Airbus chiude il 2025 in forte crescita: utili netti +23%

Airbus prevede di aumentare le consegne a 870 aeromobili nel 2026, rispetto alle 793 dell’anno precedente, e stima un utile operativo rettificato per l’anno in corso intorno a 7,5 miliardi di euro. Nel diffondere i risultati annuali relativi al 2025, il gruppo con sede a Tolosa ha registrato un incremento degli utili netti e ha però lanciato un avvertimento sui ritardi nella fornitura dei motori che frenano produzione e consegne.

Risultati 2025 e prospettive per il 2026

Nel 2025 Airbus ha dichiarato un utile netto in aumento del 23% a circa 5,22 miliardi di euro e un fatturato pari a circa 73,42 miliardi di euro, segnando una crescita annua del 6%. Il gruppo ha collegato questi risultati a una domanda ancora sostenuta per i suoi modelli civili, pur evidenziando rischi operativi legati alla disponibilità dei componenti.

Problemi nella catena di fornitura

Airbus ha sottolineato che i ritardi dei motori destinati alla famiglia A320 stanno limitando la capacità produttiva e rallentano le consegne, protraendo le difficoltà del costruttore nel soddisfare una domanda record per il suo modello più venduto.

Guillaume Faury ha commentato la situazione:

“Una significativa carenza di motori forniti da Pratt & Whitney ha ostacolato la nostra capacità di rispettare i programmi di produzione.”

Airbus ha inoltre dichiarato:

“Le difficoltà di Pratt & Whitney di impegnarsi a fornire il numero di motori ordinati da Airbus sta avendo un impatto negativo sulle previsioni per quest’anno e sulla traiettoria di crescita.”

Queste limitazioni nella fornitura dei motori hanno costretto il gruppo a rivedere in corsa alcuni obiettivi di consegna e a gestire complesse priorità nella distribuzione delle linee di montaggio.

Piani di produzione per le famiglie di aeromobili

Airbus ha confermato i target di crescita della produzione: la famiglia A320 dovrebbe raggiungere una produzione mensile compresa tra 70 e 75 unità entro la fine del 2027, rispetto alle circa 60 unità attuali.

Per il modello più piccolo, A220, l’obiettivo è arrivare a 13 esemplari al mese nel 2028. Dopo il 2027 la produzione della famiglia A320 è prevista stabilizzarsi su 75 unità mensili; per il A330 è previsto un ritmo di circa 5 velivoli al mese dal 2029, mentre per il A350 il target è di 12 unità mensili nel 2028.

Raggiungere questi tassi produttivi implica non solo l’espansione delle linee di assemblaggio ma anche un significativo coordinamento della catena di fornitura, dall’approvvigionamento dei motori ai sistemi avionici e ai sottogruppi strutturali.

Consegne e confronto con il mercato globale

Le consegne di Airbus nel mese di gennaio sono scese al livello più basso registrato in un singolo mese dal 2020, segnando l’inizio d’anno più debole dell’ultimo decennio per il gruppo. Questo calo è stato attribuito in larga parte ai vincoli sui motori e ad altri fattori logistici.

Nel frattempo il concorrente statunitense Boeing è riuscito a recuperare terreno dopo anni di difficoltà e ha effettuato nel periodo un numero di consegne che non si vedeva dal 2018, influenzando il confronto competitivo tra i due costruttori e le strategie delle compagnie aeree nella pianificazione delle flotte.

Risultati del quarto trimestre e rendimento per divisione

Nel quarto trimestre del 2025 Airbus ha riportato un utile netto di circa 2,58 miliardi di euro e un fatturato in crescita del 5%, pari a circa 25,98 miliardi di euro.

La divisione civile, Airbus Commercial, ha visto l’utile operativo salire del 7% a circa 2,2 miliardi di euro, mentre la divisione Difesa e Spazio ha registrato un incremento degli utili, che sono più che quadruplicati raggiungendo circa 378 milioni di euro rispetto ai 95 milioni dell’anno precedente.

Questi risultati riflettono una domanda diversificata fra mercati civili e militari/spaziali e mettono in evidenza come la redditività complessiva del gruppo sia influenzata sia dal volume delle consegne sia dalla composizione del portafoglio contratti.

Implicazioni e prospettive

I vincoli sulla catena di fornitura, in particolare quelli che riguardano i motori, rappresentano un rischio concreto per il piano di espansione produttiva di Airbus e per i piani di rinnovo flotta delle compagnie aeree. Il coordinamento tra costruttore e fornitori e la capacità di aumentare stabili forniture saranno determinanti per il raggiungimento degli obiettivi 2027‑2029.

Per le autorità regolatorie e per gli operatori del settore sarà importante monitorare l’evoluzione della situazione per valutare possibili interventi di policy o misure di supporto alla resilienza delle filiere strategiche dell’aviazione civile.