WLFI schizza del 10% dopo l’accordo di Apex sullo stablecoin e supera BTC ed ETH

WLFI, il token collegato a World Liberty Financial, è salito di circa il 10% dopo che un asset servicer con 3,5 trilioni di dollari di attività ha annunciato l’intenzione di testare il USD1, un stablecoin, come settlement rail per fondi tokenizzati.

L’aumento di valore di WLFI nelle prime ore della mattina asiatica è stato più pronunciato rispetto al movimento di bitcoin ed ether, che nello stesso periodo mostravano leggere flessioni.

Il rialzo è avvenuto mentre i relatori al forum di World Liberty Financial tenutosi a Mar-a-Lago hanno sostenuto che i stablecoin giocheranno un ruolo centrale nella leadership finanziaria degli Stati Uniti.

Interventi al forum

Bernie Moreno ha detto:

«La realtà è che l’intero sistema finanziario apparirà molto diverso nei prossimi cinque anni rispetto a come è stato negli ultimi cinquanta.»

Bernie Moreno ha detto:

«Questo accadrà da qualche parte. Vedremo una quantità massiccia di innovazione nei servizi finanziari. La domanda è: succederà in America o altrove?»

Nel suo intervento Moreno ha sottolineato l’urgenza politica, esortando i legislatori a far approvare entro novanta giorni un disegno di legge sulla struttura del mercato che definisca regole chiare per gli asset digitali: secondo il senatore, senza norme certe gli Stati Uniti rischiano di perdere l’opportunità di guidare la prossima fase dell’innovazione finanziaria.

Posizioni di settore e tecnologie proposte

Brian Armstrong, amministratore delegato di Coinbase, ha ribadito l’importanza del disegno di legge sulla struttura del mercato per sbloccare lo sviluppo del settore, osservando che la mancanza di progresso è in parte attribuibile alle pressioni e alle posizioni dei gruppi di categoria bancaria.

Zak Folkman, cofondatore di World Liberty Financial, ha descritto il USD1 con un approccio rivolto all’uso istituzionale e sistemico.

Zak Folkman ha detto:

«Non è solo uno stablecoin per il dettaglio: è un dollaro di livello istituzionale pensato per l’effettiva regolazione dei pagamenti e per l’uso cross-border.»

Zak Folkman ha detto:

«Questo è ciò che abbiamo fatto quando abbiamo voluto costruire un dollaro di livello istituzionale.»

Secondo Folkman, il progetto includerà meccanismi di trasparenza on‑chain: il token avrà una «prova delle riserve in tempo reale» supportata da oracoli come Chainlink, così che gli utenti possano verificare direttamente la copertura degli asset.

Zak Folkman ha detto:

«Avrà una prova delle riserve in tempo reale, alimentata da Chainlink, che permetterà agli utenti di verificare in modo on‑chain il backing.»

Folkman ha anche delineato un piano di rollout che partirà da corridoi specifici per i pagamenti transfrontalieri: l’avvio è previsto sul corridoio tra Stati Uniti e Messico, con l’obiettivo di estendere il supporto fino a quaranta valute diverse, offrendo così un ponte di regolamento per i trasferimenti internazionali.

Zak Folkman ha detto:

«Questo è il USD1 come ponte di regolamento.»

In precedenza, a febbraio durante una conferenza a Hong Kong, Folkman aveva anticipato il lancio futuro di una piattaforma dedicata al forex, il World Liberty Forex, pensata per integrare il token nei flussi di cambio convenzionali.

Prospettive tecnologiche e implicazioni regolamentari

Folkman ha collegato l’uso del USD1 anche all’evoluzione del commercio automatizzato: con la diffusione di agenti basati su intelligenza artificiale, secondo i promotori saranno necessari strumenti di pagamento autonomi e programmabili che non dipendano da conti bancari tradizionali.

Zak Folkman ha detto:

«Stiamo entrando in un mondo in cui agenti di IA dovranno transare in modo autonomo. Gli agenti AI non possono aprire conti bancari né firmare assegni, ma possono detenere stablecoin.»

Zak Folkman ha detto:

«Quello che stiamo costruendo è un sistema finanziario completo.»

Dal punto di vista regolatorio, la proposta rilancia il tema della necessità di quadri normativi chiari: legislatori, autorità di vigilanza e operatori dovranno confrontarsi su requisiti di trasparenza, custodia degli asset, governance degli smart contract e interoperabilità con i sistemi bancari tradizionali.

Se il progetto dovesse dimostrarsi operativo e compliance‑friendly, potrebbe accelerare l’adozione istituzionale dei stablecoin per i pagamenti internazionali e favorire la nascita di infrastrutture di regolamento più veloci, riducendo i costi nelle filiere di trasferimento di capitale.