Eni dà il via alla produzione full-field nel giacimento Ndungu in Angola

Eni ha comunicato l’avvio della produzione in regime full-field del giacimento Ndungu, facente parte del progetto Agogo Integrated West Hub (IWH) nel Blocco 15/06 al largo dell’Angola. L’asset include sette pozzi produttivi e quattro di iniezione, con un target di picco pari a 60.000 barili di olio al giorno, e arriva a soli sei mesi dal primo olio ottenuto dalla FPSO Agogo, confermando un modello di esecuzione definito fast track.

Target produttivi e integrazione asset

L’avvio della produzione full-field rappresenta una fase chiave della strategia di integrazione tra giacimenti e unità di produzione galleggianti. Il giacimento Ndungu inizierà a produrre attraverso la FPSO N’goma per poi essere progressivamente collegato alla FPSO Agogo, ottimizzando così le capacità operative e logistiche del complesso.

Una volta a regime, l’insieme Agogo-Ndungu è atteso raggiungere una capacità complessiva di circa 175.000 barili al giorno. L’uso combinato di unità FPSO (Floating Production Storage and Offloading) consente la produzione, il trattamento e lo stoccaggio del greggio direttamente offshore, riducendo i tempi di collegamento alle infrastrutture terrestri e migliorando l’efficienza commerciale del progetto.

Struttura societaria e modello di sviluppo

L’operatore del progetto è la joint venture Azule Energy, partecipata pariteticamente da Eni e bp, con quote che vedono anche Sonangol E&P e Sinopec International come partner rispettivamente per il 36,84% e il 26,32%. Questo assetto societario riflette un approccio collaborativo tra major internazionali e attori nazionali per lo sviluppo delle risorse offshore angolane.

Lo sviluppo del progetto è coerente con il modello low carbon promosso dal gruppo guidato da Claudio Descalzi, che mira a massimizzare il valore dell’Upstream mantenendo al contempo un focus sulla riduzione delle emissioni di CO2. Tale orientamento include pratiche operative più efficienti, gestione integrata del gas e iniziative per limitare il flaring, con l’obiettivo di conciliare produzione e sostenibilità ambientale.

Dal punto di vista economico e strategico, il consolidamento della produzione nel Blocco 15/06 rafforza l’importanza dell’Angola come fornitore energetico regionale e globale, contribuendo a entrate statali, occupazione locale e sviluppo di competenze tecniche. L’incremento di capacità produttiva può inoltre influire sulle dinamiche di approvvigionamento a livello internazionale, offrendo una fonte addizionale di greggio in un contesto di transizione energetica.

I prossimi passi previsti includono il monitoraggio delle performance dei pozzi e delle FPSO, eventuali interventi di ottimizzazione per stabilizzare la produzione e ulteriori valutazioni per integrazioni future. L’esecuzione rapida del progetto costituisce un caso di riferimento per la gestione di sviluppi offshore complessi con obiettivi di efficienza e riduzione dell’impatto ambientale.



Author: Tony
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