La difesa lancia la sfida: leva volontaria da 7mila persone, anche straniere
- 19 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Si sta delineando la riforma della difesa che il governo prevede di presentare in forma di disegno di legge entro marzo; una bozza iniziale è stata predisposta da un Comitato strategico nominato dal ministro Guido Crosetto per definire il primo testo organico.
Il progetto prevede un consistente aumento degli effettivi delle Forze Armate, con l’obiettivo di arrivare ad almeno 100.000 nuove assunzioni complessive entro il 2040. La proposta combina forme di reclutamento volontario con la creazione di una riserva permanente di 15.000 unità, recuperando strutture e procedure dismesse dopo la sospensione della leva obbligatoria, come i controlli sanitari, i percorsi addestrativi e la possibilità di ferma per 12 mesi, inizialmente su base volontaria.
È previsto inoltre un contingente volontario di circa 7.000 unità, con la possibilità di includere cittadini stranieri regolari, residenti in Italia. Il reclutamento volontario sarebbe rivolto in particolare a persone adulte, con fasce d’età indicate intorno ai 25-35 anni, e prevede una ferma iniziale di 12 mesi eventualmente prorogabile per altri 12 mesi. Ai volontari sarebbe riconosciuto un compenso annuo lordo stimato intorno a 6.000 euro.
La riforma contempla inoltre l’istituzione di un quarto ramo delle forze armate dedicato alla cybersicurezza, con la possibilità di impiegare personale ad alta specializzazione anche in posizione non militare, per far fronte alle crescenti esigenze di protezione delle infrastrutture digitali nazionali.
Obiettivi numerici e modello organico
Secondo il testo preliminare, l’intento è costruire un modello organico del personale militare pari a 275.000 unità complessive tra esercito, marina e aeronautica, includendo sia il personale in servizio permanente che quello in ferma prefissata. Di queste unità, 15.000 dovrebbero appartenere a un contingente di riserva operativa in servizio permanente, strutturato per essere immediatamente impiegabile in casi di necessità.
Riservisti e incentivi
Il contingente di riservisti stabilizzato verrebbe sottoposto a visite mediche periodiche e avrebbe accesso a incentivi economici per garantirne la prontezza e la disponibilità al richiamo. Il meccanismo di richiamo immediato è pensato per assicurare capacità operative rapide in scenari di emergenza o di incremento di tensione internazionale.
Nuove assunzioni per i Carabinieri
La bozza prevede anche una significativa espansione degli organici del Carabinieri, con un incremento organico di circa 2.600 unità e un piano pluriennale di assunzioni straordinarie che potrebbe portare complessivamente a 7.600 nuovi ingressi destinati a rafforzare compiti di sicurezza interna e protezione del territorio.
Costi e impatto finanziario
Il costo stimato per portare a regime il nuovo organico delle Forze Armate — che passerebbero dalle attuali circa 170.000 alle previste 275.000 unità — è dell’ordine di 7 miliardi di euro all’anno per le nuove assunzioni. Complessivamente, la spesa per le forze armate salirebbe da circa 8 a 15 miliardi di euro.
Un aumento di tale entità ha rilevanti implicazioni di bilancio e richiederà scelte politiche sulla sostenibilità finanziaria, sulla tempistica di attuazione e sulle priorità di investimento. L’applicazione graduale degli interventi potrebbe essere concordata con il Ministero della Difesa e sottoposta all’esame del Parlamento per definire risorse, fasi di reclutamento e criteri di selezione.
Questioni operative e sociali
Oltre all’aspetto finanziario, la riforma solleva esigenze operative e logistiche: adeguamento delle strutture per l’addestramento, potenziamento dei presidi sanitari per le visite di idoneità, sviluppo di percorsi formativi specialistici per la cybersicurezza e percorsi d’integrazione per i reclutati stranieri regolari.
L’impatto sociale e occupazionale potrebbe essere significativo, con nuove opportunità di lavoro e formazione, ma richiederà anche criteri chiari per la selezione, la tutela dei diritti dei volontari e misure per garantire la coesione tra personale militare e civile impiegato in ruoli specialistici.
Nei prossimi mesi il testo sarà ulteriormente definito e discusso con le istituzioni competenti, con il preciso obiettivo di trasformare la proposta in un percorso normativo articolato e sostenibile.