Trump colpisce dopo la sentenza della Corte Suprema: dazio globale del 10%
- 21 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso che il Presidente non può usare i poteri previsti dall’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre tariffe in tempo di pace, una sentenza che ha spinto il Presidente Donald Trump ad annunciare nuove misure tariffarie con basi giuridiche differenti.
In risposta alla pronuncia della Corte, Donald Trump ha dichiarato l’intenzione di applicare un dazio globale del 10% attraverso altre norme legislative, affermando che le tariffe in materia di sicurezza nazionale previste dalla Section 232 e le misure della Section 301 restano operative.
Dettagli della sentenza
La Corte ha stabilito che, nella storia di mezzo secolo dell’IEEPA, nessun presidente aveva invocato quel testo per imporre tariffe, tanto meno con la portata e l’entità messe in atto dall’esecutivo. La decisione si fonda sul principio costituzionale che assegna al legislatore federale il potere primario di imporre tasse e dazi.
La sentenza richiama espressamente il ruolo dell’Articolo I, Sezione 8 della Costituzione, che attribuisce al Congresso la competenza di «istituire e riscuotere tasse, dazi, imposte ed accise», segnalando così un limite ai poteri esecutivi in materia fiscale e commerciale.
I giudici hanno inoltre respinto le motivazioni presentate dall’esecutivo secondo cui l’importazione di determinati prodotti costituirebbe una minaccia alla sicurezza nazionale: in particolare sono state messe in discussione le argomentazioni relative a una presunta emergenza di salute pubblica collegata ad alcune importazioni e alle preoccupazioni su deficit commerciali che avrebbero danneggiato il comparto manifatturiero.
Le tariffe già imposte e le ragioni addotte
In precedenza l’amministrazione aveva applicato un dazio del 25% sulla maggior parte delle merci provenienti da Canada e Messico, e un 10% sulle merci importate dalla Cina, giustificando tali provvedimenti con motivazioni legate alla sicurezza nazionale e alla tutela dell’industria interna.
La Corte Suprema ha però ritenuto che tali giustificazioni non fossero idonee a sorreggere l’uso dell’IEEPA per imporre tariffe così estese, ribadendo la necessità che misure fiscali e tariffarie di ampio respiro trovino una solida base legislativa e il coinvolgimento del Congresso.
La risposta del Presidente
Donald Trump ha definito la sentenza della Corte «ridicola» durante una conferenza stampa e ha annunciato l’intenzione di continuare ad usare altre norme per mantenere o reintrodurre tariffe.
“Ridicolo.”
Donald Trump ha inoltre precisato la linea del governo:
“Con effetto immediato. Tutte le tariffe per la sicurezza nazionale ai sensi della Section 232 e le tariffe della Section 301 restano pienamente in vigore e operative. Oggi firmerò un ordine per imporre un dazio globale del 10% ai sensi della Section 122, oltre ai normali dazi già applicati.”
Conseguenze economiche e giuridiche
Le dichiarazioni presidenziali e le successive mosse amministrative potrebbero generare ulteriori contenziosi legali, poiché l’imposizione di tariffe su larga scala continua a suscitare questioni costituzionali e di competenza tra poteri dello Stato.
Sul piano economico, la prospettiva di nuove tariffe ha già provocato incertezza sui mercati finanziari, con effetti visibili su segmenti particolarmente sensibili come i mercati azionari e le criptovalute: la minaccia di barriere commerciali più diffuse tende a ridurre la fiducia degli investitori e ad aumentare la volatilità.
In ambito internazionale, decisioni unilaterali di questo tipo possono complicare i rapporti commerciali e aprire la strada a ritorsioni o dispute presso organismi multilaterali, rendendo necessario un attento bilanciamento tra esigenze di sicurezza dichiarate e gli obblighi internazionali.
Prospettive e scenari futuri
Nei prossimi mesi sarà importante osservare come il potere esecutivo intenderà motivare giuridicamente le nuove misure e se il Congresso o le corti giudicheranno tali fondamenti sufficienti. La questione tocca temi fondamentali del sistema costituzionale statunitense: la separazione dei poteri, il ruolo del legislatore nelle politiche commerciali e la definizione di “emergenza” economica e di sicurezza.
Per operatori economici, alleati e partner commerciali, la priorità sarà monitorare l’evoluzione normativa e le eventuali sfide giuridiche, mentre sui mercati l’incertezza potrebbe continuare a influenzare scelte di investimento e strategie di gestione del rischio.