente con dispositivi dotati di modem 5G che integrano i chipset Qualcomm predisposti per collegamenti satellitari.

Dal punto di vista tecnologico, il risultato certifica la compatibilità tra componenti software installati nei satelliti e i modem presenti negli smartphone, consentendo la ricezione di servizi 5G senza infrastrutture terrestri estese. Questo approccio apre scenari applicativi per connettività in aree remote, mobilità marittima e servizi critici in situazioni di emergenza.

La partnership

A livello industriale, la collaborazione con Qualcomm assume grande valore: il gruppo statunitense riconosce che la soluzione di Celeste può interoperare con i dispositivi che monteranno i suoi chipset di nuova generazione. Questo passo avvicina la startup bolognese a uno scenario commerciale più ampio, in cui produttori di smartphone, operatori di rete e fornitori di servizi satellitari possono offrire soluzioni integrate.

L’introduzione di chipset che supportano la comunicazione D2D (direct-to-device) consente comunicazioni dirette tra telefono e satellite — e, in alcuni assetti, tra dispositivo e dispositivo via satellite — senza l’intermediazione di router terrestri. Rispetto alle soluzioni basate su router che coprono aree limitate, la connessione diretta amplia l’autonomia e la copertura, con ricadute strategiche per la tutela delle reti e la continuità dei servizi.

A breve termine, l’integrazione tra produttori di chipset, operatori satellitari e sviluppatori di stazioni radio a bordo dei satelliti potrebbe accelerare l’offerta commerciale di servizi 5G satellitari per clienti aziendali, pubbliche amministrazioni e operatori di emergenza.

Dopo l’inaugurazione prevista per il 26 febbraio, con la partecipazione del vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla, Castel San Pietro ospiterà la cosiddetta Satellite Valley, un polo identificato come Ntn Digital Innovation Hub. All’interno di questa iniziativa, insieme a Celeste saranno presenti società come Nova Reply, Sateliot e Aalirya — quest’ultima uno spin-off di Google — per sviluppare servizi end-to-end basati su connettività satellitare destinati ad ambiti come l’emergenza, la difesa e la protezione civile.

La tecnologia

Remo Ricci ha dichiarato:

“Per noi rappresenta un passaggio cruciale. Il riconoscimento di Qualcomm è una testimonianza della validità della nostra tecnologia e ci apre uno spazio di mercato estremamente importante.”

La tecnologia oggetto dei test prevede l’uso di stazioni radio base 100% softwarizzate collocate a bordo dei satelliti: componenti che possono essere configurati e aggiornati via software, riducendo tempi e costi di adeguamento rispetto a soluzioni hardware fisse. Questa architettura favorisce la compatibilità con diversi standard e permette una più rapida diffusione delle funzionalità avanzate del 5G via satellite.

I test nei laboratori di Qualcomm hanno validato l’interoperabilità con modem e chipset progettati per comunicazioni satellitari, un requisito indispensabile per la commercializzazione su larga scala. Per le autorità di regolamentazione e per gli operatori telecom, la dimostrazione pratica rappresenta un elemento utile per le successive fasi di certificazione e di integrazione nelle reti nazionali ed europee.

L’evoluzione verso una connettività ibrida terra-spazio presenta implicazioni importanti sul piano industriale e strategico: rafforza l’ecosistema di ricerca e impresa europeo, amplia le possibilità per servizi pubblici critici e crea nuove opportunità per imprese tecnologiche e fornitori di infrastrutture satellitari.

Per il sistema italiano, il successo di iniziative come quella di Celeste Technologies rafforza la posizione delle eccellenze locali nel mercato globale dei servizi spaziali e digitali, contribuendo a consolidare competenze e posti di lavoro in un settore in rapida crescita.



Author: Tony
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