Bitcoin e Ether in rialzo mentre le altcoin restano indietro in un mercato a bassa volatilità

Nel mercato delle criptovalute, Bitcoin e Ether hanno registrato lievi rialzi overnight, mentre la maggior parte degli altcoin è rimasta indietro.

Il Bitcoin (BTC) è salito di circa lo 0,9%, scambiando intorno a $67.000 dopo un tocco momentaneo sui $66.000. Ether (ETH) ha guadagnato una percentuale simile ed è stato visto vicino a $1.970, non riuscendo però a superare la soglia psicologica dei $2.000.

Andamento e contesto di mercato

La volatilità complessiva è diminuita rispetto allo scossone del 5 febbraio: due settimane di consolidamento hanno lasciato gli investitori indecisi se si tratti di una pausa prima di una nuova discesa o della formazione di un minimo macro che potrebbe anticipare una ripresa verso i livelli attesi nel 2025.

Su un piano più ampio, Bitcoin resta in una tendenza ribassista rispetto al massimo storico di $126.600 registrato all’inizio di ottobre, caratterizzata da massimi e minimi decrescenti alternati a fasi di consolidamento laterale.

Posizionamento sui derivati

Il quadro dei derivati mostra una stabilizzazione: l’open interest totale si è mantenuto intorno a $15,38 miliardi, segnale della transizione da una pulizia della leva finanziaria a un livello di supporto più stabile.

Il sentimento retail evidenzia un lieve recupero, con i funding rates che sono passati da negativi a piatti o leggermente positivi (con Binance nuovamente intorno al 4%), mentre la convinzione istituzionale rimane presente: la three-month annualized basis si mantiene attorno al 3%.

Nel mercato delle opzioni di BTC il volume è più o meno bilanciato fra call e put al 50/50. La skew a una settimana (25-delta) è salita al 12%, mentre la struttura a termine della implied volatility (IV) mostra backwardation nel breve periodo.

La componente di IV a breve termine più alta indica che i trader stanno ancora pagando un premio per protezione immediata — un cosiddetto “panic premium” — nonostante le scadenze più lunghe si siano stabilizzate vicino al 49%.

I dati sulle liquidazioni riportano circa $218 milioni nelle ultime 24 ore, con una divisione approssimativa 77% long e 23% short. Le maggiori liquidazioni per notional sono state su BTC (~$75 milioni), ETH (~$53 milioni) e altre criptovalute (~$22 milioni).

La mappa delle liquidazioni su Binance evidenzia $67.400 come livello chiave da monitorare in caso di movimenti direzionali significativi verso l’alto, poiché lì si concentra una parte significativa degli ordini a leva.

Token e dinamiche degli altcoin

Il mercato degli altcoin soffre in un contesto di bassa liquidità. I titoli associati ad eventi di mercato o a notizie con bassa domanda possono subire movimenti accentuati, tipici dei mercati meno profondi.

Ad esempio, il token WLFI ha perso oltre il 10% dopo l’evento di mercoledì, mostrando un classico comportamento da “sell the news”. Il prezzo è stato osservato intorno a $0,1161.

Il progetto Axie Infinity e il relativo token AXS stanno ritestando i minimi registrati il 6 febbraio, avendo segnato una flessione del 5,9% dalla mezzanotte UTC.

Anche il token nativo della piattaforma di lending Morpho, MORPHO, ha perso i guadagni accumulati mercoledì e scambia attorno a $1,39 dopo una flessione del 4,2% nell’arco della notte.

Guardando la tavolozza completa, 97 dei primi 100 progetti per capitalizzazione (escluse stablecoin e tokenizzati su oro) sono in rosso nelle ultime 24 ore, confermando uno stato di pressione generalizzata.

Il Fear and Greed Index si attesta attualmente su 11/100, in lieve recupero rispetto al minimo di febbraio fermo a 6/100, ma ancora in area di “paura estrema”. Questo indicatore sintetico riflette la propensione al rischio e l’umore degli investitori sul breve termine.

Prospettive e livelli da monitorare

Nel breve periodo occorre tenere d’occhio alcuni livelli tecnici e strutturali: per BTC la soglia di liquidazione intorno a $67.400 e per ETH la barriera psicologica dei $2.000. La tenuta o la rottura di questi punti potrebbe determinare uno spostamento di volatilità e posizionamento.

Se la pressione venditrice dovesse riprendere, il mercato potrebbe continuare la serie di minimi e massimi decrescenti; in alternativa, la stabilizzazione delle variabili sui derivati e un ritorno della domanda potrebbero segnalare la formazione di un minimo macro che anticipi una ripresa graduale verso i livelli attesi nel 2025.

Gli operatori istituzionali, le dinamiche delle opzioni e i flussi di liquidità rimangono i fattori chiave per comprendere l’evoluzione del mercato nelle prossime settimane.