TIM centra gli obiettivi per il quarto anno di fila: ricavi a 13,7 miliardi

TIM archivia il 2025 centrando tutti i target per il quarto anno consecutivo e accelera sulla remunerazione degli azionisti. Il primo esercizio nel nuovo perimetro industriale si chiude con ricavi organici a 13,7 miliardi di euro (+2,7% YoY) e un EBITDA After Lease in crescita del 6,5% a 3,7 miliardi, superando la guidance. La strategia di deleveraging porta il debito netto After Lease sotto i 6,9 miliardi di euro, con una leva finanziaria inferiore a 1,9x, riflettendo una generazione di cassa definita “sostenibile” dai vertici.

Buyback e raggruppamento azionario

Il Consiglio di Amministrazione, presieduto da Alberta Figari, ha delineato una nuova politica di ritorno del valore. Oltre alla conferma della politica di remunerazione post-Sparkle, il board proporrà all’assemblea un piano di buyback fino a 400 milioni di euro (subordinato al closing Sparkle) e un raggruppamento azionario. La generazione di cassa nell’ultimo trimestre è stata particolarmente solida, con un Equity Free Cash Flow After Lease superiore a 0,7 miliardi.

La spinta di Enterprise e Brasile

A trainare i conti è la divisione TIM Enterprise, che segna ricavi da servizi in rialzo dell’8,6% a 3,3 miliardi. Il Cloud si conferma il motore della crescita (+24%), beneficiando anche del raddoppio del contributo del Polo Strategico Nazionale. Sul fronte internazionale, TIM Brasil apporta 4,2 miliardi di ricavi (+4,6%), con un EBITDA After Lease in crescita dell’8,5%. Più stabile il segmento Consumer, dove i ricavi da servizi tengono (-0,6%) nonostante il calo del business MVNO, grazie alle manovre di repricing su oltre 8 milioni di linee fisse e mobili.

Labriola: “Trasformazione completata”

L’Amministratore Delegato, Pietro Labriola, nella foto, ha commentato: “Il 2025 conferma il completamento della trasformazione avviata nel 2022. TIM presenta oggi una struttura finanziaria rafforzata, maggiore redditività e una generazione sostenibile di cassa. Questo ci consente di definire una politica di remunerazione disciplinata e coerente con gli obiettivi di lungo periodo”. Labriola ha sottolineato come i risultati del quarto trimestre confermino il percorso di crescita sia sul mercato domestico che su quello brasiliano.

Il nodo rimborsi e poste straordinarie

Il bilancio recepisce la sentenza della Cassazione sulla restituzione del canone concessorio 1998, che riconosce a TIM circa 1 miliardo di euro. L’impatto positivo sulla posizione finanziaria netta è atteso nel 2026. Contestualmente, il Gruppo ha rivisto la valutazione dei costi contrattuali differiti di rete fissa (da 8 a 4 anni), con un impatto non ricorrente a conto economico di 0,6 miliardi, privo di effetti sulla liquidità.