Nuovo scivolone per Bff Bank: le indagini della procura di Milano sul falso in bilancio pesano

Bff Bank è finita sotto pressione dopo l’emersione di indagini preliminari per presunto falso in bilancio da parte della Procura della Repubblica di Milano, notizia che ha mosso le quotazioni del titolo riducendole di circa il 6% nella tarda mattinata del 17 febbraio sui valori intorno a 3,6 euro per azione, mentre il Ftse Mib segnava un lieve rialzo.

Indagine e comunicazione ufficiale della banca

Bff Bank ha reso noto di essere a conoscenza dell’avvio delle indagini preliminari da parte della Procura della Repubblica di Milano e di essere disponibile a cooperare con gli inquirenti.

Bff Bank ha dichiarato:

“La banca è già a conoscenza delle indagini preliminari avviate, a quanto consta, alla fine del 2023 e tuttora in fase istruttoria.”

Bff Bank ha aggiunto:

“Sin da subito abbiamo manifestato la piena disponibilità a collaborare con la Procura e a fornire ogni informazione utile agli organi inquirenti.”

Nella stessa comunicazione la banca ha anche precisato che le recenti «azioni straordinarie» annunciate dal management sono frutto di autonome valutazioni aziendali e che provvederà ad aggiornare il mercato sugli esiti delle indagini nel rispetto delle normative vigenti.

Bff Bank ha infine dichiarato:

“Procederemo ad aggiornare il mercato sugli esiti di tali indagini nel rispetto della normativa vigente.”

Impatto sui mercati e contesto di riferimento

Il calo del titolo si inserisce in un quadro già segnato da recenti criticità: dopo le ispezioni di Bankitalia, Bff Bank era stata al centro dell’attenzione per i consistenti accantonamenti annunciati, per le operazioni di “pulizia” del bilancio previste sui conti 2025 e per un avvicendamento repentino ai vertici societari.

Da inizio mese il titolo ha accumulato perdite significative, superando il 20% in negativo, con giornate caratterizzate da forti vendite e una performance che lo ha portato a scambiare al di sotto del prezzo d’esordio sul mercato azionario italiano: il gruppo, all’epoca noto come Banca Farmafactoring, era sbarcato a Piazza Affari ad un prezzo di collocamento pari a 4,7 euro nell’aprile del 2017.

Reazioni degli analisti e prospettive per gli investitori

Gli operatori e gli analisti mantengono un atteggiamento prudente. Le valutazioni emesse da società di ricerca riflettono aspettative contrastanti sul potenziale di recupero del titolo nel breve termine.

Banca Akros ha espresso una raccomandazione di tipo “Neutral” con un target price fissato a 5,5 euro per azione, segnalando un profilo rischio-rendimento bilanciato rispetto alla situazione corrente.

Equita ha invece assegnato una raccomandazione “Hold” con un obiettivo di prezzo a 6 euro, giudicando il titolo sottoposto a incertezze che limitano al momento il potenziale rialzista.

Questi giudizi indicano come gli analisti valutino la posizione patrimoniale e prospettica della banca con cautela, suggerendo che eventuali sviluppi giudiziari o chiarimenti contabili saranno decisivi per definire una traiettoria più precisa del titolo.

Implicazioni istituzionali e prossimi passi

Un’indagine per falso in bilancio ha implicazioni sia sul piano giudiziario sia su quello regolamentare: oltre all’esito processuale, gli organismi di vigilanza e il mercato osservano eventuali ripercussioni sulla governance, sulla trasparenza dei bilanci e sulla capacità della banca di rispettare requisiti patrimoniali e piani industriali.

Per gli investitori resta fondamentale monitorare gli aggiornamenti ufficiali della banca e gli esiti delle attività istruttorie della Procura della Repubblica di Milano, oltre a eventuali interventi delle autorità di vigilanza che potrebbero incidere sulle strategie operative e sui piani di ristrutturazione finanziaria.