Gip convalida il commissariamento di Glovo: ora regolarizzi 40mila rider
- 19 Febbraio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il giudice per le indagini preliminari di Milano, Roberto Crepaldi, ha convalidato il decreto di controllo giudiziario d’urgenza nei confronti di Glovo-Foodinho e ha nominato un amministratore giudiziario affinché provveda alla regolarizzazione dei lavoratori coinvolti e ad adottare misure idonee a evitare il ripetersi delle criticità emerse.
Roberto Crepaldi ha ordinato:
“Provveda alla regolarizzazione dei lavoratori che, al momento dell’avvio dell’indagine, prestavano la propria attività, anche per impedire che le violazioni si ripetano.”
Misure immediatamente disposte
All’amministratore giudiziario, il commercialista Andrea Adriano Romanò, è stato affidato il compito di verificare e sanare la posizione dei lavoratori che risultano coinvolti nelle contestazioni, nonché di vigilare sulle condizioni di lavoro all’interno dell’impresa sospettata.
Il provvedimento attribuisce all’amministratore il compito di: effettuare controlli sulle normative e sulle condizioni lavorative, intervenire per correggere situazioni che costituiscano indici di sfruttamento e adottare misure, anche diverse da quelle proposte dall’impresa, per prevenire fenomeni di caporalato tra i ciclo-fattorini.
Il decreto precisa:
“Eseguire controlli rispetto alle norme e alle condizioni lavorative che, se violate, rappresentano un indice di sfruttamento e adottare adeguate misure per evitare il ripetersi dei fenomeni.”
Elementi emersi dalle indagini
Le indagini coordinate dal pubblico ministero Paolo Storari e svolte con l’ausilio del Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri hanno rilevato presunte irregolarità diffuse: l’inchiesta contesta ipotesi di caporalato con ricadute su circa 2.000 rider nella città di Milano e su circa 40.000 a livello nazionale, secondo le contestazioni originate dalle testimonianze e dalle analisi tecniche.
Nel primo stadio investigativo sono stati ascoltati 41 singoli rider; le loro dichiarazioni, confrontate con l’analisi forense dei dispositivi utilizzati per collegarsi all’app, hanno evidenziato salari al di sotto della soglia di povertà e ritmi di lavoro prolungati, con medie dichiarate di 9-10 ore giornaliere per almeno sei giorni la settimana, ossia 54-60 ore settimanali.
La Procura contesta che i compensi corrisposti siano risultati, in alcuni casi, fino al 76,95% inferiori alla soglia di povertà e fino al 81,62% al di sotto dei livelli indicati dai contratti collettivi nazionali del settore.
Richieste sull’algoritmo e sui compensi
Nel decreto il giudice indica anche obblighi di natura tecnica nei confronti della piattaforma: la necessità di introdurre regole automatizzate che assicurino ai lavoratori un trattamento economico compatibile con i principi costituzionali e di ricalcolare gli importi già erogati.
Roberto Crepaldi ha scritto:
“Glovo-Foodinho deve introdurre un algoritmo capace di garantire ai rider un reddito compatibile con i dettami costituzionali e ricalcolare gli stipendi finora corrisposti, poiché anche le partite IVA hanno diritto a un compenso minimo orario parametrato ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali.”
Analisi delle responsabilità e delle scelte aziendali
Nel provvedimento il giudice sottolinea che le modalità di determinazione del compenso dei rider non emergono casualmente, ma risulterebbero frutto di scelte organizzative dell’impresa finalizzate a massimizzare il profitto, con rischio di sfruttamento di soggetti in condizioni di vulnerabilità.
Oltre alla società, l’inchiesta coinvolge anche dirigenti aziendali; tra i nomi segnalati figura il manager spagnolo Miquel Oscar Pierre, nei confronti del quale sono rivolte specifiche contestazioni nell’ambito dell’accertamento delle responsabilità.
Implicazioni per il settore delle piattaforme
Le misure disposte rappresentano un elemento significativo nel dibattito sul lavoro delle piattaforme digitali: l’introduzione di un algoritmo conforme ai principi costituzionali e la pratica della ricalcolazione salariale potrebbero costituire un precedente con effetti sulle regole di gestione dei rapporti di lavoro in questo settore.
Il ruolo dell’amministratore giudiziario sarà centrale non solo per la regolarizzazione immediata dei rapporti ma anche per la definizione di procedure di controllo e prevenzione che possano garantire il rispetto delle norme sul lavoro, con possibili ricadute normative e amministrative più ampie a tutela dei lavoratori.
I prossimi passi previsti contemplano il monitoraggio dell’attuazione delle misure, la verifica dei ricalcoli retributivi e l’eventuale prosecuzione dell’azione penale a fronte degli esiti delle attività istruttorie.