Confindustria Genova: l’economia del territorio torna a crescere
- 20 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nonostante tensioni geopolitiche, oscillazioni valutarie e incertezze nazionali, l’economia di Genova ha registrato una crescita nel secondo semestre del 2025, secondo gli indicatori presentati da Confindustria Genova. I dati sono stati illustrati dal presidente dell’associazione, Fabrizio Ferrari, e dal responsabile dell’ufficio studi, Giacomo Franceschini.
Nel complesso gli indicatori risultano prevalentemente positivi: anche l’occupazione mostra un recupero significativo, con una variazione tendenziale del +1,6% rispetto al secondo semestre del 2024. Al contrario, rallentano alcune attività legate alla logistica e ai servizi di trasporto, oltre ai terminal operator.
Fabrizio Ferrari ha commentato la fotografia economica regionale:
“Si registrano segnali positivi quasi ovunque, con lievi flessioni in qualche comparto. La cantieristica navale e la manifattura industriale stanno performando molto bene: ci sono settori che trainano più di altri, ma non rileviamo sofferenze diffuse. Il titolo ‘nonostante tutto’ sintetizza la capacità delle imprese di rispondere positivamente, nonostante il contesto internazionale e geopolitico.”
Effetto dazi
Il tema dei dazi internazionali rimane una delle principali aree di attenzione per le imprese locali. La notizia relativa a una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti ha suscitato incertezza, ma gli effetti concreti sui bilanci aziendali sono complessi da valutare nel breve termine.
Fabrizio Ferrari ha osservato sull’impatto delle misure commerciali:
“Tecnicamente i dazi generano un impatto di medio-lungo periodo sulle imprese: non è ancora chiaro se e quanto incideranno sulle realtà genovesi. Seguiamo il tema con attenzione, perché c’è un rischio concreto per chi produce ed esporta verso gli Stati Uniti componenti che contengono alluminio o acciaio, soggetti a tariffe che possono arrivare al 50%.”
A livello operativo, un aumento dei dazi si traduce in costi più elevati per le catene di fornitura e in una possibile perdita di competitività sui mercati esteri. Le imprese con forte vocazione all’export potrebbero dover rivedere i prezzi, la struttura dei fornitori e le strategie commerciali verso i mercati internazionali.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, il quadro suggerisce la necessità di monitoraggio da parte delle istituzioni nazionali e locali, interventi di sostegno mirati e azioni diplomatiche per contenere gli impatti più gravosi sulle filiere produttive locali.
Secondo l’analisi congiunturale, nel secondo semestre dell’anno scorso il fatturato complessivo di industria e servizi è aumentato dell’1,7% verso clienti italiani e dello 0,6% verso l’estero; gli ordini risultano in lieve crescita (+0,1% da clienti italiani e +1,7% dall’estero). Il manifatturiero mostra un incremento della produzione del +2,4%, con il fatturato in Italia a +3,0% e sulle esportazioni a +1,8%; gli ordini esteri sono cresciuti del +3,5%.
La ripresa del settore è trainata soprattutto dalla cantieristica navale e dalle grandi imprese metalmeccaniche, mentre l’impiantistica ha recuperato il calo registrato nella prima parte dell’anno.
Giacomo Franceschini ha sottolineato un elemento positivo del manifatturiero:
“Bene anche l’industria alimentare.”
Frenata di Trasporti e logistica
I comparti dei trasporti, della logistica e dell’energia hanno mostrato invece segnali di rallentamento. Nel periodo considerato il fatturato è diminuito, con un calo dell’1,1% verso l’Italia e dell’1,2% verso l’estero. L’effetto sui margini è stato contenuto e in parte compensato dall’aumento dei prezzi medi (+1,2%), con impatti più vistosi per i terminal operator.
Alcune attività risultano quasi stazionarie, in particolare i distributori di energia e l’autotrasporto, mentre l’occupazione nel settore è cresciuta nel complesso del +2,7%.
Segnali positivi emergono anche per il terziario avanzato, con il fatturato in Italia in aumento del +1,6% e stabilità sui mercati esteri, e per la sanità privata che registra un incremento del fatturato del +6,8% e delle prestazioni dell’1,8%.
Per quanto riguarda il turismo, il fatturato verso clienti italiani è salito dell’1,4% mentre quello verso clienti stranieri è sostanzialmente stabile ma leggermente in calo (-0,2%). Le presenze complessive sono diminuite del 4,2%, passando da 2,69 milioni nel secondo semestre del 2024 a 2,57 milioni nella seconda metà del 2025.
Sul piano delle implicazioni strategiche, la fotografia offerta dagli indicatori suggerisce alcune priorità: diversificazione dei mercati di esportazione, rafforzamento delle filiere locali, investimenti in innovazione e formazione per sostenere i settori più dinamici e interventi di politica industriale coordinati tra Regione Liguria, le istituzioni nazionali e le Camere di commercio per mitigare i rischi esterni e valorizzare le opportunità di crescita.