Zelensky: Putin ha fallito, i suoi obiettivi non sono stati raggiunti
- 24 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Volodymyr Zelensky ha dichiarato che, a quattro anni dall’inizio dell’invasione, Vladimir Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi bellici e che l’Ucraina continuerà a perseguire una pace solida e duratura con tutti i mezzi necessari.
Volodymyr Zelensky ha detto:
“Vladimir Putin ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra.”
Volodymyr Zelensky ha aggiunto:
“Noi ucraini siamo sfiniti dalla guerra e vorremmo finirla il prima possibile, ma se diamo a Putin tutto quello che chiede avremo perso ogni cosa.”
Il discorso del presidente ucraino sottolinea la tensione tra il desiderio di porre fine al conflitto e la preoccupazione per le concessioni territoriali o politiche che potrebbero compromettere la sovranità del Paese. L’appello ribadisce la priorità della sicurezza e della stabilità a lungo termine per la popolazione ucraina.
Posizione dei ministri europei
Un gruppo di ministri degli Esteri europei ha rilanciato un messaggio comune in occasione dell’anniversario, sottolineando che l’Europa ha un piano chiaro per una pace giusta in Ucraina e che la pressione sulla Russia può essere intensificata se necessario. I responsabili politici hanno evidenziato la coesione tra gli alleati e la resilienza delle istituzioni europee e atlantiche.
Johann Wadephul, Jean-Noel Barrot e Radoslaw Sikorski hanno scritto:
“Il piano di Putin è clamorosamente fallito; la NATO è più unita che mai e l’Europa è più forte e resiliente.”
Il riferimento alla coesione dell’Alleanza e alla capacità europea di sostenere Kiev indica la volontà di mantenere strumenti politici, economici e militari per dissuadere ulteriori aggressioni. Tra le misure possibili figurano sanzioni, sostegno finanziario e assistenza alla ricostruzione e alla sicurezza.
La posizione di Mosca sull’allargamento della NATO
Secondo la rappresentanza diplomatica russa, uno degli elementi centrali per la soluzione del conflitto è la gestione della questione dell’espansione della NATO verso i confini russi. Questa tesi viene presentata come una delle cause profonde della crisi, con la richiesta di affrontare la sicurezza regionale in modo diverso per poter avanzare verso una negoziazione.
Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha affermato:
“L’espansione incontrollata dello spazio geopolitico dell’Alleanza fino ai nostri confini, inclusa l’Ucraina, è diventata una delle cause profonde del conflitto; senza la sua eliminazione è impossibile una soluzione della crisi.”
Questa posizione ribadisce la richiesta russa di garanzie di sicurezza e limita la gamma delle possibili soluzioni negoziali, complicando i negoziati multilaterali. Le controparti occidentali, tuttavia, evidenziano che la sovranità degli Stati nell’adesione a organizzazioni internazionali è un principio riconosciuto dal diritto internazionale.
Posizione dell’Unione europea e questioni interne
Il presidente del Consiglio europeo ha sottolineato che la guerra ha prodotto cambiamenti significativi nell’Unione e ha riaffermato l’impegno a favore di Ucraina. Allo stesso tempo ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà pratiche nel prendere decisioni comuni tra i 27 Stati membri, quando emergono divergenze politiche.
Antonio Costa ha detto:
“È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito.”
Il riferimento riguarda il veto di un paese dell’Unione su un prestito a favore di Kiev, che mette in luce le implicazioni delle norme decisionali UE: molte scelte richiedono l’unanimità, perciò il dissenso di un singolo Stato può rallentare o bloccare misure finanziarie o di politica estera. Questo fenomeno alimenta il dibattito interno sulle procedure decisionali e sulla solidarietà tra Stati membri.
Nel complesso, le dichiarazioni dei leader ucraini, dei rappresentanti europei e di Mosca delineano un quadro ancora molto polarizzato: la ricerca di una pace duratura passa attraverso negoziati complessi che dovranno contemperare sicurezza, sovranità e garanzie internazionali, mentre la comunità internazionale continua a valutare strumenti politici, economici e diplomatici per sostenere la stabilità regionale.