Btc si stabilizza a 67.000 dollari mentre i trader cercano coperture contro il crollo

Bitcoin si è stabilizzato giovedì, mantenendosi sopra un livello tecnico rilevante dopo una breve discesa sotto i 66.000 dollari nelle prime fasi della contrattazione negli Stati Uniti. La criptovaluta più importante è stata scambiata di recente intorno ai 67.000 dollari, con un guadagno di circa l’1% nelle ultime 24 ore.

Le principali valute alternative hanno mostrato un andamento più tiepido: ether, XRP, BNB, DOGE e solana si sono mosse tra la stabilità e lievi ribassi nello stesso periodo, segnalando prudenza diffusa nel segmento degli altcoin.

Il comparto azionario correlato alle criptovalute ha registrato rialzi moderati, con i miner di Bitcoin come CleanSpark e MARA in evidenza con guadagni attorno al 6%. In controtendenza, gli indici azionari statunitensi hanno mostrato segni di debolezza: l’S&P 500 e il Nasdaq 100 sono risultati rispettivamente in calo di circa lo 0,3% e lo 0,6%.

Sul fronte normativo si sono avvertiti segnali cautamente positivi rispetto a un possibile testo sulla struttura di mercato degli asset digitali: incontri istituzionali hanno portato a movimenti incrementali nelle discussioni tra rappresentanti del settore delle criptovalute e operatori bancari, anche se non è ancora emerso un compromesso definitivo.

Restano però evidenti le conseguenze della recente fase discendente dei prezzi. Il prestatore cripto Blockfills, con sede a Chicago, sta valutando un’eventuale cessione dopo aver registrato una perdita di prestito di 75 milioni di dollari durante il crollo dei prezzi e aver sospeso temporaneamente prelievi e depositi per i clienti.

Gli investitori continuano a confrontarsi con lo spettro di nuovi crack simili a quelli che hanno colpito Celsius e FTX nel 2022. Al momento l’impatto sembra contenuto: questo limita i timori di scenari estremi, ma al contempo non si è verificato un ribaltamento generalizzato che spesso precede la formazione di un fondo in mercati ribassisti.

I rischi al di fuori del mondo crypto contribuiscono inoltre ad aumentare la prudenza. Lo stress nei mercati del credito è riemerso dopo che la società di private equity Blue Owl ha ridotto in modo permanente le riscossioni in un fondo di credito privato retail da 1,7 miliardi di dollari. Il titolo di Blue Owl è sceso di circa il 6%, mentre altri grandi gestori di credito privato, come Apollo Global, Ares Capital e Blackstone, hanno registrato ribassi superiori al 5%.

Anche le tensioni geopolitiche restano un fattore di rischio: la prospettiva di un possibile intervento militare degli Stati Uniti contro l’Iran e il rafforzamento delle postazioni regionali hanno contribuito a spingere il prezzo del petrolio, che ha messo a segno un rialzo ulteriore del 2,8% superando i 66 dollari al barile, al livello più alto da agosto.

Trader in modalità difensiva

Secondo Jake Ostrovskis, responsabile dell’OTC presso la società di trading Wintermute, nei mercati dei derivati sulle criptovalute si osserva un comportamento difensivo: molti operatori stanno comprando protezione contro ribassi e contemporaneamente limitando la partecipazione al rialzo, una strategia che equivale a pagare una sorta di assicurazione contro un nuovo crollo dei prezzi pur accettando di ridurre il potenziale guadagno in caso di breakout positivo.

Il costo medio di acquisto degli ETF in Bitcoin negli Stati Uniti si colloca oggi intorno agli 84.000 dollari, lasciando una quota significativa di investitori in perdita teorica: il ribasso medio registrato è vicino al 20%, una condizione che può rendere alcuni soggetti vulnerabili a vendite di capitolazione qualora i prezzi scendessero ulteriormente.

Tuttavia, la detenzione totale degli ETF rimane a circa il 5% dai massimi espressi in termini di Bitcoin, segnale che gli investitori istituzionali, per ora, sembrano più orientati a ridurre l’esposizione in modo ordinato piuttosto che abbandonare massicciamente il mercato, un comportamento che può aiutare a limitare shock sistemici immediati.

Prospettive e fattori da monitorare

Per i prossimi giorni e settimane, i principali elementi da seguire includono l’evoluzione delle trattative regolatorie sull’asset digitale, la stabilità del mercato del credito tradizionale e lo sviluppo delle tensioni geopolitiche che influenzano le materie prime energetiche. Ciascuno di questi fattori può agire da catalizzatore tanto al rialzo quanto al ribasso, condizionando il sentiment degli investitori e la liquidità del mercato.

In questo contesto, gli operatori dovrebbero monitorare gli indicatori di rischio sistemico (come le condizioni dei fondi di credito privato), i flussi di capitale verso e dagli ETF in criptovalute e i posizionamenti sui derivati, che offrono segnali tempestivi sulle aspettative di mercato e sui possibili punti di svolta.