Il piccolo Domenico non ce l’ha fatta dopo il trapianto
- 21 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È deceduto il bambino trapiantato a Napoli. La notizia è stata resa nota dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, che ha informato sulle condizioni del piccolo dopo il lungo ricovero successivo all’intervento di dicembre.
Azienda Ospedaliera dei Colli ha comunicato:
“Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina il piccolo paziente, sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025, è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La Direzione Strategica, insieme a tutto il personale sanitario e non sanitario, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore.”
Dettagli clinici e decorso post‑operatorio
Il bambino era stato sottoposto a trapianto il 23 dicembre 2025 e, dopo l’intervento, è rimasto in condizioni critiche fino alle prime ore della giornata in cui è stato dichiarato il decesso. Nei giorni precedenti era mantenuto in vita con il supporto di un macchinario extracorporeo, il Ecmo, presso l’ospedale Monaldi.
Apertura dell’indagine e contestazioni
Con la morte del piccolo, la posizione dei sei sanitari già iscritti nel registro degli indagati si è aggravata: la Procura di Napoli sta valutando il mutamento della contestazione da lesioni colpose gravi a omicidio colposo.
La pendenza giudiziaria è seguita dalla VI sezione della Procura di Napoli, con il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, che coordinano gli accertamenti preliminari. È previsto che altri nominativi possano essere aggiunti all’indagine in base agli sviluppi investigativi.
Autopsia, sequestro e attività dei carabinieri
Il prossimo atto istruttorio sarà l’esame autoptico, che la Procura disporrà per chiarire le cause del decesso. In vista dell’autopsia è stato già programmato il sequestro della salma e, successivamente, il sequestro del muscolo cardiaco per le analisi medico‑legali e peritali necessarie agli accertamenti.
I rilievi sono affidati ai carabinieri del Nas di Napoli, coordinati dal comandante Alessandro Cisternino, che si trovano presso il presidio ospedaliero coinvolto nelle indagini per raccogliere documentazione clinica, referti e ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti.
Implicazioni istituzionali e contesto del trapianto
La vicenda coinvolge aspetti medico‑legali e organizzativi: i trapianti sono procedure complesse che richiedono coordinamento tra équipe chirurgiche, terapie intensive e servizi trasfusionali. Un’indagine di questa natura può comportare verifiche sulle procedure cliniche, sulla gestione del paziente nel periodo perioperatorio e sulle eventuali responsabilità professionali o strutturali.
Le autorità sanitarie regionali e i comitati di qualità ospedaliera vengono normalmente chiamati a esaminare eventuali criticità operative e a proporre misure per prevenire il ripetersi di eventi avversi, qualora emerga la necessità di interventi organizzativi o formativi.
Cooperazione tra ospedale e magistratura
L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha espresso cordoglio per la perdita e, in queste situazioni, le strutture sanitarie sono tenute a collaborare con la magistratura fornendo cartelle cliniche, registrazioni e ogni documentazione richiesta dagli inquirenti per consentire le verifiche scientifiche e giudiziarie.
Il risultato degli accertamenti medico‑legali sarà determinante per chiarire responsabilità penali o civili e per stabilire eventuali azioni correttive nella pratica clinica. Fino a quando l’istruttoria non sarà completata, permane l’obbligo di riservatezza sugli elementi in fase di acquisizione.
Prossimi sviluppi
Dopo l’esame autoptico e le indagini tecniche richieste, la Procura deciderà sulle eventuali imputazioni definitive e sulle misure cautelari, se necessarie. Le risultanze peritali determineranno anche l’eventuale prosecuzione delle verifiche sulla condotta professionale e sui protocolli applicati durante il percorso terapeutico del paziente.
La famiglia del piccolo e il personale coinvolto rimangono al centro di un procedimento che avrà ricadute sul piano umano, sanitario e giuridico; le autorità competenti proseguiranno gli accertamenti con l’obiettivo di chiarire in modo completo le cause del decesso.