Scandalo Epstein: arrestato Peter Mandelson, ex ministro ed ex ambasciatore britannico negli Usa
- 23 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
L’arresto della scorsa settimana di Andrew Mountbatten-Windsor, trattenuto e poi rilasciato mentre rimane sotto indagine per sospetta misconduct in public office, aveva portato l’attenzione su figure di alto profilo dell’establishment britannico: lunedì 23 febbraio la polizia ha fermato un altro nome di rilievo, l’ex ministro laburista Peter Mandelson, 72 anni, già ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti e figura centrale del New Labour.
Metropolitan Police ha confermato il fermo di “un uomo di 72 anni” nell’ambito di un’indagine relativa a presunta cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica, precisando che l’inchiesta è ancora in corso e che al momento non sono stati formulati capi d’imputazione.
Gli arresti e l’indagine in corso
L’arresto di Peter Mandelson si inserisce in una più ampia indagine che coinvolge persone note per i loro rapporti con il finanziere condannato Jeffrey Epstein. Le autorità britanniche stanno esaminando materiali recentemente emersi negli Stati Uniti e ritenuti potenzialmente rilevanti per verificare se vi siano state condotte illecite durante l’esercizio di incarichi pubblici.
Gli elementi raccolti saranno valutati dalla polizia e, se necessario, potranno dar luogo a sviluppi procedurali successivi: la fase attuale è investigativa e orientata alla ricostruzione dei fatti e delle relazioni tra le persone coinvolte.
I documenti e i legami con Jeffrey Epstein
I cosiddetti Epstein files sono una vasta raccolta di documenti — tra cui email, agende, registri bancari e corrispondenza — resi pubblici negli Stati Uniti tra gennaio e febbraio e successivamente trasmessi alle autorità britanniche per approfondimenti.
Downing Street ha confermato di aver inoltrato alla polizia alcune comunicazioni intercorrenti tra Mandelson e Epstein, ritenute meritevoli di ulteriori verifiche investigative.
Committee on Oversight and Government Reform ha incluso tra i documenti esaminati una dedica manoscritta del 2003 in cui Mandelson definisce Epstein così:
“best pal”
Nella stessa corrispondenza emergono registri bancari che indicano trasferimenti di denaro per oltre 75.000 dollari tra il 2003 e il 2004, mentre scambi di email diffusi dal Dipartimento di Giustizia statunitense mostrerebbero messaggi del 2009 in cui il partner di Mandelson ringrazia Epstein per un trasferimento ricevuto.
Mandelson ha in passato dichiarato di non ricordare pagamenti personali e ha sempre respinto l’ipotesi di illeciti, affermando di essere stato ingannato da Epstein e di non essere stato a conoscenza delle attività criminali di quest’ultimo.
L’accusa di misconduct in public office e il suo significato
L’imputazione al centro dell’indagine è la cosiddetta misconduct in public office, un reato del common law che richiede la prova di un abuso grave e consapevole delle funzioni pubbliche da parte di chi ricopre un incarico ufficiale. Si tratta di un’accusa che può riguardare sia l’uso improprio di informazioni riservate sia altra condotta che tradisca il dovere pubblico.
Gli investigatori britannici stanno verificando in particolare se alcune comunicazioni tra l’ex ministro e soggetti esterni includano informazioni governative sensibili o riservate e se tali scambi possano integrare gli estremi del reato. Non è stato reso noto quali specifici documenti o contenuti siano oggetto di contestazione né se terze parti abbiano beneficiato di eventuali informazioni condivise.
Implicazioni politiche e prossimi passi
Il coinvolgimento di una figura come Peter Mandelson, interprete di primo piano del New Labour e con esperienze diplomatiche negli Stati Uniti, solleva interrogativi sull’impatto politico e istituzionale delle rivelazioni. Per il pubblico e per i partiti politici la vicenda impone una valutazione sia delle responsabilità individuali sia dei meccanismi di controllo sulle relazioni tra esponenti pubblici e soggetti privati.
Dal punto di vista procedurale, la polizia proseguirà le indagini raccogliendo testimonianze e documentazione; eventuali passaggi successivi potranno coinvolgere anche collaborazioni internazionali con le autorità statunitensi, dalla cui documentazione è emersa gran parte del materiale oggetto d’esame.
In assenza di capi d’imputazione formalizzati, la vicenda resta in fase istruttoria: sarà fondamentale la trasparenza dei processi investigativi e la tempestiva comunicazione dei risultati alle istituzioni competenti per consentire valutazioni giuridiche e politiche ponderate.