Il Tesoro degli Stati Uniti potrebbe aumentare l’emissione di buoni del Tesoro a breve termine mentre le stablecoin puntano a una capitalizzazione di mercato da 2.000 miliardi di dollari: StanChart
- 24 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati, Newsletter
Standard Chartered prevede che il mercato delle stablecoin possa arrivare a circa 2.000 miliardi di dollari entro la fine del 2028, generando una domanda aggiuntiva per Treasury bills (T-bills) stimata attorno a 1.000 miliardi di dollari, secondo un rapporto diffuso lunedì dalla banca.
Geoff Kendrick e John Davies hanno scritto:
“Questo comporterà circa 0,8-1,0 trilioni di dollari di nuova domanda per T-bills (da utilizzare come riserve) da parte degli emittenti di stablecoin nel periodo considerato.”
Nel documento gli analisti spiegano che, sommando l’acquisto previsto dalla Federal Reserve — stimato tra 1.000 e 1.200 miliardi di dollari — la domanda complessiva netta per T-bills potrebbe raggiungere circa 2.200 miliardi di dollari fino al 2028. In confronto, se la quota dei T-bills sul debito totale rimanesse invariata, l’offerta netta nuova sarebbe di circa 1.300 miliardi, creando così un possibile deficit di 900 miliardi.
Negli ultimi anni alcuni emittenti di stablecoin, come Tether e Circle, sono diventati acquirenti rilevanti di titoli di stato statunitensi a breve scadenza, detenendo decine di miliardi di dollari in T-bills a garanzia di token quali USDT e USDC. Tether ha reso note partecipazioni in T-bills comparabili a quelle di investitori sovrani di medie dimensioni, mentre Circle mantiene una quota significativa delle proprie riserve in titoli di Stato a breve tramite fondi del mercato monetario.
Il Tesoro ha dichiarato:
“sta monitorando gli acquisti di T-bills da parte del portafoglio SOMA e la crescente domanda di Treasury bills dal settore privato.”
Impatto sulle emissioni e possibili risposte del Tesoro
Secondo gli analisti di Standard Chartered, l’eccesso di domanda proiettato lascia al Tesoro margine per aumentare la quota di emissione dedicata ai T-bills. Un incremento di 2,5 punti percentuali della quota di emissione di T-bills nell’arco di tre anni genererebbe circa 900 miliardi di dollari di offerta aggiuntiva, compensando il gap stimato.
Il rapporto suggerisce inoltre che riallocare quella quantità dalle obbligazioni a più lunga scadenza potrebbe tradursi nello stop degli appuntamenti di emissione del titolo a 30 anni per un periodo, alleggerendo così la pressione al rialzo sui rendimenti di lungo periodo. Questa manovra implicherebbe scelte strategiche sulla composizione del ciclo di emissione e avrebbe effetti sulle curve dei rendimenti e sui portafogli degli investitori istituzionali.
Rischi e prospettive dei rendimenti
Pur non essendo lo scenario centrale, la banca prevede che il rendimento del titolo a 10 anni possa salire fino al 4,6% entro la fine del 2026, avvertendo dei crescenti rischi legati a una possibile scarsità sul segmento a breve termine. Un ridotto equilibrio tra domanda e offerta per i T-bills potrebbe comprimere l’offerta disponibile e accentuare la volatilità sui tassi a breve termine.
Il potenziale spostamento verso i T-bills influenzerebbe anche la politica monetaria e la gestione del bilancio pubblico: dalla Federal Reserve potrebbero rendersi necessarie valutazioni sulla composizione del portafoglio SOMA, mentre il Tesoro dovrebbe bilanciare le esigenze di finanziamento a breve termine con la gestione del rischio di duration sul debito complessivo.
Andamento del mercato delle stablecoin e fattori ciclici
All’inizio del 2026 la capitalizzazione complessiva delle stablecoin è stimata intorno a 300–320 miliardi di dollari, dopo una crescita rispetto ai 238 miliardi di aprile 2025. Tuttavia, il mercato ha mostrato segnali di rallentamento con la capitalizzazione tornata a stabilizzarsi poco sopra i 300 miliardi, penalizzata dal calo dei prezzi delle criptovalute e da un’emissione più contenuta dopo l’introduzione del GENIUS Act.
La flessione dei prezzi di Bitcoin — diminuito di oltre il 50% rispetto al picco di 126.000 dollari di ottobre 2025 — ha ridotto la domanda legata all’attività di trading, che a sua volta ha limitato i nuovi flussi verso le riserve delle stablecoin. Standard Chartered giudica questi fattori come ciclici e mantiene la stima che le stablecoin possano comunque generare quasi 1.000 miliardi di dollari di domanda incrementale per T-bills entro il 2028, contribuendo a rimodellare il mercato dei tassi statunitensi.
Implicazioni per mercati e policy
L’accresciuta interazione tra flussi legati alle criptovalute e il mercato dei titoli di Stato solleva questioni rilevanti per la politica fiscale e monetaria. Un aumento strutturale della domanda di T-bills da parte degli emittenti di stablecoin richiede coordinamento tra il Tesoro e la Federal Reserve per garantire che la composizione delle emissioni e gli obiettivi di politica monetaria rimangano coerenti con la stabilità finanziaria.
In particolare, decisioni su quantità e scadenze delle emissioni, così come la gestione delle posizioni nel portafoglio SOMA della Fed, avranno impatti diretti sui rendimenti a breve e a lungo termine, sulla liquidità di mercato e sulle condizioni di finanziamento per il governo federale.
Nel complesso, gli sviluppi nel mercato delle stablecoin vanno monitorati attentamente sia dagli operatori di mercato sia dalle autorità, poiché possono alterare in modo significativo la dinamica della domanda di titoli a breve termine e, di conseguenza, la struttura dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.