Piemonte sotto la lente: le zes al vaglio della commissione industria del senato
- 23 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Una proposta di intervento prevede di estendere a determinate aree del Piemonte — in particolare nel Torinese, nel Basso Alessandrino e nella provincia di Asti — la possibilità di applicare le condizioni previste dalle ZES (Zone Economiche Speciali), strumenti già utilizzati nel Mezzogiorno per attrarre investimenti mediante benefici fiscali, crediti d’imposta e semplificazioni amministrative.
La proposta è stata confermata dal presidente Alberto Cirio e sarà presentata questa settimana alla Commissione Economia e Industria del Senato, come parte delle linee d’azione illustrate dalla Regione Piemonte in occasione dell’incontro annuale con Confindustria Piemonte.
L’ipotesi ZES per il Piemonte
L’idea consiste nell’adattare uno strumento tipicamente destinato a territori con svantaggi strutturali per favorire investimenti produttivi anche in aree settentrionali con bisogno di riconversione industriale. Le ZES potrebbero offrire vantaggi fiscali, semplificazioni burocratiche e misure di supporto al credito per accelerare progetti di reindustrializzazione e attrarre catene del valore internazionali.
Dal punto di vista normativo, l’estensione delle ZES richiederebbe un coordinamento tra livelli regionale e nazionale, nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato, e una chiara valutazione dell’impatto territoriale per evitare distorsioni della concorrenza interna tra regioni.
Contesto economico e obiettivi di crescita
Secondo il quadro delineato dalla Regione, il Piemonte ha recuperato terreno nonostante l’impatto dei dazi e la crisi del settore automotive. Il 2021 aveva registrato una ripresa robusta e negli ultimi tre anni la performance regionale è stata in media superiore a quella nazionale e prossima a quella della Lombardia.
Sebbene il recupero sia significativo, permangono gap: mancano ancora circa 4 miliardi di euro di Pil per tornare ai livelli del 2007. La Regione si è posta l’obiettivo di un tasso di crescita annuo dell’1,5%, rispetto allo 0,75% stimato per il 2025, per avvicinarsi alla media di crescita europea.
Le altre misure della Giunta
Tra le iniziative illustrate dalla Giunta Cirio figura la legge denominata Cresci Piemonte, pensata per dimezzare i tempi delle procedure urbanistiche gestite dall’ente regionale al fine di accelerare gli interventi che possono generare impatti positivi sull’economia locale.
Altre azioni previste includono la possibilità di riservare una quota della produzione idroelettrica a prezzi calmierati nelle gare di assegnazione dei bacini, con l’obiettivo di offrire energia competitiva alle imprese, e la proposta di inserire nella Programmazione 2028-2033 dei fondi europei un capitolo dedicato agli aiuti per la bonifica dei siti industriali, necessario per rendere disponibili aree per nuove produzioni.
Secondo la Regione, misure ordinarie non risultano sufficienti in un territorio che ha attraversato una forte fase di industrializzazione e che ora necessita di strumenti mirati per il rilancio dei siti produttivi e il sostegno alle imprese nei processi di reindustrializzazione.
Export, automotive e rotte commerciali
I dazi e le difficoltà del comparto automotive hanno contribuito a far scendere le esportazioni regionali da 64 a 60 miliardi di euro l’anno scorso, una cifra equivalente al 36% del Pil. La contrazione è stata particolarmente marcata per l’industria della provincia di Torino, pur mantenendo una forte propensione all’export.
Per sostenere l’internazionalizzazione sono state segnalate azioni sistemiche come le missioni commerciali all’estero, inclusa una prevista in Canada, volte ad aprire nuovi mercati e a diversificare le rotte commerciali delle imprese piemontesi.
Prospettive sul fronte dei servizi
Il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto, ha richiamato l’attenzione sull’importanza del settore dei servizi per la crescita regionale, segnalando una forte esposizione del Piemonte rispetto ad altre aree del Paese e un margine di recupero significativo.
Andrea Amalberto ha spiegato:
“Esiste un margine di recupero di crescita e Pil anche sul fronte dei servizi: non solo grazie all’export, ma sviluppando internamente attività per circa 16 miliardi nel settore dei servizi, dalla logistica all’Ict, che oggi il Piemonte spesso acquista da altre regioni.”
Sfide politiche e prossimi passi
L’introduzione di misure come le ZES in una regione del Nord pone questioni complesse: occorre valutare la sostenibilità finanziaria degli incentivi, la compatibilità con la normativa europea sugli aiuti di Stato e l’equità territoriale rispetto ad altre regioni. Sarà inoltre fondamentale predisporre strumenti di monitoraggio per misurare gli effetti occupazionali e produttivi delle agevolazioni.
I prossimi passaggi prevedono il confronto tecnico in sede parlamentare alla Commissione Economia e Industria del Senato, la definizione di misure attuative da parte della Regione e il dialogo con il governo nazionale e le parti sociali per armonizzare interventi e risorse.