Sostegno militare a Kiev: la maggioranza resta favorevole, ma il consenso cala rispetto al 2023

Sulla soglia del quarto anniversario dell’invasione russa, l’opinione pubblica in Italia resta divisa sul sostegno militare all’Ucraina, ma prevale un consenso favorevole alla fornitura di armamenti, secondo un sondaggio condotto da Swg tra il 18 e il 20 febbraio con metodologia CAWI su un campione di 800 maggiorenni.

I dati mostrano una variazione temporale: nell’aprile 2023 il 51% degli intervistati era favorevole a proseguire l’invio di armi, nel maggio 2025 la quota era scesa al 42% e nel febbraio 2026 è risalita al 44%.

La rilevazione evidenzia inoltre differenze tra gli orientamenti politici: il 55% dell’elettorato di opposizione si dichiara a favore dell’invio, mentre tra gli elettori della maggioranza il sostegno è del 46%. Parallelamente, il 38% del campione si esprime per interrompere le forniture militari, rispetto al 41% rilevato nel maggio 2025 e al 31% dell’aprile 2023.

Nel dettaglio, tra gli elettori della maggioranza il 43% vorrebbe fermare l’invio di armi, contro il 32% tra coloro che si collocano nell’elettorato di opposizione.

Positioni su Donbass e adesione alla Nato

Quasi la metà degli intervistati (48%) ritiene che, per ottenere un cessate il fuoco, l’Ucraina dovrebbe essere disposta a cedere la parte del Donbass attualmente sotto controllo russo. Un’ampia porzione del campione, il 40%, ritiene inoltre che gli ucraini dovrebbero rinunciare all’adesione alla Nato.

Percezione dei negoziati e aspettative

Il sondaggio rileva un clima di marcato pessimismo rispetto alle prospettive dei negoziati: il 36% pensa che le trattative possano portare a una soluzione ma che la guerra proseguirà a lungo, mentre il 30% ritiene che non porteranno affatto a un accordo. Solo il 9% spera in una soluzione rapida; il 25% del campione non ha fornito una risposta.

Attribuzione delle responsabilità

Quando viene chiesto chi sia responsabile del mancato accordo per porre fine al conflitto, il 33% del campione indica come principale responsabile Putin. Questa percentuale scende al 30% tra gli elettori della maggioranza e sale al 41% tra quelli dell’opposizione.

Non mancano opinioni critiche anche verso l’Ucraina: il 27% degli intervistati ritiene infatti che Kiev non debba opporsi a cedere il Donbass. Inoltre il 25% interpreta la situazione come favorevole alle grandi potenze, stimando che a paesi come gli Stati Uniti e la Cina convenga in qualche misura che il conflitto prosegua. Il 15% non ha risposto alla domanda.

Metodo e significato politico del sondaggio

La rilevazione è stata effettuata con interviste online (metodo CAWI) su 800 maggiorenni rappresentativi della popolazione. Questo tipo di metodologia consente di ottenere risultati rapidi e dettagliati, ma comporta limiti legati alla composizione del panel e alla disponibilità di accesso digitale.

I risultati hanno implicazioni sul dibattito pubblico e sulle scelte di politica estera: il sostegno prevalente all’invio di armamenti e il clima di sfiducia nei confronti di rapide soluzioni negoziali influenzano la pressione su governi e forze politiche affinché definiscano posizioni chiare su aiuti militari, mediazione diplomatica e impegni multilaterali.

Considerazioni finali

Il quadro delineato dal sondaggio mostra un’opinione pubblica italiana frammentata e tendenzialmente cauta rispetto alle prospettive di pace rapida. La combinazione di un moderato sostegno alle forniture di armi, la disponibilità a compromessi territoriali da parte di una parte significativa del campione e l’attribuzione di responsabilità a diversi attori internazionali sottolineano la complessità della discussione politica e diplomatica in corso.



Author: Tony
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