La domanda negli Stati Uniti scende in negativo per un record di 40 giorni mentre le ricerche per Bitcoin zero raggiungono il picco

Coinbase Bitcoin Premium Index è sembrato brevemente mostrare segni di recupero dopo il crollo del 5 febbraio, ma quella ripresa si è rivelata soltanto illusoria.

I dati di Coinglass indicano che il premio è rimasto negativo per 40 giorni consecutivi, segnando la serie più lunga di letture sotto lo zero dall’anno precedente. L’ultimo valore disponibile si attesta a -0,0467%, quasi invariato rispetto a due settimane fa quando un forte restringimento a -0,22% aveva suggerito un possibile ritorno degli acquirenti negli Stati Uniti.

Cos’è il premio e perché conta

Il premio misura lo scarto di prezzo tra il Bitcoin negoziato su Coinbase e la media del mercato globale. Poiché Coinbase è spesso utilizzato come proxy per i flussi istituzionali e denominati in dollari, un premio persistentemente negativo indica che gli investitori statunitensi pagano sistematicamente meno rispetto al resto del mondo: o vendono più agressivamente o rimangono assenti dal mercato.

Questa misura è utile perché fornisce informazioni sulla composizione della domanda: non solo sul livello di prezzo, ma su chi sta comprando o vendendo e da quale fuso orario o piattaforma provengono gli ordini.

Storia recente e divergenze

Il record precedente era di circa 30 giorni consecutivi di premio negativo registrati durante un calo avvenuto in ottobre dell’anno scorso; quella serie si interruppe quando un forte rimbalzo riportò gli acquirenti statunitensi nel mercato. In questo caso, nonostante il Bitcoin sia risalito fino al 15% rispetto al minimo intraday del 5 febbraio, il premio non ha seguito lo stesso movimento.

La divergenza suggerisce che, pur essendosi ripristinato il prezzo, la composizione della domanda è rimasta diversa: gli acquisti che hanno spinto il prezzo sopra i 62.000 dollari sono arrivati dall’esterno delle ore di mercato statunitensi, al di fuori dei libri ordini di Coinbase, o da entrambe le fonti.

Interpretazione tecnica e prospettive

Un elemento leggermente positivo è che il premio è gradualmente diventato meno negativo dall’inizio di febbraio, scendendo da circa -0,22% verso -0,05%. Si tratta di un miglioramento, ma non ancora sufficiente a tornare in territorio positivo: storicamente il passaggio sopra lo zero tende a coincidere con fasi prolungate di accumulo piuttosto che con rimbalzi temporanei.

Se il premio dovesse stabilizzarsi in area positiva, sarebbe un segnale che la domanda denominata in dollari e gli acquirenti istituzionali statunitensi stanno tornando a partecipare in modo consistente, contribuendo a una base di prezzo più solida. Al contrario, un mantenimento del premio negativo segnala vulnerabilità della liquidità e possibili pressioni al ribasso in caso di shock.

Indicatori comportamentali dagli Stati Uniti

Parallelamente ai dati di mercato, le ricerche su Google per la stringa “bitcoin zero” negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record all’inizio del mese, mentre l’interesse globale per la stessa query è rimasto stabile.

Questa combinazione di segnali — premio negativo persistente su Coinbase e un aumento delle ricerche domestiche su tematiche specifiche — indica una perdita di convinzione tra gli investitori statunitensi che non si riscontra nella stessa misura nel resto del mondo.

Implicazioni per operatori e regolatori

Per trader e gestori di portafoglio, la persistenza di un premio negativo suggerisce la necessità di monitorare attentamente la liquidità su singole piattaforme e i flussi per fuso orario: le oscillazioni di breve periodo potrebbero essere guidate più dalla geografia degli ordini che dal sentiment globale sul Bitcoin.

Dal punto di vista istituzionale e regolamentare, un disallineamento tra domanda statunitense e domanda globale solleva questioni sulla profondità del mercato in presenza di eventuali interventi normativi o shock macroeconomici. Una partecipazione ridotta degli operatori domiciliati negli Stati Uniti può amplificare la volatilità e rendere più pronunciati gli scostamenti di prezzo tra sedi diverse.

In sintesi, il dato del premio negativo persistente non è solo una curiosità statistica: è un indicatore della struttura della domanda che merita attenzione da parte di investitori, market maker e responsabili delle politiche finanziarie.