Bitcoin scivola verso 65.000 dollari mentre le azioni Usa crollano
- 23 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha visto svanire rapidamente il modesto rimbalzo registrato dopo una forte ondata di vendite notturne, con la ripresa che si è esaurita nella mattinata di contrattazioni negli Stati Uniti.
Intorno a metà giornata sulla costa orientale, il prezzo scambiava vicino a quota 65.400 dollari ed era in calo di circa il 3,5% rispetto alle 24 ore precedenti, mentre i mercati del rischio più ampi mostravano segni di indebolimento.
Il movimento è coinciso con una flessione degli indici azionari statunitensi: sia il S&P 500 sia il Nasdaq 100 hanno perso oltre l’1%, con i settori del software e i titoli legati al private equity in testa alle perdite.
L’iShares Expanded Tech-Software ETF (IGV) è sceso di un ulteriore 5% toccando un nuovo minimo annuale e rimane vicino a un ribasso del 35% dall’ottobre scorso, riflettendo le preoccupazioni su come gli strumenti di generative AI possano interrompere i modelli di business tradizionali del settore software.
Nel pensiero corrente del mercato, indipendentemente dalla fondatezza, molte valutazioni trattano ormai la crypto come se fosse semplicemente software: di conseguenza nelle ultime sedute i movimenti di prezzo di bitcoin e di IGV sono apparsi fortemente correlati.
Ad alimentare il clima di pessimismo ci sono anche timori crescenti che l’espansione dell’AI possa spingere i mercati verso un evento di credito negativo di ampia portata, richiamando paragoni con la crisi finanziaria globale del 2008. Questo timore è già visibile nei prezzi delle azioni di società di private equity, esposte in misura significativa al settore software.
Blow Owl Capital (OWL), che la scorsa settimana ha venduto asset nella speranza di soddisfare investitori in cerca di liquidità, ha lasciato sul terreno un altro 3,5% nella giornata di lunedì e registra una perdita cumulata del 32% da inizio anno.
Analogamente, società come BlackStone (BX), Ares Management (ARES) e Apollo Global Management (APO) hanno ampliato le recenti perdite, arretrando tra il 6% e l’8% nelle contrattazioni più recenti.
Il mercato delle criptovalute si comporta spesso da proxy ad alto beta per il settore tecnologico e per le condizioni di liquidità complessive; la debolezza osservata lunedì è coerente con questa dinamica. Nonostante BTC abbia finora mantenuto livelli superiori ai minimi toccati all’inizio di febbraio, il prezzo rimane intrappolato in un intervallo ristretto tra 60.000 e 70.000 dollari, segno che l’appetito per il rischio è ancora fragile.
Tensioni sui dazi e reazioni degli investitori
Un ulteriore elemento di incertezza deriva dalle recenti decisioni della Supreme Court sugli strumenti tariffari, con implicazioni sulle mosse precedenti dell’amministrazione guidata da President Trump in materia di imposizioni generalizzate. La reazione del mercato a queste novità ha contribuito a inasprire il clima di risk-off.
Joel Kruger ha osservato:
“Questo ha innescato un classico ambiente di avversione al rischio. Gli investitori si sono ritirati dagli asset speculativi come le criptovalute, con bitcoin che si è comportato più come un investimento ad alto beta che come ‘oro digitale’.”
Dal punto di vista degli investitori istituzionali, la combinazione di debolezza settoriale nel software, pressioni sui fondi di private equity e incertezza normativa sui dazi politico-economici suggerisce una rivalutazione del rischio aggregato nei portafogli. Le banche centrali e gli operatori di mercato monitoreranno da vicino la situazione per valutare eventuali ripercussioni sulla liquidità e sul credito a livello sistemico.
Nel breve termine, la stabilizzazione dei prezzi dipenderà dalla capacità del settore tecnologico di digerire l’impatto dell’AI, dalla fiducia degli investitori istituzionali e dall’evoluzione delle decisioni politiche sui dazi, fattori che determineranno la direzione della domanda per asset ad alto rischio come le criptovalute.