L’incubatore di criptovalute del miliardario Alan Howard, WebN, chiude i battenti

WebN Group, l’incubatore specializzato in blockchain e Web3Alan Howard, ha chiuso le sue attività dopo aver finanziato e lanciato diverse startup nell’infrastruttura digitale negli ultimi anni, secondo una persona informata sui fatti.

Chiusura e motivazioni

Una fonte ha detto:

“Ha completato con successo la sua missione.”

Secondo la stessa fonte, la decisione di cessare le operazioni non segnala un cambio di strategia di Howard nei confronti degli asset digitali. Parte del personale impiegato presso WebN Group è stato riassorbito all’interno del gruppo di investimento controllato dallo stesso Howard, Brevan Howard.

Progetti incubati

Nel corso della sua attività, l’incubatore ha supportato diverse realtà focalizzate su tokenizzazione, staking, infrastrutture blockchain e prove a conoscenza zero: tra queste figurano Libre (oggi rinominata KAIO), Twinstake, TruFin e Geometry. Queste iniziative rappresentano esempi concreti di come le tecnologie decentralizzate siano state avvicinate a casi d’uso finanziari e infrastrutturali.

Nel 2023 WebN Group ricevette inoltre un investimento non divulgato da parte della partnership crittografica della banca giapponese Nomura, nota come Laser Digital, a conferma dell’interesse istituzionale verso progetti di tokenizzazione e infrastrutture digitali.

Contesto di mercato e performance

Gli ultimi dodici mesi si sono rivelati complessi per molte società esposte alla crypto economy. Il fondo di asset digitali controllato da Brevan Howard ha registrato perdite significative in un anno caratterizzato da elevata volatilità, dopo periodi precedenti di rendimenti positivi.

Fonti di mercato indicano inoltre che la società ha ridotto sensibilmente le posizioni legate a ETF su Bitcoin, diminuendo in modo rilevante l’esposizione a prodotti come l’iShares Bitcoin Trust di BlackRock. Tagli di questo tipo riflettono un aggiustamento tattico dell’esposizione a strumenti indicizzati al prezzo delle criptovalute.

Negli ultimi mesi si è registrata anche la partenza del CEO di BH Digital, Gautam Sharma, figura che aveva guidato gli investimenti in cripto per l’azienda. Parallelamente, Brevan Howard ha deciso di scorporare la gestione di alcuni veicoli: tra questi il fondo Nova, guidato da Kevin Hu, ex investitore di Dragonfly, che aveva portato risorse proprie nell’azienda nel 2023.

Una fonte ha detto:

“Chi conosce Alan sa che è da tempo convinto che la tecnologia blockchain sarà utilizzata nei mercati tradizionali.”

Questa posizione sottolinea che la chiusura dell’incubatore non equivale a un ritiro dagli investimenti digitali, ma piuttosto a una riorganizzazione delle risorse e delle modalità d’intervento sul mercato.

Impatto e prospettive

L’esperienza di WebN Group lascia sul territorio diverse startup e progetti che possono continuare a svilupparsi sia in autonomia sia grazie a nuovi partner istituzionali o industriali. La migrazione di parte del team verso Brevan Howard indica inoltre la volontà di capitalizzare competenze maturate nell’incubatore all’interno di una struttura d’investimento più tradizionale e diversificata.

Una fonte ha detto:

“Brevan Howard non si lascia intimorire dalla volatilità temporanea, rimane ottimista sugli asset digitali e dispone di una consistente attività di venture capital focalizzata sulle opportunità del settore.”

Il fenomeno ricade in un quadro più ampio: molte società finanziarie stanno ridefinendo come allocare capitale e competenze verso iniziative digitali, privilegiando soluzioni che possano integrarsi con i mercati tradizionali piuttosto che mantenere strutture indipendenti e focalizzate esclusivamente sull’ecosistema crypto.

Al momento WebN Group non ha rilasciato commenti pubblici e Brevan Howard ha preferito non esprimersi sui dettagli operativi della chiusura dell’incubatore.