Titolari di token legati a Dogecoin e Ripple possono ora ottenere prestiti negli Usa
- 19 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Coinbase amplia il suo prodotto di prestito garantito da criptovalute negli Stati Uniti, includendo ora token come XRP, DOGE, Cardano (ADA) e Litecoin (LTC), con l’obiettivo di offrire agli utenti maggiori possibilità di ottenere liquidità senza vendere le proprie posizioni.
Dettagli del prodotto
Il servizio permette agli utenti di impegnare criptovalute come collateral e prendere in prestito fino a $100.000 denominati nella stablecoin USDC emessa da Circle. Le operazioni di prestito sono instradate tramite Morpho, un protocollo di lending decentralizzato, il che significa che la meccanica del prestito avviene on‑chain piuttosto che essere contabilizzata direttamente nel bilancio di Coinbase. Il prodotto è disponibile sul territorio statunitense con l’eccezione dello stato di New York.
Token coinvolti e accesso alla liquidità
L’estensione comprende alcuni dei token più diffusi tra gli investitori retail, andando oltre l’offerta precedente focalizzata principalmente su Bitcoin e Ether. Mentre detentori di Ether e ADA possono già generare rendimento attraverso il staking sulle loro reti native, asset come XRP, DOGE e LTC non prevedono meccanismi automatici di ricompensa; per questi investitori il prestito garantito rappresenta una delle poche opzioni per ottenere liquidità senza liquidare la posizione.
Inoltre, Coinbase ha segnalato di detenere rilevanti quantità di alcuni token nei conti clienti: in una comunicazione di fine anno è indicato un saldo significativo in XRP, elemento che contribuisce a rendere il token uno dei principali tra gli asset presenti sulle sue piattaforme.
Meccanica del prestito e rischi operativi
I prestiti collateralizzati da criptovalute vengono spesso presentati come strumenti pratici, ma incorporano rischi importanti legati alla volatilità dei prezzi. Se il valore del collaterale diminuisce oltre una certa soglia rispetto al saldo del prestito, la posizione può essere liquidata: un terzo può estinguere il debito e appropriarsi del collaterale a condizioni scontate.
Coinbase applica margini di sicurezza aggiuntivi al momento dell’erogazione del prestito per ridurre il rischio di liquidazione e invia notifiche man mano che le soglie critiche si avvicinano. Occorre inoltre considerare il processo di “wrapping” usato per alcuni token, che consente loro di operare su reti compatibili con Ethereum; questa conversione introduce rischi tecnici aggiuntivi legati a smart contract e interoperabilità.
Aspetti fiscali e limitazioni regolamentari
Dal punto di vista fiscale, il ricorso a prestiti garantiti è spesso presentato come un metodo efficiente perché l’atto del prendere in prestito contro un asset non costituisce una vendita e, nella maggior parte delle giurisdizioni, non genera immediatamente eventi tassabili come accade per la cessione. Tuttavia, la normativa può variare a livello statale e nazionale, e la struttura può avere conseguenze fiscali complesse da valutare con professionisti del settore.
La non disponibilità del servizio nello stato di New York riflette le diverse restrizioni normative a livello locale e gli obblighi di conformità che gli operatori devono rispettare. Gli utenti dovrebbero tenere conto di regole specifiche, autorizzazioni e possibili requisiti aggiuntivi imposti dalle autorità competenti.
Implicazioni per gli investitori
Per gli investitori retail l’offerta amplia le alternative per accedere a liquidità senza dismettere posizioni, ma richiede una valutazione attenta della propria tolleranza al rischio. È importante monitorare costantemente il rapporto tra valore del collaterale e debito, considerare la possibile necessità di ricollocare o integrare garanzie e comprendere i rischi associati a protocolli on‑chain come Morpho, inclusi rischi di smart contract e di controparte tecnica.
In sintesi, l’estensione del paniere di asset eleggibili amplia le opzioni offerte da Coinbase, ma comporta trade‑off tra accesso alla liquidità, complessità tecnica e esposizione a volatilità e rischi operativi che ogni utente deve ponderare prima di utilizzare il servizio.