Casa Bianca spinge per ricompense sugli stablecoin: ora tocca alle banche
- 20 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Casa Bianca favorisce l’inclusione di programmi di rewards limitati per le stablecoin nella prossima bozza del disegno di legge sulla struttura del mercato delle criptovalute, a condizione che vi sia un consenso da parte delle banche, secondo persone informate sui negoziati.
Incontro di lavoro e sviluppo della bozza
In una sessione di lavoro tenuta giovedì con l’obiettivo di trovare un terreno comune sulle rewards legate alle stablecoin, la Casa Bianca ha chiarito che alcuni programmi di ricompense resteranno nella successiva bozza del provvedimento. Rappresentanti delle banche di Wall Street presenti hanno contribuito attivamente alla definizione del testo, e l’esecutivo predisporrà una versione aggiornata da condividere con i partecipanti.
Si è trattato del terzo incontro tra funzionari della Casa Bianca e operatori del settore crypto: dopo che le banche avevano assunto una posizione rigida sulla proibizione delle ricompense nell’ultimo confronto, i negoziatori presidenziali si sono presentati con l’idea che alcune forme di rewards debbano essere consentite per specifiche attività e transazioni, ma non per detenzioni di stablecoin assimilabili a conti di deposito.
Il team della Casa Bianca, guidato dal consigliere per le criptovalute Patrick Witt, ha spinto per una soluzione rapida su questo punto, ritenuta necessaria per consentire al testo legislativo di proseguire il suo iter.
Quadro normativo e punti di attrito
La questione è inserita all’interno dell’articolato noto come Digital Asset Market Clarity Act, l’obiettivo politico principale del settore crypto a Washington. La sezione dedicata alle stablecoin (articolo 404 della bozza) non è strettamente relativa alla struttura di mercato e, nelle modifiche in discussione, andrebbe a riformare disposizioni precedenti che sono confluite in legge lo scorso anno con il GENIUS Act (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins).
Questo incrocio normativo crea tensioni: i testi in esame cercano di bilanciare il desiderio di regolamentare strumenti monetari digitali con la volontà di non soffocare l’innovazione o alterare irreversibilmente modelli di business bancari consolidati.
Preoccupazioni delle banche
I rappresentanti delle banche hanno espresso timori concreti: consentire ricompense sulle stablecoin potrebbe erodere la loro attività principale, basata su depositi a rendimento, trasformando in pratica le stablecoin in prodotti che competono con i conti di deposito tradizionali.
Per questo motivo le banche hanno spinto per una distinzione netta tra incentivi legati a specifiche transazioni o servizi e la possibilità di offrire interessi semplicemente per la detenzione di stablecoin.
Dichiarazioni degli stakeholder
Summer Mersinger said:
“L’incontro odierno alla Casa Bianca è stato un passo costruttivo per risolvere le questioni aperte sulle ricompense e per mantenere il percorso della normativa sulla struttura del mercato.”
La Blockchain Association è stata tra le organizzazioni coinvolte ai tavoli di confronto, contribuendo alle discussioni tecniche e normative su come calibrare i limiti alle rewards.
Scenari possibili
Se le banche rifiuteranno l’intesa sui limiti proposti, lo status quo rimarrebbe regolato dal GENIUS Act, che consente alle piattaforme crypto una maggiore libertà nell’offerta di programmi di ricompense rispetto alla versione in discussione. Al contrario, un assenso delle banche al compromesso renderebbe più probabile il ritorno in carreggiata di senatori esitanti, facilitando l’approvazione del disegno di legge.
Punti ancora aperti e impatto politico
La sezione sulle stablecoin è soltanto uno dei numerosi vuoti normativi del Digital Asset Market Clarity Act che richiedono negoziazione. Il settore crypto è inoltre coinvolto nelle richieste avanzate da parlamentari democratici per rafforzare le tutele contro attori illeciti, con particolare attenzione allo spazio della finanza decentralizzata (DeFi).
I negoziatori democratici hanno inoltre preteso alcune misure che potrebbero scontrarsi con la posizione dell’esecutivo: il divieto per alti funzionari governativi di intervenire direttamente nel settore crypto — una richiesta percepita come diretta verso il presidente Donald Trump — e l’indicazione di una compagine completa di commissari alla Commodity Futures Trading Commission e alla Securities and Exchange Commission, incluse le nomine per le vacanze di seggio dei democratici.
Queste questioni non sono ancora state risolte. Se la Senate Banking Committee procederà con un’audizione come fece la Senate Agriculture Committee, l’esito rischia di restare divisivo e potrebbe tradursi in un passaggio tecnico del provvedimento senza il pieno sostegno del senato complessivo, a meno di un accordo più ampio con i democratici.
Prossimi passi
I negoziati proseguiranno nelle prossime settimane, con la Casa Bianca che circolerà una bozza rivista alle parti interessate. L’evoluzione di questi confronti determinerà non solo la formulazione definitiva delle norme sulle stablecoin, ma anche l’equilibrio politico necessario per trasformare la proposta in legge e per definire il ruolo regolamentare delle autorità di controllo finanziario negli Stati Uniti.