Volume di stablecoin supera 35 trilioni di dollari nel 2025 mentre la quota illecita resta sotto lo 0,5%
- 19 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
TRM Labs riporta che nel 2025 meno dello 0,5% delle transazioni in stablecoin è stato collegato ad attività illecite, con una stima di circa lo 0,4% del volume complessivo.
Secondo l’analisi, ciò conferma che l’utilizzo delle stablecoin rimane in larga misura legittimo e orientato a scopi economici ordinari, nonostante la presenza di flussi ad alto rischio.
Il rapporto evidenzia inoltre che il 2025 è stato il primo anno in cui l’attività in stablecoin ha superato ripetutamente la soglia di $1 trilione di volume transato su base mensile, caratterizzandosi per una capacità di traffico sostenuta piuttosto che per picchi speculativi isolati.
Il 2024 aveva già registrato una crescita senza precedenti del volume on‑chain, con trasferimenti complessivi oltre i $27,5 trilioni, mentre nel 2025 il dato è salito di quasi il 20% raggiungendo almeno $35 trilioni.
Le attività illecite hanno seguito un percorso di concentrazione e aumento di scala: nel 2025 entità considerate illecite hanno ricevuto complessivamente $141 miliardi in stablecoin, il livello più alto osservato negli ultimi cinque anni.
Di questi, circa $72 miliardi sono stati collegati al token A7A5, una stablecoin ancorata al rublo che opera all’interno di reti connesse a regimi sanzionati.
Oleg Ogienko ha dichiarato:
“TRM Labs cerca di etichettare come illecite o illegali tutti gli scambi esterni russi. Questa è ovviamente un’affermazione errata.”
In un secondo intervento pubblico, sempre nel 2026, Oleg Ogienko ha espresso disponibilità a confrontarsi con chi lo accusa di violare norme di conformità attraverso l’attività della sua società di stablecoin.
Oleg Ogienko ha dichiarato:
“Siamo pienamente conformi alle normative del Kyrgyzstan. Non compiamo attività illegali. Abbiamo procedure di KYC e meccanismi AML integrati nella nostra infrastruttura. Non violiamo alcun principio del Financial Action Task Force.”
Tuttavia, la relazione segnala che le entità emittenti e affiliate del network A7A5, identificate come Old Vector LLC e A7 LLC, insieme alla banca che detiene le riserve, la Promsvyazbank (PSB), risultano soggette a sanzioni da parte del U.S. Department of the Treasury, circoscrivendo la loro capacità di interagire con il sistema finanziario denominato in dollari statunitensi.
Il rapporto osserva che le stablecoin hanno assorbito l’86% di tutti i flussi crypto considerati illeciti nel 2025, sottolineando la loro crescente rilevanza all’interno di ecosistemi a rischio elevato.
Le reti collegate alle sanzioni si sono consolidate in modo marcato: il solo ecosistema A7 è stato associato ad almeno $83 miliardi di volume diretto, e tali reti appaiono sempre più come sistemi finanziari paralleli transfrontalieri piuttosto che come attori isolati.
A confronto, il 2024 è stato definito una fase di espansione: infrastrutture per il riciclaggio, come i servizi di garanzia, si sono sviluppate rapidamente dal 2022 fino alla metà del 2025, raggiungendo picchi superiori a $17 miliardi per trimestre, con circa il 99% del volume denominato in stablecoin.
La novità del 2025 è stata tuttavia il processo di istituzionalizzazione e centralizzazione di questi flussi, favorito dall’emergere di ecosistemi e di piattaforme d’appoggio che hanno permesso di scalare le operazioni a livelli precedentemente non osservati.
Implicazioni per regolatori e settore finanziario
I risultati sollevano questioni operative e normative significative per autorità di controllo, banche e fornitori di servizi crypto: il prevalere delle stablecoin nei flussi ad alto rischio impone maggiore collaborazione internazionale per il monitoraggio delle riserve, la due diligence sui legami societari e l’identificazione dei punti di convergenza tra sistemi on‑chain e infrastrutture finanziarie tradizionali.
Le analisi on‑chain e gli strumenti di intelligence finanziaria possono aiutare a mappare le reti e a individuare pattern di abuso, ma l’efficacia delle contromisure dipende anche dalla cooperazione tra giurisdizioni, dalla condivisione di informazioni e dall’armonizzazione delle regole su KYC e AML.
Per il settore privato, la sfida consiste nel bilanciare l’innovazione nelle infrastrutture digitali con adeguati controlli di compliance, mentre per i policy maker è essenziale aggiornare quadri regolamentari che tengano conto della capacità delle stablecoin di funzionare come veicoli di trasferimento di valore su scala globale.
Infine, il rapporto evidenzia l’importanza di monitorare le relazioni tra emittenti di stablecoin, istituti di riserva e piattaforme di scambio al fine di prevenire la creazione di sistemi finanziari paralleli che possano eludere sanzioni e controlli internazionali.