Fed propone una norma per fermare il debanking delle criptovalute eliminando il rischio reputazionale
- 24 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
A pochi giorni dall’ammissione di JPMorgan Chase & Co. di aver interrotto i rapporti bancari con Donald Trump dopo l’attacco al Congresso del 6 gennaio 2021, la Federal Reserve ha avviato una consultazione pubblica su una proposta che vieterebbe ai supervisori governativi di esercitare pressioni sulle banche affinché interrompano rapporti con clienti le cui attività sono lecite, comprese le imprese legate alle criptovalute.
Michelle W. Bowman said:
“Abbiamo ricevuto segnalazioni preoccupanti di casi di debanking — dove i supervisori utilizzano timori legati alla reputational risk per spingere le istituzioni finanziarie a escludere clienti a causa delle loro opinioni politiche, convinzioni religiose o della loro partecipazione in attività lecite ma malviste.”
Michelle W. Bowman said:
“La discriminazione da parte delle istituzioni finanziarie su queste basi è illegale e non ha posto nel quadro di supervisione della Federal Reserve.”
La proposta formalizza un cambiamento già intrapreso: lo scorso anno il Office of the Comptroller of the Currency aveva rimosso i fattori reputazionali dalla propria attività di vigilanza sulle banche nazionali, mentre la Federal Reserve Board aveva annunciato in luglio che tale rischio non sarebbe più stato considerato nelle ispezioni bancarie. Il nuovo provvedimento mira a fissare per iscritto tale orientamento all’interno delle procedure di supervisione.
I casi di esclusione dal sistema bancario per motivi legati alle criptovalute sono stati documentati e riconosciuti anche da regolatori nominati dall’amministrazione precedente, ma continuano a emergere esempi. In una risposta a una causa intentata da Donald Trump e dalla Trump Organization, JPMorgan ha dichiarato per la prima volta di aver chiuso oltre 50 conti legati a Trump a febbraio 2021 senza specificarne la ragione. Inoltre, nel novembre 2025 Jack Mallers, amministratore delegato della società di pagamenti in criptovalute Strike, ha affermato pubblicamente che la sua banca aveva chiuso tutti i conti senza motivazione.
In un memorandum del personale della Board of Governors datato 26 gennaio, si osserva che la proposta intende “codificare la rimozione del reputational risk dai programmi di supervisione del Board” e vietare alla Federal Reserve di “incoraggiare o costringere” gli istituti bancari a negare o condizionare servizi a clienti coinvolti in attività lecite ma politicamente non gradite.
Contesto e implicazioni istituzionali
La proposta si inscrive in un dibattito più ampio sul ruolo dei supervisori bancari e sui limiti del loro potere di influenza. Tradizionalmente le autorità di vigilanza valutano rischi quali la sicurezza e solidità delle banche, il rischio operativo e il rispetto delle normative antifrode e antiriciclaggio (AML/CFT). L’uso del concetto di reputational risk come leva per indurre cambiamenti nei rapporti commerciali aveva suscitato critiche, in quanto poteva tradursi in pressioni per escludere clienti la cui attività è comunque lecita.
Se adottata, la regola circoscriverebbe gli strumenti a disposizione dei supervisori, chiarendo che la mera possibilità di impatto reputazionale non può costituire motivo per sollecitare la cessazione di rapporti con clienti legittimi. Questo cambiamento rafforza la distinzione tra la responsabilità delle banche di gestire i rischi e il ruolo dei regolatori nel garantire la conformità normativa e la stabilità del sistema finanziario.
Impatto sul settore delle criptovalute
Per le imprese native del mondo crypto la modifica normativa potrebbe facilitare l’accesso ai servizi bancari tradizionali, riducendo il rischio di esclusione per motivi non legali. La proposta segnala inoltre l’intenzione della Federal Reserve di includere nella nozione di istituzioni bancarie soggette a vigilanza i cosiddetti permitted payment stablecoin issuers, dopo l’adozione di appositi interventi normativi separati.
L’inclusione dei produttori di stablecoin nella definizione di “organizzazioni bancarie coperte” potrebbe avere conseguenze significative: da un lato garantirebbe maggiore supervisione e integrazione nel sistema finanziario tradizionale; dall’altro richiederebbe a questi operatori di rispettare norme di capitale, liquidità e controllo dei rischi analoghe a quelle delle banche.
Procedura e calendario
La Federal Reserve ha indicato che i commenti alla proposta sono aperti per 60 giorni a partire dal 23 febbraio. Il percorso regolamentare seguirà la prassi del notice-and-comment: dopo la ricezione delle osservazioni degli stakeholder — banche, imprese tecnologiche, gruppi di interesse e cittadini — la Fed potrà modificare il testo e pubblicare una versione finale della regola.
Contestualmente, la definizione e la supervisione degli emittenti di stablecoin richiederanno atti normativi distinti. Questi interventi paralleli determineranno in modo più articolato il quadro entro cui le entità crypto potranno operare con rapporti bancari stabili e controllati.
Equilibrio tra diritti dei clienti e gestione del rischio
La proposta mira a trovare un equilibrio: da un lato tutelare il diritto delle persone e delle imprese ad accedere ai servizi finanziari quando svolgono attività lecite; dall’altro preservare la possibilità per le banche di gestire concretamente rischi reali, compresi gli obblighi di conformità contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.
In definitiva, la regola potrebbe limitare l’uso dei timori reputazionali come giustificazione per l’esclusione di clienti leciti, pur lasciando ai regolatori la responsabilità di intervenire quando sussistono rischi effettivi alla stabilità finanziaria o gravi violazioni normative.