Jane Street sotto accusa per presunte attività di insider trading che avrebbero accelerato il crollo di Terraform nel 2022
- 24 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Jane Street, società specializzata in high-frequency trading, è stata citata in giudizio con l’accusa di aver sfruttato informazioni privilegiate per accelerare il tracollo del progetto cripto Terraform Labs nel 2022, evento che ha cancellato miliardi di dollari di valore per gli investitori.
Il curatore incaricato della liquidazione, Todd Snyder, ha avviato una causa civile chiedendo risarcimenti nei confronti di dirigenti e dipendenti di Jane Street, tra cui il cofondatore Robert Granieri e i trader Bryce Pratt e Michael Huang. La denuncia sostiene che la società abbia operato sfruttando informazioni non pubbliche fornite da insider di Terraform Labs, conducendo operazioni di front-running che avrebbero peggiorato e accelerato il fallimento del progetto.
Per front-running si intende l’operazione di prendere posizione su notizie o ordini rilevanti prima che diventino pubblici, con l’obiettivo di realizzare profitti anticipando i movimenti del mercato. Se provata, questa pratica configura potenzialmente violazioni civili e, in alcuni ordinamenti, anche reati legati alla manipolazione di mercato.
Dettagli della denuncia
Secondo l’atto giudiziario, la sequenza che avrebbe scatenato il panico è iniziata il 7 maggio 2022, quando Terraform Labs avrebbe prelevato 150 milioni di TerraUSD (UST) dal pool di liquidità dedicato alle stablecoin sulla piattaforma decentralizzata nota come Curve3pool. Entro dieci minuti, sempre secondo la denuncia, un portafoglio collegato a Jane Street avrebbe ritirato 85 milioni di UST dallo stesso pool, prima che la situazione fosse resa pubblica.
La comunicazione pubblica successiva di Terraform Labs spiegò che il trasferimento dei 150 milioni era destinato a una nuova liquidity pool per stablecoin, ma il panico sui mercati era ormai innescato. Nei giorni seguenti, con il TerraUSD che perdeva il peg rispetto al dollaro e il token Luna che crollava, sarebbero state inviate offerte private per acquistare asset come bitcoin o luna, secondo quanto riportato dagli atti.
Il contesto e le conseguenze
Terraform Labs, fondata nel 2018 da Do Kwon e Daniel Shin, era conosciuta per la blockchain Terra, il token nativo Luna e la stablecoin algoritmica TerraUSD (UST). Il collasso del sistema di stabilizzazione di UST a maggio 2022 provocò, nell’arco di pochi giorni, la perdita del peg e il successivo azzeramento del valore di Luna, con una riduzione di capitalizzazione di mercato stimata in circa 40 miliardi di dollari in una sola settimana.
Il disastro ha avuto ripercussioni a catena sull’intero ecosistema cripto: diversi operatori con esposizioni al progetto hanno subito gravi perdite e alcuni soggetti collegati hanno dichiarato fallimento. Successivamente, nel gennaio 2024, Terraform Labs ha avviato una procedura di bancarotta e un trust di liquidazione ha assunto il controllo degli asset. Do Kwon è stato condannato, dopo aver patteggiato la colpevolezza per due capi d’accusa, a una pena detentiva di quindici anni.
Todd Snyder said:
“Jane Street ha abusato delle relazioni di mercato per manipolare le condizioni a proprio vantaggio durante uno degli eventi più significativi nella storia delle criptovalute. Per conto delle parti danneggiate, perseguiremo tutte le vie consentite dai fatti e dalla legge contro chi ha sfruttato la propria posizione e tratto profitti sostanziali a spese dei creditori di Terraform Labs.”
Risposta di Jane Street
Jane Street ha respinto le accuse definendo la causa un tentativo opportunistico di ottenere denaro e ha annunciato l’intenzione di difendersi con vigore contro le pretese.
Jane Street responded:
“Questa causa disperata è un chiaro tentativo di ottenere denaro quando è ormai accertato che le perdite subite dai possessori di Terra e Luna derivano da una frode multimiliardaria perpetrata dalla dirigenza di Terraform Labs.”
Aspetti legali e prospettive
La controversia solleva questioni complesse di diritto finanziario, sia in relazione alla liceità delle informazioni utilizzate per le negoziazioni sia riguardo ai confini della responsabilità civile per manipolazione di mercato. Per ottenere un risarcimento, il curatore dovrà dimostrare che Jane Street ha ricevuto e utilizzato informazioni materiali non pubbliche e che tali operazioni hanno aggravato i danni ai creditori e agli investitori.
Dal punto di vista regolamentare, casi di questo tipo possono spingere autorità di vigilanza e legislatori a rafforzare le regole sul commercio ad alta frequenza e sui flussi informativi tra operatori istituzionali e controparti nel settore cripto, dove l’architettura decentralizzata e le giurisdizioni transfrontaliere complicano l’applicazione delle norme tradizionali.
Implicazioni per il mercato cripto
Se confermate, le accuse potrebbero avere un effetto deterrente sulle pratiche di trading che sfruttano vantaggi informativi e aumentare la pressione per migliori controlli interni, barriere informative e trasparenza nelle comunicazioni tra fondi, market maker e progetti blockchain. Allo stesso tempo, l’esito della causa offrirà un precedente importante per valutare come le norme di mercato tradizionali si applicano agli ecosistemi decentralizzati.
La causa è una delle tante iniziative legali e regolamentari scaturite dal collasso di Terraform Labs e sarà seguita con attenzione dagli operatori del settore, dai creditori e dalle autorità di controllo finanziario a livello internazionale.